La triplice cinta
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              (di Marisa Uberti - AVVERTENZE/DISCLAIMER

aggiornamenti: ottobre '07

Questo lavoro si propone di raccogliere un censimento -progressivamente aggiornato -sul simbolo della Triplice Cinta e(in una sezione a parte) sui 'Palindromi', in special modo il SATOR,che ormai non si può più definire "quadrato magico",dal momento che ne sono stati ritrovati alcuni di forma circolare.

LA TRIPLICE CINTA

triplice cinta.jpg (19002 byte)

simbolo la cui origine si perde nella notte dei tempi, tanto che lo ritroviamo sia nelle Incisioni rupestri di popoli considerati 'primitivi', già presente peraltro, nella descrizione Platonica della mitica Atlantide, dove le tre cinte erano però circolari; frequentemente la si  trova in forma quadrata,formata da tre quadrati concentrici,con 4 segmenti che uniscono i punti mediani dei lati e,a volte,anche i vertici(in questo caso i segmenti diventano 6).Nella Bibbia ci viene indicato che il Tempio di Salomone aveva 'tre ordini di pietre'.

Il signficato assunto da questo simbolo è tuttora ambiguo: molti studiosi la considerano semplicemente un gioco, un passatempo(vedasi a fondo pagina dei links relativi a schemi di gioco) conosciuto come "FILETTO",presente ancora oggi sul retro di molte scacchiere moderne e dall'analisi dei luoghi in cui essa viene ritrovata ci si può formare un'idea sull'uso che ne poteva essere fatto. Se il 'campo di gioco' è in orizzontale, questa tesi potrebbe anche essere quanto meno accettata, ma quando lo schema della Triplice Cinta lo si ritrova su muri o supporti in verticale, la faccenda assume un aspetto più delicato, interessante,che non si può esaurire in spiegazioni spicciole. Inoltre, non è attualmente possibile-almeno per quanto io penso- definire 'quando' le incisioni sono state praticate: coeve all'edificio o posteriori? O magari anteriori e inglobate nella struttura stessa? E se fossero incisioni praticate da coloro che,passando attraverso le epoche, hanno voluto lasciare la propria 'impronta' o farci "ammattire"? Esistono sistemi usati per datare approssimativamente questo tipo di incisioni su pietra (la presenza di strati di materiali chimici sovrapposti, ad esempio, accumulatisi nel tempo) ma una certezza manca.

Resta comunque un'ipotesi affascinante da considerare: che-al pari del gioco dei "Tarocchi", con cui si trasmettevano conoscenze 'esoteriche'  tra coloro che erano in grado di recepirle, in epoche in cui questo era uno dei sistemi per eludere la mano secolare della Chiesa, anche la Triplice Cinta possa costituire un messaggio 'criptato', destinato a chi di dovere. E' indubbio che tale simbolismo ci riporti all' l'idea di un "CENTRO",  sul quale le sfere umane devono convergere e "ordinarsi". Come una sorta di 'ambito' in cui l'Uomo deve operare e non perdersi in direzioni vane, ma cercando sempre di ritrovare sè stesso.

Essa sembra essere legata al fenomeno del tellurismo terrestre,ovvero dove è presente la T.C. si 'sente' un'energia più marcata,secondo alcuni;  spesso in queste zone sono stati edificati Templi,altari,Cappelle,Chiese,Basiliche. Oppure -per la tradizione popolare- sono luoghi particolarmente importanti per il loro potere taumaturgico e 'magico'. Scientificamente,comunque,manca una correlazione. E'anche vero che,con la sola scienza, non è possibile spiegare un fenomeno.

Continuando nell'esame dei dati disponibili, speriamo di arricchirci comunque sempre maggiormente,spiritualmente e culturalmente, penetrando nella maniera più seria possibile i 'segni' che chi ci ha preceduto ha lasciato dietro di sè...

Una Ricerca che può aiutare a ripercorrere gli itinerari della nostra inesauribile voglia di Conoscenza.

Si guardi l'immagine di questo manufatto,che ho potuto fotografare al Museo Archeologico di Bergamo.

 

Triplici-cinte-archeo.jpg (30198 byte).Ufficialmente è un 'esempio di forme di fusione bivalve per un pendaglio in bronzo del Periodo del Bronzo finale(ripostiglio di Cermenate-AA.VV.Archeologia in Lombardia-Milano 1981-pag.85).A noi,nella fattispecie,interessa il simbolo inciso sui manufatti,che sono due T.C.,con un piccolo triangolo nella parte inferiore. Nel periodo indicato,la cultura Celtica era ben attestata nel nord Italia;la 'Triplice Cinta' impressa in questo 'pendaglio' aveva forse una funzione talismanica,magico-protettiva e comunque ci induce a capire come tale simbolismo fosse già ben conosciuto e sfruttato dalla civiltà del Bronzo.

Dove si trova la Triplice Cinta Edificio Descrizione Collegamento
Chiostro del monastero di S.Maria di Colonna in Trani (BA), segnalazione  e foto dr. Giovanni Malcangio Bellissimo scorcio del monastero e, più sotto, del chiostro dove si trova la t.c. segnalata

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Veduta_del_chiostro_01.jpg (49359 byte)

Attualmente il Monastero è utilizzato per iniziative culturali, mentre la chiesa, aperta al culto, è diventata sede del servizio diocesano per la pastorale dei giovani

TCS__particolare.jpg (124839 byte) Nel chiostro, su una delle lastre che sono interposte alle colonnine, è incisa una TCS.

Lastra_TCS.jpg (46349 byte) Dove ho messo la freccia verde,su quella lastra si trova la triplice cinta segnalata dal nostro attentissimo e proficuo segnalatore, Giovanni Malcangio.

La chiesa di S. Maria di Colonna, ad oriente di Trani è a poco più di un miglio dal centro della città. Fu fondata, con l'attiguo monastero, tra la fine del sec XI e l'inizio del XII, dal nobile tranese Goffredo Siniscalco. 
La Facciata principale si avvale di elementi decorativi tipici dell'architettura romanica: il rosone, un bell'arco lavorato e sostenuto da agili colonnine, un' architrave di finissima fattura, ma proveniente da un monumento pagano e la serie di archetti pensili della cuspide. Nella Chiesa si conserva il Crocifisso ligneo del XV secolo, oltraggiato dai corsari turchi e un prezioso altare donato dal Gran Duca di Toscana, in cambio delle reliquie di Santo Stefano, che qui si
veneravano (1684). 
Canosa di Puglia (BA), segnalazione e foto del dr.Giovanni Malcangio Chiesa di Santa Caterina

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Le origini della piccola chiesa dedicata a S. Caterina d’Alessandria, si possono far risalire con certezza al XIV secolo non escludendo la probabile origine nel XIII secolo.

