Il duomo di Genova
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                                                                  (di Marisa Uberti)

Circa dodici anni fa (come vola il tempo!) eravamo già stati qui,alla cattedrale di San Lorenzo. Ma, all'epoca, il nostro interesse per il simbolismo era ancora da venire.Sapevamo che qui era conservato il Sacro Catino, avevamo visitato anche il Museo del Tesoro della Cattedrale, ma gli occhi che si posavano sulle stesse cose che vediamo oggi, erano 'diversi'. Molto diversi. Nella sintetica pagina che, fino ad ora, in questo sito era stata dedicata a questo argomento, abbiamo perfino ritrovato una fotografia che ci ritrae sulle scale della cattedrale, inconsapevolmente magari proprio sopra il medesimo punto in cui -oggi- abbiamo rinvenuto una netta triplice cinta!

                              

Lo scalone che conduce all'ingresso principale della facciata del San Lorenzo è, come questa, bicolore:una fila orizzontale di gradini è bianca e l'altra è nera, alternativamente.Sul terzo gradino(bianco) dal basso, salendo, all'incirca di fronte al portale centrale, si può notare un vistoso triplice quadrato, che rischiavamo di non vedere perchè i gradini della cattedrale sono invasi dai turisti che spesso trovano ideale sedersi un momento a riposare proprio sulla scalinata.Impossibile dire a quando risalga il graffito,nè chi lo lasciò(trovandosi in orizzontale, potrebbe essere tranquillamente il classico 'filetto', gioco-passatempo che qualcuno incise per allietarsi i momenti di attesa sul sagrato), ma la cosa interessante è che non è l'unico esemplare in quest'area 'sacra': gli fanno compagnia altre due 'sorelle'.Una si trova vicino al felino (più arretrato) che regge il pilastro dell'angolo sinistro della facciata ed è anch'essa ben visibile, anche se l'intera superficie di pietra appare molto deturpata e scalpellata:

                         

 

L'altra triplice cinta (teniamo il conto:sono tre) si trova invece su uno dei gradini che conducono all'antico battistero di San Lorenzo, situato nella piazzetta a sinistra della cattedrale, appena girato l'angolo.Il graffito appare come 'incompleto', potendosi osservare bene solo due quadrati concentrici anzichè tre, e ha un aspetto 'vissuto' .Il battistero è oggi chiuso al pubblico; fungeva però-fino a qualche tempo fa-come stanza di prove per il corpo musicale della cattedrale, come parrebbe indicare un cartello affisso sulla porta. Pertanto, deduciamo che questi scalini siano stati calcati da un numero indeterminabile di persone.Queste tre triplici cinte, quindi, sono sotto gli occhi (e i piedi) di tutti!

                           

Chi si trovasse per la prima volta a leggere di questo 'simbolismo', probabilmente non comprenderà come mai dovrebbe ritenerlo interessante o perchè mai noi lo abbiamo rilevato e fatto notare con una certa indissimulabile 'enfasi'. A costoro, se lo volessero, rimandiamo alla nostra sezione apposita, in cui è raccolto un censimento aggiornato su tutte le 'triplici cinte' in Italia, pervenute fino ad oggi alla nostra conoscenza, insieme a sintetiche schede relative ai luoghi e al suo presunto significato 'nascosto'.

I nostri 'due passi' si rivolgono, come di consueto, verso gli aspetti più curiosi o particolari di un edificio, nel rispetto comunque del suolo che stiamo visitando. Questo perchè di notizie, sul monumento in sè, ne abbondano (sia in internet che munendosi delle classiche 'guide' turistiche); perciò l'intento è sempre di offrire dei punti di osservazione 'alternativi', simbolismi più insoliti o reconditi che spesso sfuggono. E chissà anche a noi cosa sarà sfuggito, ovviamente!Il tripudio di sculture, in forma zoomorfa, fitomorfa e antropomorfa è incalcolabile; così come le svariate geometrie presenti in facciata e sulle pareti laterali:croci patenti, croci 'classiche', stilizzate, stelle, arabeschi,la fanno da padrone.Abbiamo qui inserito una cinquantina di immagini, che potrete comodamente cliccare per visualizzare meglio, ma non equivalgono nemmeno alla più piccola parte dell'intero scenario iconografico rappresentato dai costruttori, dagli scalpellini e dagli scultori che operarono in questo spettacolare duomo.