La Chiesa è visitabile su richiesta al Parroco della Chiesa del Carmine e nella festività di Santa Caterina il 25 Novembre.

 

La triplice cinta si trova su una lastra di pietra posizionata al lato sinistro dell'ingresso della Chiesetta di Santa Caterina nel centro storico di Canosa di Puglia.

 

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Il simbolismo appare inciso profondamente nella pietra.

 

In fase di pubblicazione delle foto, ci siamo accorti che sulla lastra segnalata dal gentile osservatore, oltre alla t.c. vi sono almeno un paio di 'griglie' (o reticoli),sullo stesso blocco. Lo stesso ha un foro quasi centralmente, e forse in origine non si trovava lì; potrebbe essere materiale di reimpiego?

localizzazione_della_pietra.jpg (88824 byte)

Forse si.Veniamo informati dal gentile utente,infatti, che "Il blocco lapideo forse è un blocco di reimpiego proveniente da altri edifici crollati intorno al castello o per cause naturali (terremoti, frane) o per devastazioni e tra essi poteva esserci il palazzo prevostale, con eventuale badia annessa, che poteva ospitare pellegrini di passaggio da Canosa  per la sua posizione strategica nel sistema viario antico e medioevale (Appia Traiana)".

 

Pulsano(FG),segnalazione e foto del dr.Giovanni Malcangio Abbazia in località frazione Pulsano, Comune di Monte Sant'Angelo(FG) Il blocco su cui è incisa la t.c.,che ha una croce al centro,è sicuramente di reimpiego,come dimostrerebbe la scritta 'al contrario'presente superiormente.

Pulsano_TCS_particolare.jpg (89711 byte) (cliccare)

Pulsano_TCS.jpg (97427 byte)(cliccare)

Anche la faccia non esposta del blocco,ora murata ma un tempo ' a vista', lo attesterebbe.

Vi si possono notare anche altri simboli, tra cui quello dell'Ordine Monastico Pulsanese.

Uno studio è stato fatto dal dr.Franco Maulucci(cfr."La Triplice Cinta sacra" in Atti del XX Convegno Nazionale sulla Preistoria, Protostoria, Storia della Daunia, Archeoclub d'Italia,San Severo, 27-28 nov.1999, pagg.53-58,a cura di Armando Gravina); il fatto che vi sia la presenza delle croci e soprattutto quella centrale alla t.c.,deporrebbe per una attribuzione 'sacra' del simbolo.

Lo stesso Autore,nel medesimo lavoro, menziona la presenza di diversi esemplari di t.c.in Puglia, che come vediamo anche in questa sezione, raccoglie il maggior numero di segnalazioni e attestazioni del simbolismo in esame.Oltre a quelli già censiti,egli cita la Chiesa di Apigliano, Martano(LE): tre esemplari di t.c. sulla superficie superiore di una lastra tombale databile al XIII secolo (tomba n.XXXIV) posta all'interno della chiesa rinvenuta negli scavi, dinanzi all'ingresso laterale dell'edificio (forse usata anche come soglia).Accanto a questa, un'altra tomba, appartenente ad un bambino, reca una scacchiera. Anche sulla lastra tombale n.XXXVI vi sarebbe il simbolo della t.c

Lecce: interno del castello

 

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Manfredonia(FG)  (segnalazione e foto di Sante Asse) Abbazia di San
Leonardo in Lama Volara

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L'area è chiusa al pubblico e aperta dalla Curia,che ne è  proprietaria, solo le domeniche mattina nel periodo invernale per la S.Messa.

Sul muretto di recinzione attorno alla chiesa si trova questa chiara rappresentazione di 't.c.'.
Nel medesimo luogo,chi segnala ha recentemente rinvenuto un altro graffito del tipo 'triplice cinta' (o filetto),
posto su una lastra lapidea purtroppo semidistrutta e collocata, in epoche imprecisate, come ballatoio nell'attiguo convento oggi semidiruto
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LUCERA (FG),segnalazione e foto di Giuseppe Santoro 

 

Chiesa di S.Francesco. Edificio trecentesco con afreschi all'interno dei sec.XIV-XVI.

triplice-cinta-lucera.jpg (134638 byte) 

Il simbolo è in buono stato di conservazione ed è inciso con tratto sottile, visibile ad altezza uomo, situato su una colonna a sinistra del portale principale della Chiesa. All'osservazione sembrano ravvisarsi anche altri segni all'interno delle cornici concentriche (dei quadrati?), ma anche una X centralmente. Lucera è uno storico centro della Capitanata, situato su un rilievo dominante il Tavoliere delle Puglie.Vi ebbe un castello anche l'imperatore Federico II. Nella zona era molto forte nel medioevo la presenza templare, fondiaria ed economica...
TROIA (FG),segnalazione e foto di Giuseppe Santoro  Troia si trova a 18 chilometri da Lucera e i seguenti simbolismi li ha rinvenuti il nostro lettore vicinissimo alla splendida cattedrale romanica.

triplice-cinta-troia.jpg (41516 byte) Sembrano più simili al 'centro sacro' che alla t.c., comunque interessanti.

Sono stati rinvenuti in luogo seminascosto che solo buoni osservatori come chi l'ha segnalato,possono notare. Troia è situata su un'altura a dominio del Tavoliere.La cattedrale,una delle più belle della regione, fu costruita su un edificio precedente,tra il 1093-1120 e ristrutturata nel '200.A pochi chilometri distanza(vedi segnalazione precedente),è stata rinvenuta una Triplice Cinta.
 

 

VIESTE (FG), foto del dr.Giovanni Malcangio

 

 

 

 

CATTEDRALE DI S.MARIA ASSUNTA:su uno stipite di una porta troviamo -disposto in verticale-il disegno della T.C.

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P.S.:è ovvio che,in verticale,non può raffigurare un gioco,ma nasconde un profondo significato simbolico.

 

Essa sorge nella parte vecchia della città, presso la cima del promontorio,accanto al castello costruito da Federico II. L'architettura è pugliese e si erge su UN TEMPIO PRECEDENTE, già tempio PAGANO. 

Della costruzione originaria della Cattedrale rimane il corpo centrale della facciata a settentrione in cui è posto l'ingresso laterale (dove è presente la TCS)

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In seguito ad un accentuato movimento di slittamento a valle, su questa facciata settentrionale, nel XIX secolo furono eretti dei contrafforti. A testimonianza di ciò si può notare una nicchia a sinistra della porta che contiene uno dei due leoni  posti ai lati della suddetta porta.

La cattedrale, elevata, nel 1981, da Giovanni Paolo II a Basilica Minore, conserva ancora nel suo complesso il primitivo stile romanico-pugliese e nel campanile quello del tardo barocco.L'originaria struttura era costituita da tre navate divise da due file di colonne e con tre absidi semicircolari terminali. Intorno al XIII secolo, lungo i muri laterali vennero praticati dei fornici per realizzare una serie di cappelle.I saccheggi e le distruzioni come quelli operati dai saraceni del 1480 e 1554, i numerosi terremoti, particolarmente disastrosi quelli del 1223 e del 1646, l'incuria del tempo e la mania di adeguarsi agli stili delle epoche, hanno fortemente influenzato il monumento.

 
ABRUZZO  (numerose segnalazioni che lasciamo integralmente così come indicateci).Si ringrazia vivamente Ettore Dragani per le stesse.
Triplice quadrato e griglia:
1) Badia di S. Clemente a Casauria, (PE) XII-XIII sec. ambiente con volta crollata a sinistra del portico, di fianco a una porticina;
2)Chiesa del Crocifisso Miracoloso di Musellaro (il Cristo Cavaliere):all'interno della chiesa superiore, vicino ad un' epigrafe tombale, forse paleocristiana, riutilizzata nel pilastro della chiesa;
3)Badia di S. Liberatore a Maiella, Serramonacesca (PE): numerose griglie sul
campanile.
4)Abbazia di S. Tommaso di Caramanico (PE),XII secolo: numerose griglie sul chiostro
dell'edificio conventuale abbandonato; questa chiesa ha anche un pozzo nella
cripta.
5)Presbiterio del duomo di Atri,(TE) secolo XIII-XIV, piccolo triplice quadrato sul lato destro esterno del coro.
6) Chiostro dell'ex convento di S. Domenico di Popoli (PE) (attuale museo Corradino d'Ascanio):lastre del pavimento con triplici cinte e altri segni di
presenza.
7)Chiesetta della Madonna del Soccorso di Filetto(CH): piccola chiesa di campagna gotica, costruita con una eccezionale cura per trattarsi di una cappella campestre. Diversi triplici quadrati e griglie, molti sandali del pellegrino e altri segni di presenza (templare?)
8)Abbazia di S. Maria D'Arabona, Manoppello(CH), XIII sec.: splendido
edificio cistercense con un triplice quadrato all' estremità destra del transetto, sullo stipite di una porta.
9)Abbazia di S. Irene di Catignano (PE): romanica, appartenuta ai
cistercensi;
sulla facciata vicino al portale diversi triplici quadrati e numerosissimi
altri segni di presenza(templare?).
10)Chiesa di S. Leucio di Atessa (CH) XIII secolo: griglia sullo stipite sinistro del
portale centrale; la gente del posto parla anche dell'esistenza di un triplice quadrato, che sarebbe stato asportato( non si sa da chi).
Nella stessa chiesa vi è una "costola del drago".
11) Cattedrale di S.Tommaso di Ortona(CH) XIII-XIV sec.: il retro dell'abside gotica mostra
tracce di griglie.
12) ospizio dei pellegrini di Arielli (CH)XVII secolo: questo è il ritrovamento più
stupefacente, perchè non anteriore ai primi del novecento:
é infatti inciso nel legno di una delle porte dell'ospizio, che non possono essere anteriori ai primi del XX sec.
Gli anziani del paese ricordano ancora il passaggio di pellegrini a piedi,diretti a Roma o a S.Michele al Gargano.

A detta di chi segnala, la maggior parte dei graffiti descritti sono così consunti,da farli ritenere antichi (coevi all'edificio in cui sono presenti, probabilmente) e da far escludere opera di 'buontemponi'. La zona risultava d'influenza dei Cavalieri Templari in epoca medievale.

L'eccezione riguarda la t.c. presente (segnalazione n.12),che è 'moderna'.

Sotto:le due incisioni che ricordano lo schema della triplice cinta, sul pilastro esterno destro della piccola chiesa campestre della Madonna del Soccorso,a Filetto (foto nostre):

Filetto3.jpg (75481 byte) Filetto4.jpg (69902 byte)

Per tutti i curiosi e gli interessati,con indicazioni così circostanziate, non resta che fare un salto in loco e verificare di persona questi simboli incisi  nella pietra,ove ovviamente raggiungibili.Grazie davvero al cortese segnalatore,che sta raccogliendo ulteriore materiale.

N.B:febbraio '07, Duepassinelmistero si è recato in loco e precisamente nei seguenti luoghi citati da Ettore Dragani: Caramanico; Catignano; Filetto; Arabona (Manoppello) e Ortona. Nonostante abbiamo cercato insistentemente, non abbiamo trovato la t.c. eccetto che a Filetto(CH),vedi foto a lato, dove un paio di incisioni poco leggibili rimandano all'iconografia cercata,come si attesta in sezione a parte. Restiamo in attesa che Ettore, o qualche altro gentile lettore, possa mandarci una foto o precisare dove si trovano le t.c.'agognate'. Grazie a tutti!

COCULLO (AQ) 

Chiesa della Madonna delle Grazie (XIII sec.) 

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Ai lati del portale, tra gli stipiti e i pilastri che sorreggono le due edicole, vi sono due sedili in pietra su ciascuno dei quali è incisa, ben distinguibile, una T.C.  Sullo stipite del portale,si trovano varie incisioni graffite,tra cui un Fiore della Vita.Si rimanda alla pagina dedicata alle t.c.abruzzesi.
SANTO SPIRITO d'OCRE (AQ), segnalazione e foto d.ssa M.Grazia Lopardi Convento cistercense di S. Spirito d' Ocre

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La triplice cinta si trova su una pietra poggiata all'interno della chiesa.   Nella famiglia di GUALTIERI D' Ocre, Gran cancelliere di Federico II, c'è Pietro d' Ocre, Maestro Templare.
TERLIZZI(BA)-Sovereto

 

Santuario Madonna di Sovereto:,una lastra tombale reca incisa la T:C.:tre quadrati concentrici uniti da tratti mediani.

Anche fuori dalla chiesa è inciso,su un lastrone di pietra,vedi foto sotto:

t.c.sov-01.jpg (83137 byte) Foto di Giovanni Malcangio

Ci segnala il gentilissimo Giovanni Malcangio che all'interno della chiesa è posta una t.c. sotto le sedute per i fedeli ed è visibile su richiesta e nelle ore di aperturadella chiesa.Grazie a lui abbiamo una rara foto:

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In questo sito si è parlato del Santuario di Sovereto in questo articolo(di A.Romanazzi).

Sorse verso la meta del XII sec.sul luogo di un leggendario ritrovamento dell'immagine Mariana.Proprio qui,i monaci Giovanniti (l'Ordine Osped.di S.Giovanni)creò un ricovero per i pellegrini e un ospedale per curare i Crociati(si parla anche di Templari).

Nel pavimento ,sotto le panche,si possono vedere antiche lastre tombali:una di queste reca inciso dei capitelli ionici, probabilmente rappresentanti una TAU (la tomba di un cavaliere 'del TAU'?).Su un'altra, si trova il seguente curioso simbolismo fotografato da Giovanni Malcangio):

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Un collegamento 'templare'potrebbe essere rappresentato da una croce con i lati terminanti a coda di rondine,scolpito nell'acquasantiera di pietra,a sx,entrando.