Come 'prassi' vuole, già ribadita spessissimo nei nostri documentari, anche in questa area,prima dell'attuale edificio, sorgeva un tempio pagano;andando indietro nel tempo,è probabile vi fosse primitivamente un semplice menhir o stele che contrassegnasse un luogo ritenuto 'sacro';poi venne sostituito da un santuario. Anzi, scavi effettuati sotto il sagrato, hanno portato alla luce dei sarcofagi di epoca precristiana,forse dunque si trattava di un'area sepolcrale, e mura e pavimenti di epoca romana sono emersi anche scavando all'interno del duomo.In epoca successiva, attorno al V-VI secolo d.C.,vi sorgeva una chiesa più piccola,pare sempre dedicata a San Lorenzo, mentre l'antica sede episcopale, dedicata a San Siro, vescovo della città, era una basilica chiamata dei Dodici Apostoli che era fuori dalle mura. Progressivamente vi fu la fusione dei più antichi nuclei urbani, che portò a far divenire il sagrato della nuova cattedrale, spostata appunto qui e intitolata a San Lorenzo, il centro della città medievale:vi si concentrarono i palazzi del potere civile e religioso, nonchè pubblico. Genova, una delle quattro potentissime Repubbliche Marinare, vide la consacrazione della propria cattedrale nel 1118 (da papa Gelasio II), nelle forme del Romanico e, diciamolo pure, con uno stile 'lombardo' (Comacino, cfr.nota1 in fondo alla pagina).

Pare che l'opera fosse potuta essere realizzata grazie agli introiti economici delle Crociate,oltre che da imprese (o razzie) militari e tasse comunali. Subì un incendio,nel 1296,e un rifacimento parziale in forme gotiche,come si può vedere ancora oggi,sia all'esterno che all'interno,dove si ammirano anche lo stile barocco e neoclassico.
Arrivando dal mare,si potrà notare come la facciata sia quasi 'spezzata'nella sua parte superiore: infatti doveva avere due torri campanarie,ma ne venne portata a compimento soltanto una(nel XVI sec.),quella di destra,lasciando a quella di sinistra una rifinitura a terrazza coperta (XV sec.). 

 

 

GENOVA1.jpg (108042 byte) GENOVA2.jpg (81371 byte) GENOVA43.jpg (66970 byte) GENOVA10.jpg (55777 byte) GENOVA39.jpg (69237 byte) GENOVA40.jpg (59892 byte) 

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Molto particolare è l'effetto che la luce solare produce sulle pietre che compongono la facciata, disposte in fasce bicrome bianche e nere: a tratti sembra di vederle color  sabbia, se i raggi le colpiscono al tramonto, se invece sono all'ombra si scuriscono come a scandire una dualità fatta di luce e di tenebre.

Una 'dualità' che pare estrinsecarsi anche in un simbolismo presente sul lato nord (torre di sinistra),verso la porta di San Giovanni (che affaccia sulla piazzetta omonima), in cui è collocata una scacchiera bicroma (forse in origine bianca e nera) di 64 caselle.

                   

 

                   

Una scacchiera posta in simile posizione, per giunta in verticale, ci suggerisce di chiederci, per logica, cosa ci sta a fare? Non certo per giocare a scacchi come forse- diciamo forse- si sarebbe potuto fare per le tre triplici cinte viste prima (molto più accessibili). La scacchiera, in realtà, è un simbolismo che abbiamo già avuto modo di incontrare in altri contesti religiosi, come sul Duomo di Crema, in cui ci siamo soffermati sul suo significato esoterico, che potrebbe ricondurre ai Cavalieri Templari. Sulla scia dell'entusiastico ritrovamento sia di triplici cinte che della scacchiera, nonchè di innumerevoli altri simbologie qui presenti, se potessimo -peccando di superficialità- dire che qui i Monaci-Guerrieri hanno lasciato l'impronta del loro passaggio, lo faremmo volentieri. Del resto, non vi sarebbe nulla di strano:i Templari sono attestati storicamente in Liguria, ovviamente, come lo erano un po' ovunque(a Genova pare certa la loro presenza nella chiesa di Santa Fede). Anche se ci troviamo un po' fuori dal tracciato della Via Francigena, Genova si colloca (oggi come nel Medioevo) su una via di passaggio per la Francia, attraverso le Alpi Marittime, a luoghi ritenuti di pellegrinaggio come la grotta della Maddalena nel Massiccio della Sainte Baume, o alle reliquie delle Sante Marie in Camargue (tanto per citare quelli che abbiamo toccato anche noi in questo viaggio alla scoperta del chemin du Cathare e dei luoghi di Maria di Magdala...), o per la Spagna, verso San Giacomo di Compostela. Viceversa, da queste nazioni si transitava da Genova per raggiungere Roma, o per spingersi fino al Santo Sepolcro a Gerusalemme.Su questa direttrice, era dunque scontato trovare Mansioni e Ospitali per i pellegrini in transito (per ulteriori notizie sulla presenza Templare in Liguria cliccare qui).