 

 

 

MONTE S.ANGELO(FG) Santuario di S.Michele. Sulle pietre tombali della chiesa, bsecondo lo studioso A. Tavolaro ,si troverebbe la TRIPLICE CINTA. Risale al V sec.d.C. E'famosa per l'apparizione dell'arcangelo Michele.La parte più caratteristica della cittadina è il rione Junno, forse derivato dal dio PILUNNO,che aveva un tempietto qui,poi trasformato  nella piccola chiesa di S.Salvatore dove,ancora oggi,si possono trovate pietre -di varie epoche-incastrate nel muro che recano segni antichissimi e-a tutt'oggi-indecifrati!

 

  • Da uno studio del dr.Franco Maulucci (bibliografia citata per la scheda di Pulsano), si evince che una chiara t.c. si trovi sulla parete esterna nella scalinata "della cisterna"dalla ex vendita di oggetti sacri alla cosiddetta Galleria Longobarda

 

Nell'atrio sup.,sopra la porta d'ingresso di destra,c'è una lastra con l'iscrizione"TERRIBILIS EST LOCUS ISTE/HIC DOMUS DEI EST/ET PORTA COELI".

 

Campolattaro -(BN) Castello Medievale (XII sec.) Segnalazione e foto qui
BARI- cattedrale di San Sabino(segnalazione e foto Giulio Coluzzi) Nel meraviglioso rosone della facciata si scorge una rosa con 18 petali, al centro della quale si trova un curioso motivo geometrico circolare, chiaramente ispirato alla T.C. ma con la sorprendente variante di avere sei raggi anziché quattro.   Lo stesso motivo viene riprodotto all'interno con lastre di marmo policrome al centro della navata principale.
BARLETTA(BA) Basilica di S.Sepolcro:la triplice cinta non è ben specificato dove si trovi Si hanno notizie  fin dal 1061 di una chiesa precedente in questo sito.Originariamente Romanica,poi trasf.in forme gotiche.

Bitonto (BA) - Convento di San Domenico (XIV sec.)

 

Sul basamento del pozzo che si trova al centro del chiostro del convento, si troverebbero alcune T.C., secondo quanto affermato in un articolo di Franco Faggiano e Vito Moretti pubblicato su "Quaderni Templari" n° 2 - Supplemento al Notiziario "Corporazione Arcieri Storici Medievali" n° 5 - Anno 2 - Maggio 2002.(segnalato da angolo hermes)

 

OSIMO (AN)(segnalazione e foto di Giulio Coluzzi All'interno delle grotte sotterranee di Palazzo Campana spicca l'immagine di un labirinto la cui forma richiamerebbe palesemente la T.C

 

MATELICA (MC),segnalazione di Danilo Baldini  Il simbolo si trova su una pietra rinvenuta nelle campagne della cittadina, nel luogo dov'era ubicata una villa di epoca romana e fatto risalire a quel tempo. La presenza del righello ci dà l'idea delle dimensioni.

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L'incisione è molto chiara e ha un tratto sottile.

 Nel gennaio '07 abbiamo potuto vedere 'de visu' la pietra con l'incisione, grazie a Danilo.

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La città è nota ai più 'curiosi' del genere per un'altra pietra del tutto particolare,il cosiddetto globo di Matelica, rinvenuto nel 1985 in pieno centro storico e di cui in questo sito è riportata in esclusiva una intervista integrale allo scopritore, Danilo Baldini.


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BARI Cattedrale di S.Maria Assunta.Sulla facciata campeggia un rosone,formato da 18 petali,al centro del quale c'è un singolare simbolo geometrico chiaramente ispirato alla triplice cinta,ma anzichè avere 4 raggi ne ha 6.Anche sul pavimento all'interno,è ben visibile. Edificata nel 1170-78 sui resti di un duomo BIZANTINO. Può considerarsi un raro e interessante esempio di fusione tra il simbolo dei cerchi concentrici e quello della ruota a 6 raggi,detta "ROTELLA CELTICA"CHE RAFFORZA L'IDEA DEL centro.

PER GLI ESOTERISTI,LA RUOTA A RAGGI è CONFLUITA NEL crismon o monogramma,FORMATO DALLE LETTERE GRECHE x(chi) e P(rho),le prime due del nome greco di Cristo,incrociate in modo da formare i raggi di una ruota.La stessa sigla,in epoca greca e romana,era l'abbreviazione di 'arconte'.

Anche nella vicina Basilica di SAN NICOLA,vi sarebbe metà di una Triplice cinta sul pavimento.

SERMONETA(LT) Cattedrale di S.Maria Assunta o Collegiata.Nel giardinetto interno,su una grossa pietra,è inciso il disegno della triplce cinta.

Anche sui muretti di sostegno delle colonne.

  • Altre segnalazioni di T.C.(del cortese Giulio Coluzzi) giungono da Sermoneta (LT):nella  Chiesa di San Michele Arcangelo (XII sec.),dove si trova incisa  sulla soglia dell'ultimo gradino di accesso al portico dell'antica chiesa e presso una Casa privata, sita in Via Guglielmo Marconi  all'interno del paese,dove si notano chiaramente incise, in verticale, due triplici cinte. 
Sorta nel XIII sec.in forme romanico-gotiche su un precedente tempio pagano di CIBELE e successivamente molto manomessa.

Edificata in piena epoca Templare.

La zona era una probabile magione,dato che l'Abbazia di Valvisciolo vicina è piena di croci patenti e altre tracce.

Sul pilastro dx c'è un TAU.

La Triplice cinta o enciente druidica,è un simbolo celtico,usato per contrassegnare luoghi di particolare sacralità tellurica.

CIBELE(come Cerere,la Grande Madre...)era la divinità tellurica per eccellenza,Grande Madre della fecondità il cui attributo è la pietra nera.

I monaci preparano le famose 'GOCCE IMPERIALI'con poteri terapeutici.

VALVISCIOLO(LT)

(immagini di Giulio Coluzzi)

Abbazia. Sui muretti di sostegno è presente un po'ovunque la T.C.

L'abbazia di Valvisciolo si trova lungo la strada provinciale tra i paesi di Sermoneta e Norma. Venne fondata nel VIII secolo da monaci greci. Nel 1240 venne ricostruita dai  Cavalieri Templari in forme gotico-cistercensi. Ai primi del Trecento, quando l'Ordine di monaci-guerrieri venne disciolto, l'abbazia passò definitivamente ai frati Cistercensi. 

 Il nome deriva dalla contrazione dialettale del nome dell'usignolo, un uccello molto frequente nella zona

Sopra il portale si apre un magnifico rosone che porta disegnata nel centro una rosa e una croce.

Abbazia-di-Valvisciolo1.jpg (33512 byte)

Una leggenda narra che quando il Gran Maestro de Molay morì sul rogo,le travi del soffitto si spezzarono a metà. Ancora oggi, osservando attentamente l'architrave del portale principale dell'abbazia, si riesce a intravedere una crepa.

 

 

Nel'archivio dell'Abbazia vi sarebbe un documento che conferma il fenomeno

Gli indizi della presenza Templare sono costituiti da alcune caratteristiche croci: nel primo gradone del pavimento della chiesa, nel soffitto del chiostro e quella più famosa di tutte scolpita nella parte sinistra dell'occhio centrale del rosone, venuta alla luce nei restauri di inizio secolo.

 

 

 

Qui c'è anche un SATOR.

PRIVERNO (LT)_Chiesa di Sant'Antonio Abate (XIII sec.)  

(segnalazione e foto di Giulio Coluzzi)

Su una delle pietre dell'antica pavimentazione originale della chiesa, al centro della navata, spicca in bella vista una vistosa T.C. corredata di piccola croce al centro del quadrato più interno. 
PRIVERNO(LT)-Fossanova

(immagini  di Giulio Coluzzi)

Abbazia.

Nei muretti di sostegno delle colonne del chiostro vi è la triplice cinta,ripetuta più volte.

 

L'abbazia di Fossanova si trova lungo la strada provinciale per Priverno. Venne fondata dai monaci Benedettini nel secolo IX nell'area di una ricca villa romana (di cui sono visibili alcuni resti). Nel 1134 venne concessa ai frati Cistercensi, che edificarono la chiesa e risanarono la località paludosa scavando un canale di drenaggio (Fossa Nova, da cui il nome del monastero). La chiesa, dedicata alla Vergine e a S. Stefano, fu iniziata nel 1187 e il 10 giugno 1208 Innocenzo III ne consacrò l'altare maggiore. È un insigne monumento gotico-cistercense, dal bellissimo e luminoso interno. Presso questa chiesa, nel 1274, venne ospitato il santo Tommaso d'Aquino, caduto malato mentre si recava al concilio indetto a Lione, e vi morì nel giorno 7 Marzo. Nel giardino interno dell'abbazia è posta a memoria di questo avvenimento una statua del santo, ed è ancora oggi possibile visitare la cella in cui soggiornò e la cappella in cui si ritirava a pregare.

 

 
Nel transetto destro della chiesa,un'acquasantiera sorretta da una colonna ha una forma che ricorda la struttura di CASTEL DEL MONTE.

 

A Priverno (LT) nella Chiesa di San Giovanni Evangelista (IX-X sec.) G.Coluzzi segnala che

 

"Nella piazzetta antistante la chiesa, proprio dietro al monumento chiamato "La Crocetta", si trova una T.C. consumata dal tempo".

 

 

 TIVOLI(RM):Villa Gregoriana (segnalazione e foto di Giulio Coluzzi) T.C.Tivoli.jpg (74536 byte) Il simbolo è situato sul lato esterno di un manufatto in pietra,forse un'antica vasca.Il reperto è collocato(insieme ad altri,tra cui fregi marmorei,capitelli e resti archeologici) sul tratto iniziale di un percorso sterrato, che parte dalla biglietteria. La villa è stata recentemente risistemata e riaperta al pubblico nel maggio 2005.E' visitabile tratta  un percorso che, dal piano stradale, scende  inerpicandosi attraverso un baratro immerso nella vegetazione, tra rocce antichissime e alberi secolari. In questi anfratti il fiume Aniene proveniente dall'alto si divide in una serie di affascinanti cascate d'acqua, che si possono ammirare da decine di angolazioni diverse. Il percorso comprende anche delle grotte, e si conclude tra i resti di un tempio originariamente dedicato alla dea Vesta, di foggia circolare.
CASTRO DEI VOLSCI (FR) Monastero di San Nicola (VI sec.)



Sulla soglia in pietra dell'edificio religioso si trova incisa una T.C. Un'altra è posta a circa metà di una gradinata che conduce ad un ingresso laterale del monastero.
BOCCHIGNANO, fraz. di Montopoli in Sabina(RI) (segnalata da Giulio Coluzzi) Chiesa di San Giovanni(XIII sec.) Presso la chiesa medievale di San Giovanni, all'ingresso del paese, si notano due T.C. incise sul sedile di pietra che corre lungo la piazzetta di fronte all'edificio. Una terza T.C. è possibile trovarla incisa sul gradino d'ingresso, in un edificio annesso alla chiesa di cui probabilmente un tempo costituiva parte integrante
 

CARPINETO ROMANO

 

L'amico Giulio Coluzzi segnala la T.C.incisa in più punti in questa località:

presso la Chiesa di S.Maria del Popolo(XII sec.);

presso la Chiesa di San Michele Arcangelo(XIII sec.)

e sui gradini di case di civile abitazione...

La Chiesa di S,Maria del Popolo presenta,sul muretto che circonda il portico di ingresso,al lato dx dell'edificio,l'incisione della Triplice Cinta.

Nella Chiesa di San Michele Arcangelo,un paio di questi simboli si trovano invece sul muretto perimetrale del sagrato dell'edificio.

ALATRI(FR)

( foto di Giulio Coluzzi)

Chiesa di S.Maria Maggiore.

 

Sul rosone della facciata vi è una strutttura singolare che richiama la t.c.

Romanica,fu modificata nel 1200,probabilmente qui sorgeva un tempio romano dedicato a Giove. Lo stesso schema presente nel rosone,è presente nella vicina chiesa di S.Francesco(vedi sotto).
Orte (VT) - Chiesa di San Francesco (già Chiesa di Sant'Angelo, XIII sec.)

 

 

All'interno del chiostro duecentesco, oggi adibito a cortile interno di un'abitazione privata, si possono notare incise sul muretto di cinta alcune notevoli T.C. Segnalato da G.Coluzzi
ALATRI (FR)

(segnalazione e foto di Giulio Coluzzi)

Chiesa di S.Francesco

Sulle gradinate della chiesa è raffigurato in più punti il noto simbolo della "triplice cinta" 

 

 

 

 Uno di questi graffiti è presente, inoltre, nella sua varietà con le linee diagonali ai quattro angoli.

 

 

S.Francesco-ad-Alatri1.jpg (12947 byte)

La Chiesa di San Francesco fu costruita nella seconda metà del XIII secolo da una comunità di frati francescani: la compattezza dell'edificio mostra la sua ispirazione gotica nell'unico portale a sesto acuto e nel sovrastante rosone radiale composto da sedici colonne che racchiudono al loro interno il medesimo motivo della vicina chiesa di S.Maria Maggiore.