Ciò che è concretamente documentato è la presenza di un altro Ordine importantissimo, quello dei Gerosolimitani o Cavalieri di San Giovanni (poi di Malta), la cui presenza a Genova è attestata dal 1180,  presso Prè (San Giovanni di Prè e Commenda dei Cavalieri di Malta). La chiesa di Prè precedentemente era detta del Santo Sepolcro e potrebbe essere stata dei Templari.
I Gerosolimitani vengono citati anche in una lapide apposta sotto un'arca sepolcrale sulla facciata sud della cattedrale di San Lorenzo che, dunque -recando anche una evidente croce di Malta sul lato a vista -potrebbe essere di un Cavaliere di San Giovanni. Tant'è che la porta del lato opposto a questo sarcofago, quella nord, è detta Porta di San Giovanni, la piazzetta attigua anche, e lì c'è anche l'antico battistero di San Lorenzo, che riporta, sopra la porta, l'iconografia del battesimo di Gesù da parte di San Giovanni...

 

GENOVA16.jpg (140161 byte) GENOVA17.jpg (76904 byte) (Sepolcro e lapide dell'Ordine Gerosolimitano)

 

 

GENOVA9.jpg (85388 byte) Portale di San Giovanni (XI secolo):interdetto all'accesso per lavori

Gli scultori di questa cattedrale non hanno lasciato niente al caso...o almeno c'è sempre qualche dettaglio che sembra suggerircelo, come la seguente iconografia, davvero straordinaria e -per quanto ci riguarda- finora unica:

Una figura femminile,che incarna la Conoscenza, allatta due personaggi, sicuramente Filosofi.E' la Madre Universale, che porta la Corona della regalità, la Regina Mundi (Madre Natura?).Si trova sullo stipite superiore, ma di lato, a sinistra, del portale centrale; controlateralmente, nella medesima posizione, è collocata una figura maschile che, incrociando le braccia, pone le mani sul capo di due fanciulli (iniziazione da Maestro a discepolo?). Particolarmente belle e penetranti.

 

 

Altro bel simbolismo, questo Nodo o Fiore dell'Apocalisse , situato su una delle fantastiche colonne istoriate del portale meridionale, detto di San Gottardo(XI sec.), insieme ad intrecci e annodamenti vari, come si noterà nell'immagine sottostante:

 

 

Poco più avanti -verso l'angolo che riporta alla facciata principale(occidentale)- si trova un blocco di pietra su cui è inciso un braccio (forse facente parte,in origine,di una figura intera?), la cui mano 'regge' una piccola croce .Curioso!

 

Ora consigliamo di 'sbizzarrirvi' con la piacevole 'visione' di alcuni simbolismi (che sprigionano una bellezza e un'armonia delle forme notevole) catturati dal nostro obbiettivo sempre al lavoro! Poi proseguiremo con alcuni dettagli dell'interno e con la reliquia più importante qui conservata:il Sacro Catino.