 

La linearità dell'esterno si contrappone alla composizione barocca dell'interno: suppellettili lignee e tele molto colorate di scuola napoletana. Rimangono comunque alcuni affreschi medievali di impronta tardo gotica. Nel presbiterio della Chiesa, in un'urna barocca, è contenuto un tessuto medievale. La tradizione riferisce che il tessuto fu donato da S. Francesco nel 1222 durante il suo soggiorno ad Alatri.

 

 

Ecco il rosone che,al centro,'riprende'il motivo presente nella Chiesa di S.Maria Maggiore(vedi scheda sopra):

 

 

 

Curiosità

 

All'ingresso della chiesa, a fianco dell'entrata, è possibile osservare i resti di alcuni affreschi medievali. Accanto ad essi spicca, riconoscibile, una croce patente, che fu simbolo dell'ordine dei Cavalieri Templari.

 

 

CHIUSDINO (SI)-San Galgano Abbazia di San Galgano.

Vicino all'entrata,è visibile una "triplice cinta"

San-Galgano-e-Montesiepi-se.jpg (60189 byte)

Fino al maggio '06 non avevo visto personalmente il simbolo.Ora posso dire che non mi è sembrata -a dire il vero-una Triplice Cinta

 

 

 

L'abbazia venne edificata in forme gotico-cistercensi nel 1224-88 ma già nel '500 mostrava i primi segni di rovina, che si accentuarono nel '700. Oggi restano solo poche parti utili: manca totalmente la copertura del tetto e il pavimento è un tappeto erboso, che la rendono comunque uno dei luoghi più affascinanti dell'entroterra toscano.

Nei dintorni, sorge la chiesetta circolare di S.Galgano, di origine romanica, famosissima poichè all'interno, al centro, c'è un masso trafitto da una spada, inestraibile, che desta tuttora molto interesse tra studiosi e appassionati del settore, seppure quella che oggi si vede(protetta da un cristallo) è una copia in quanto l'originale pare sia stato distrutto nel tentativo di estrarla dalla roccia.

Galgano Guidotti nacque nel 1148 a Chiusdino e divenne un nobile cavaliere. Si narra che un giorno egli conficcò la propria spada nella roccia per poterla adorare in forma di croce ed ebbe una sfolgorante visione dell'arcangelo Michele, che condizionò la sua vita, che negli ultimi anni condusse da asceta. 

Aveva costruito attorno alla roccia una cappella, opera originaria dove oggi sorge la chiesetta circolare che si vede. Nel 1181 Galgano morì e venne canonizzato nel 1185. I Cistercensi di Casamari ottennero il permesso di poter edificare un oratorio e un edificio che andarono a costituire il nucleo primitivo dell'Abbazia, che con il tempo si ammantò di splendore e prestigio.

Vedi pagine relative in questo stesso sito.

La tradizione di S.Galgano richiama la ben più nota "spada nella roccia"di re Artù: la leggenda narra che , alla morte del re Uther, che non aveva figli, venne rinvenuta una spada, a Londra, conficcata nella roccia; colui che sarebbe stato in grado di estrarla, sarebbe diventato re d'Inghilterra.

Questi, non doveva possedere solo la forza fisica, naturalmente, ma purezza di cuore e onestà di intenti, altrimenti qualsiasi tentativo sarebbe divenuto vano. Riuscì nell'impresa Artù che, insieme ad altri  undici cavalieri, costituitì un Ordine speciale, quello della "Tavola Rotonda". 

Storia, mito ed esoterismo si intrecciano, in quella 'cerca del Graal' che caratterizzò l'Europa intera del XII secolo, nell'esatto periodo in cui questa 'saga arturiana' si intreccia con le vicende di S.Galgano, contemporaneo ad essa. C'è che sostiene che la vicenda partì proprio da Chiusdino, in realtà.

 Galgano è, per altro, un nome molto attinente con Galvano, uno dei cavalieri della Tavola Rotonda.

Nel luogo dove Galgano si ritirò negli ultimi anni di vita, chiamato 'Eremo', nel 1181 venne operato un sacrilegio: tre uomini chiamati ' neri' lo distrussero, ma non restarono impuniti. Pare che un lupo strappò entrambe le mani ad uno di loro, ed ancora oggi si possono vedere (mozzate) dietro l'altare dell'Eremo.

La testa di S.Galgano(un tempo custodita nell'Abbazia) è attualmente conservata come reliquia presso la Sala del Tesoro del  Museo dell'Opera Metropolitana di Siena.

ROMA:Basilica di San Lorenzo fuori le Mura Il solerte amico Giulio Coluzzi ci segnala che sulla soglia in marmo all'ingresso e sui muretti di sostegno delle colonnine del Chiostro (XIII sec.) sono palesemente visibili alcune vistose T.C. nonché il simbolo del Centro Sacro.

La primitiva chiesa venne costruita,secondo la tradizione,nel 350 d.C. e più volte rimaneggiata.Il magnifico portico dei Vassalletto è ornato da affreschi del Duecento.L'interno conserva opere Cosmatesche e un mosaico del VI secolo. Il CHIOSTRO fu realizzato da Maestranze Comacine e da esso si accede alle catacombe di S.Ciriaca.
 

ROMA, Basilica di San Giovanni in Laterano

Nel CHIOSTRO è ben visibile una T.C.,con una curiosa quanto enigmatica incisione apparentemente sopvrapposta.

Antichissima Basilica eretta tra il 311-313, fu rimaneggiata e oggi la possiamo ammirare nelle forme che le diede il Borromini nel 1650.L'ultimo portale sulla destra (di cinque), è la PORTA SANTA,che veine aperta solo in occasione dell'Anno Santo.

Il Chiostro è opera del Vassalletto.

Particolare del magnifico chiostro della Basilica, molto simile a quello della Basilica di San Paolo Fuori le Mura.In entrambi lavorarono i Maestri Comacini.

ROMA -Basilica di San Paolo Fuori le Mura

 

All'interno del chiostro della nota Basilica, incisa sui muretti di sostegno delle colonne, è presente un vistoso graffito del simbolo della triplice cinta, che agli inizi del Novecento venne studiato da Paul Le Cour. 

SPaolo_TC1.jpg (23555 byte) (cliccare per ingrandire-si ringrazia G.Coluzzi per l'immagine)

Nello stesso chiostro, da un lato diverso, è presente anche un'altra triplice cinta, che però è appena visibile.

  Triplicec.sanpaolo2.jpg (4038 byte)

(foto riprese da una mia visita al chiostro nel maggio 2004;cliccare per ingrandire)

 

La Basilica di San Paolo è una delle quattro grandi basiliche patriarcali di Roma, la più vasta dopo quella di San Pietro. Eretta sul luogo di sepoltura dell'apostolo da Costantino nel 314, venne poi ingrandita e decorata. La chiesa è chiamata "San Paolo Fuori le Mura" (o anche Basilica Ostiense) perché situata in periferia, appunto oltre le Mura Aureliane, fuori dell'antica Porta Ostiense (oggi Porta San Paolo). L'interno, in cinque navate, è grandioso per dimensioni ed impostazione architettonica. Nel suo trattato "La triple enceinte", Le Cour mise a confronto questo simbolo con altri presenti sulle lastre del Partenone e dell'Eretteo dell'Acropoli di Atene (Grecia). 

Particolare delle splendide colonnine del chiostro, decorate a mosaico con tasselli colorati

chiostro-S.Paolo.jpg (10349 byte)

 

AQUINO(FR)

(segnalazione e foto di Giulio Coluzzi)

Chiesa di S.Maria della Libera

 

Sulla soglia in pietra dell'edificio sono incise numerose triplici cinte. Su un opuscolo-guida locale v'è scritto che si tratta di resti del tempio precedente, e che le incisioni rappresentano delle "tabule lusoriae", schemi per un gioco di pedine in uso tra i Romani. Se pure volessimo accettare l'ipotesi stramba che i Romani giocassero a filetto sui gradini dei loro templi sacri, essa non spiega come mai spesso questo simbolo viene rinvenuto anche in posizione verticale, come nel caso della quinta fotografia, a sinistra, nella serie sottostante.

 

 

Si noti, in particolare, nella prima fotografia, la presenza, a sinistra, di una data, 1859, ed, al centro, un "8" rovesciato, simbolo dell'infinito.

 

 

 

 

 

 

 

Aquino1.jpg (13454 byte)

La Chiesa di Santa Maria della Libera venne eretta nel 1125 sulle rovine di un tempio romano dedicato ad Ercole Liberatore. La Chiesa fu commissionata da due donne, appartenenti alla nobile famiglia dei conti d'Aquino, da cui proveniva anche San Tommaso: Ottolina, moglie di Adenolfo d'Aquino, e Maria sua parente, come pegno per lo scioglimento un voto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Curiosità

Il portale della chiesa è molto bello

ed è sormontato da una lunetta nella quale sono affrescate le due dame grazie alle quali è stato possibile edificarla.

 

Tutt'intorno invece si può osservare un curioso ornamento floreale in cui spiccano delle figure del tutto simili a pannocchie di mais. Il particolare è alquanto curioso, perché al tempo di edificazione della chiesa il granturco non era certo conosciuto, essendo stato introdotto in Europa dopo la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo, nel 1492!

 

FIRENZE Abbazia di S.Miniato.

Presenti due evidenti forme circolari concentriche e riquadrate, che dall'esterno sono ben visibili, intorno a dei finestrini chiodati.

Benedettina,sorse su un precedente edifcio.L'attuale è del Xi-XII sec.e più volte è stato restaurato. Sotto una croce PATENTE,nel timpano della facciata,c'è "OANNES",personaggio mitologico alla coda pesciforme,con piccoli pesci tra le mani(esseri semidivini portatori di conoscenza).

Essi sono anche presenti nella pieve di S.maria a Petroja(PG)e sul pavimento della cattedrale di Pesaro.

CAMPIGLIA MARITTIMA(LI)

(la segnalazione della 'seconda' t.c.e l' immagine sono di Antonio Soldani)

Rocca di san Silvestro.A ovest,presso la porta d'ingresso,un gradone tagliato nella roccia mostra-in verticale-un chiarissimo disegno della t.c.Triplice_cinta_S.Silvestrogradino.jpg (43398 byte)

Presso la Rocca-c'è una seconda "Triplice cinta",sotto una lastra di vetro.Ecco l'immagine 

Triplice_cintasotto_lastra_vetro.jpg (41873 byte)

La Rocca appare essa stessa circondata da una triplice cinta di mura.

 

Fondata circa nel 1000,documentata dal 1191. La zona fu sfruttata dagli Etruschi per i minerali,fu abbadonata nel 400 e mai più abitata,fino alla costruzione della rocca.Il paese è costruito tutto in pietra e sulla roccia ed è ben conservato.ha una cinta di mura

Il gioco del 'filetto',introdotto in Italia tra il secolo XII e XIV,in verticale non può avere funzioni di gioco!

FOLLINA (TV) Abbazia cistercense di Santa Maria - XII-XIII sec.(oggi dei Servi di Maria) t.c.Follina.jpg (39781 byte) 

Un triplice quadrato lo abbiamo rilevato sul muretto del chiostro, costruito nel 1268. Il simbolismo è molto consunto, tanto da poterne distinguere solamente alcuni tratti, ma che appaiono inequivocabili. Si notano anche dei forellini (forse vi si alloggiavano le 'pedine'per giocare al 'Filetto'?).Il chiostro fu adibito anche ad abitazioni civili...

Nell'angolo nord-occidentale del chiostro è presente una colonna annodata.

c.a.-01.jpg (42858 byte)

Nella vicina abbazia di VIDOR (TV) è presente un'altra colonna ofitica, ma l'accesso al pubblico è interdetto essendo proprietà privata.

PADOVA Orto Botanico.La sua forma disegna una doppia cinta perfettamente circolare,che inscrive un quadrato.Il complesso è quadripartito da 2 viali ortogonali(orientati con i punti cardinali)che si incontrano al centro e che delimitano 4 aiuole quadrate.I vialetti secondari di ognuna,disegnano altrettante elaborate simmetrie centrali.

orto_botanico.jpg (38840 byte) (immagine dell'orto botanico di Padova tratta dalla pianta di Padova del 1781, gentilmente inviatami da F.Zampieri)

Fondato nel 1546 su progetto dell'architetto D.Barbaro,che fu traduttore del testo di VITRUVIO"De Architectura") Di questo disegno si trovano modelli anche a:

Bologna-Parco della Montagnola

Macerata(giardini Diaz)

Palermo(Villa Giulia)

Udine(Piazza I Maggio)

BRESSANONE(BZ) Tschotscher Heide.qui-in orizzontale sulla pietra,troviamo il "Muhlebrett"=tavola a mulino,il gioco del filetto:tre quadrati concentrici uniti nei punti mediani dei lati e anche ai vertici:al centro c'è la figura di un foro. E'il  chiaro segno della t.c. Il foro centrale non è una coppella,ma può contenere ritto un bastone che-producendo un'ombra mobile con il sole o la luna-potrebbe fungere da meridiana o indicare i punti cardinali.

Altre tavole mulino a:

Totes Gebirge(Austria sup.),sarebbero da attribuire alla cultura prob.celtica di "la Tène",del V sec.a.C.

Il paletnologo E.Bernardini li definisce "cosmogrammi",ovvero evolute rappresentazioni simboliche dell'universo.

ANGERA (VA) ROCCA.

Su una pietra a lato del portale di ingresso al Castello ( o Rocca) si trova una sorta di 'panca' su cui è incisa la T.C.