 

 

GENOVA28.jpg (77947 byte)  GENOVA30.jpg (95856 byte) GENOVA19.jpg (67475 byte) GENOVA20.jpg (98147 byte)

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Interno e Museo del Tesoro della Cattedrale

                      

 

L'interno della cattedrale di Genova appare immediatamente maestoso agli occhi del visitatore, a tre navate, una centrale, rivestita di marmo, e due laterali, in cui si aprono numerose cappelle. Le colonne che dividono le navate sono sormontate da finti matronei.Non vogliamo descrivere, in questa sede, l'ambiente così vasto, sarebbe impresa riduttiva dover spendere due sole righe per ogni elemento, cosa che-lo ribadiamo-si può trovare nei testi delle varie guide disponibili ormai ovunque.Piuttosto faremo notare quegli elementi trascurati dalla maggior parte dei visitatori, com'è nostra consuetudine, quasi una 'fissazione':badare al 'piccolo',al 'particolare' perchè può riservare notevoli sorprese e denotare come l'intelligente creatività degli scalpellini abbia lasciato dei segni indelebili in tutta la costruzione.

Così, alla base di alcuni pilastri circolari si potranno trovare ancora dei frammenti scritti in latino,che probabilmente ricordano eventi o imprese avvenute e legate al luogo in cui ci troviamo(come questa,datata 1380):

                                  

Poi se gli occhi vanno verso il basso,alla base quadrata delle colonne, potrà veder spuntare singolari 'mani' o 'artigli' come questa:

 

O testine di bovidi, con altre incisioni nella parte inferiore (centralmente),che ricordano una M:

Altri volti zoomorfi spuntano dalle basi delle colonne:

 

Sotto si vede la scultura di un piccolo cagnolino,che pare fuori contesto tra le foglie di pietra.E' contornato da una leggenda:

Il piccolo cane dormiente scolpito poco distante da una delle porte principali della cattedrale

Pare che lo scultore (o una persona a lui molto vicina) che vi lavorò attorno al 1500,dunque quando la cattedrale stava per essere compiuta nel suo insieme, avesse perso il proprio amatissimo cane e decidesse (o i colleghi per consolarlo!) di scolpirne le fattezze per sempre tra i marmi.

A destra della navata laterale,si può incontrare questa 'bomba',che si narra fosse piombata nella chiesa durante i bombardamenti inglesi della II Guerra Mondiale:sfondò il tetto ma non esplose.Per tutti,fu un miracolo operato da Maria, cui la città è votata.

Un curioso elemento in ferro battuto (ve ne sono numerosi) chiaramente 'moderno', utilizzato per separare le varie zone dell'interno: colpisce la sua geometria, che come diversi amici ci hanno ricordato, allude alla graticola, elemento usato per il martirio del santo titolare, Lorenzo.

 

Percorrendo la navata sinistra, si giungerà all'accesso per la visita al Museo del Tesoro della Cattedrale e anche -volendo -alla visita guidata alla balaustra esterna del duomo stesso. Vi consigliamo di arrivare entro le 17.30, orario dell'ultimo gruppo accettato per le visite.

I locali dove è stato collocato il Museo, esistente dal 1892 (i reperti si stavano conservando già dal XII secolo) e 'riallestito' in questa sede dal 1956, rappresentano un'innovazione per la museografia moderna.Per raggiungerli si deve scendere in locali sotterranei; infatti essi furono ricavati scavando sotto il cortile del Palazzo Arcivescovile, dietro il Duomo,ordinati secondo uno schema 'a tholos', con camerette circolari disposte (contenute) attorno ad un cerchio via via sempre più grande(2). La raccolta presente suscita particolare suggestione, perchè l'illuminazione delle teche,s u cui si concentra l'attenzione del visitatore, contrasta sicuramente con l'ambiente circostante, semibuio e austero

Comunque sia, siamo davanti al Sacro Catino, e si prova una certa emozione.

    

                                       

Oggi sappiamo che il manufatto è Islamico e datato al IX-X secolo,perciò impossibile che sia stato sulla tavola dell'Ultima Cena e in alcun modo ricollegabile all'epoca di Gesù. Ma potrebbe anche essere una copia fedele all'originale, chi lo sa. I misteri che presenta sono inoltre diversi:come si vede è rotto, in diverse parti e una manca del tutto(si vocifera possa essere al Louvre!).Questo avvenne durante il trafugamento da parte delle truppe di Napoleone:se lo portarono via nel 1806, a Parigi dove venne anche sottoposto ad alcune analisi; nel 1816 lo stato francese lo restituì alla cattedrale di Genova, pare in dieci frammenti! Minuziosamente e pazientemente ricomposto, è esposto al pubblico in una teca di vetro protetta. Ma è realmente lo stesso manufatto che i Crociati (per l'esattezza Guglielmo Embriaco detto testa di Maglio) riportarono da Cesarea attorno al 1101(prima Crociata) a Genova? In un dipinto (restaurato) di Palazzo San Giorgio, poco distante dal duomo, c'è una scena che lo raffigura, con l'armatura, con in mano il Sacro Catino o perlomeno un oggetto che gli somiglia! Attorno alle vicende del reperto sono sorte diverse versioni:quella appena vista, o un'altra (Guglielmo di Tiro) che lo dice acquistato a caro prezzo dai Genovesi durante la Prima Crociata, creduto di vero smeraldo e considerato il piatto in cui Gesù mangiò durante l'Ultima Cena;altra versione è che i Genovesi avrebbero ceduto una parte del bottino spettante loro per la presa di Cesarea (la terza parte della città stessa!)in cambio del Sacro Catino.E' documentato che in seguito venne pure impegnato dal Cardinal Fieschi per un prestito, e che poi il Comune lo riscattò nel 1327 vietando in seguito qualsiasi altra forma di pegno o di spostamento fuori dalla cattedrale, da quel momento in poi (venne infatti portato via con la forza dalle truppe napoleoniche).

Però restano dei margini di dubbio:nel 1409 fu forse oggetto di un furto, quando era sotto il governatorato francese? Alla fine del '400 Venezia -si disse-tentava di rubarlo anch'essa. Nel 1522 i francesi saccheggiarono la città e tentarono di impossessarsene, cosa che -pare-non riuscì.

Insomma, il Sacro Catino -da quando arrivò a Genova- cominciò ad essere noto un po' a tutti e viene citato spesso, a volte 'confuso' con il piatto in onice del Battista, ma comunque ambito.La ragione è che -come altri manufatti assimilabili al 'calderone celtico' dell'abbondanza o ai contenitori magici in cui avviene la trasformazione dal vecchio al nuovo, dal malato al risanato e rigenerato- possedere una tale reliquia era fondamentale per la Cristianità. L'oggetto riveste dunque quel simbolo, quella metaforica valenza di 'pietra filosofale', della panacea di tutti i mali, della rigenerazione e del potere sulla 'materia'. Un concetto ' pagano' che -acuito dal contatto con il mondo arabo durante le Crociate-  il Cristianesimo sentiva di dover trasfondere nella propria religione,a ogni costo. Curiosamente,però,dal XVI secolo viene sempre meno esposto o mostrato in pubblico le sue descrizioni si fanno contraddittorie, perchè? Chi ne descrisse misure che non corrispondono a quelle che ha (oggi), suscitando il sospetto che -trafugato da qualcuno-ne fosse stata fatta una copia (però chi eseguirebbe copie tanto discordante dall'originale?).Sappiamo bene che le analisi hanno confermato non trattarsi di smeraldo ma pasta vitrea trasparente, di un verde molto acceso.

 

Per quanti amano l'Arte e l'Architettura sacra, il Simbolismo e il Mistero, crediamo che questa cattedrale possa rappresentare validamente un punto di approdo eccellente.Per ulteriori informazioni si veda il link:http://www.diocesi.genova.it/documenti.php?idd=203&parrocchia=121


Nota:

1)-Per la presenza dei Comacini a Genova e della loro opera prestata,nei secoli,in particolare alla cattedrale di San Lorenzo,si veda G.Merzario,cap.XXX "I Maestri Comacini nella città di Genova dal 1100 al 1800",pagg.201-242) ne "I Maestri Comacini",volume II - Amiedi, Milano,1893.

2)- Dal sito ufficiale si legge più propriamente: "Brevi corridoi conducono a un piccolo atrio su cui prospetta un primo ambiente circolare; poi, una stanza centrale, di forma irregolare, su cui si innestano altri tre ambienti circolari, di dimensioni sempre maggiori. Pavimenti e pareti sono grigie, in pietra calcarea locale; i soffitti, in cemento, sono percorsi da nervature che si dispongono a raggiere contrapposte".

 

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Sulle orme di Maddalena...

 

 

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                                                           maggio 2007