 

Kif_0223.jpg (8579 byte) (si ringrazia F.Zampieri per l'immagine)

Angera era anticamente chiamata Vico Sabuino;nel Medioevo prese il nome di Stazzone e fu possedimento dei Visconti fino al 1300,quando poi passò ai Borromeo(circa alla metà del XIV sec.)

La parte più antica della Rocca fu fondata dai Torriani di cui resta la torre,a cui si aggiunse il palazzo nel XII sec.,poi ampliato intorno alla metà del 1300.L'interno ha vaste sale visitabili.

 

PIANCOGNO(BS)

(si ringrazia il dr.Silvano Danesi per la segnalazione)

Triplice-Cinta-Piancogno.jpg (38436 byte) Nel libro di A.Priuli "I Graffiti rupestri di Piancogno-Le incisioni di età celtica e romana in Valle Camonica"Ed.Vallecamonica è segnalata questa T.C., presente su una lastra-gradino. Il rilievo della 'lastra-gradino'

L'incisione,nel testo a corredo,viene definita 'filetto' e,quella superiore,una tria.Viene anche detto come simili rappresentazioni siano abbastanza frequenti nel territorio e sempre su pareti in verticale (come si può 'giocare al filetto in verticale, mi chiedo?).
VILMINORE -VAL DI SCALVE (BG)- (di Grassi Maurilio)."Sul pavimento della cupola campanaria, vicino alla balaustra del versante est, sono incise quattro figure geometriche: eseguite con un utensile in ferro a punta fine riproducono due giochi: il filetto e l' alquerque o tria multipla. Una figura, la meglio conservata, è incisa su una lastra della misura di 130x44,5 cm.: Essa è posta vicino al bordo della balaustra e rappresenta un alquerque. Le altre tre figure sono incise su due differenti lastre poste nella fila più interna e sono parzialmente rovinate. Esse sono: un alquerque e due filetti. Il filetto posto nella posizione centrale è parzialmente coperto dal sostegno del castello metallico delle campane. Sulla stessa lastra, della misura di 144 X 48 è inciso un secondo filetto. L' ultima lastra, in cui è inciso un alquerque piuttosto rovinato, misura 98 X 36. Prima del restauro del campanile queste figure erano nascoste da uno strato di calcare (calcina) che copriva tutte le fughe delle pietre. L' asportazione di questo strato calcareo, mediante sabbiatura, ha permesso..." (leggi l'intero articolo qui) t.c.vilminore.jpg (23683 byte)

triglia Vilminore.jpg (20346 byte)

le immagini sono tratte da

http://www.scalve.it/campanile/INDICECampanile.htm

 

Il campanile alto 67 m, si compone di tre ordini (con lesene, con base e capitello, sugli spigoli e le relative trabeazioni) su basamento bugnato. 
Le cornici con forte aggetto scandiscono gli ordini sovrapposti ridimensionando la percezione della verticalità del manufatto. Le proporzioni di importanti dettagli come la grande dimensione della balaustra della cella campanaria concorrono a questa lettura. 
La struttura è costituita da un paramento esterno in grossi blocchi monolitici in pietra locale e da una muratura in pietra di grande spessore. 
Fu costruito dal 1792 al 1803 su disegno di Girolamo Luchini di Bergamo dopo che pochi anni prima in fase di realizzazione (dal 1783 al 1790) era crollato per insufficienza delle fondamenta.

Visite guidate al campanile di Vilminore
nel periodo estivo
dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00. Per informazioni rivolgersi alla Pro Loco di Vilminore - tel. 034651002
e-mail: proloco.vilminore@scalve.it

 

VERDELLO (BG)-segnalazione del dr.Riccardo Scotti  Oratorio dei morti di Ravarolo

rivarolo-04.jpg (61274 byte) (foto e notizie di R.Scotti). L’oratorio fu edificato nei campi dalla popolazione verdellese, per onorare la memoria dei morti per la terribile Peste del 1630 che costò 500 vittime su una popolazione di 1300 abitanti, ed è probabile che la data di costruzione sia il 1643, così come riportato sulla parte interna della parete d’entrata. 

 

rivarolo-01.jpg (43079 byte) (foto di M.Uberti)

Tre quadrati concentrici sono nettamente incisi sul muricciolo sud del portico antistante la chiesetta.

" Entrambi i muriccioli sono ricoperti con lastre di pietra arenaria di Sarnico, collocate ad un’altezza di poco meno di un metro dal suolo. Sul muricciolo situato a Meridione, nella parte centrale, si trova incisa una Triplice Cinta con quattro segmenti perpendicolari ed altrettanti diagonali, il cui “quadrato” maggiore misura cm 38 x 35, essendo dotato di una base leggermente più lunga. Dentro il quadrato minore sono incise le lettere “L. B.”, e sulla sinistra del reticolo, a circa cm 40 di distanza, si trova graffita una seconda “B”, tutte correttamente leggibili dall’interno del portico. Il graffito è di bella fattura e in buono stato di conservazione, nonostante durante l’ultimo restauro (1993) le pietre furono sottoposte ad una pulizia troppo “minuziosa” e il disegno ha perso un po’ di definizione" (arch. R. Scotti)

 

rivarolo-03.jpg (43154 byte)

(foto di M.Uberti)

Su una pietra del muricciolo situato a Settentrione, si trova inciso un quadrato poco leggibile, col lato di circa cm 23,5. L’evidente stato di logoramento della figura non permette di comprendere se all’origine era formata da altre linee, o se il quadrato era compiuto (arch. R. Scotti).

CLUSONE(BG)-Oratorio dei Disciplini Nell'  Oratorio dei Disciplini, è stata segnalata la T.C.(articolo apparso sulla rivista Mystero). Mi sono recata personalmente in loco nel luglio 2005, ma non ho trovato traccia di questa incisione, all'interno.Triplice-Cinta-Clusone.jpg (28491 byte)

Dall'immagine di cui si dispone, dalla rivista citata, mi pare di vedere una parete fortemente picchiettata,e questa l'ho notata in una stanza attigua a quella degli affreschi Evangelici (dove si trova la Crocifissione).Ma su quella stessa parete è stato apposto un lunghissimo 'quadro'. Purtroppo è talmente adeso al muro da salda inchiodatura che è stato impossibile verificare, dietro, cosa potesse esservi. 

Unico locale che non ho visitato è quello del secondo piano, che avrebbe una scala di accesso disagevole e interdetta al pubblico.Si trova forse lì il simbolismo in oggetto?

Per dovere di cronaca devo dire che molti punti delle pareti appaiono visibilmente 'ripassati'da una mano di 'calce' o sono stati intonacati in tempi recenti. Il 'Mistero'della Triplice Cinta di Clusone, dunque, resta tale...

L'Oratorio dei Disciplini di Clusone assume un'importanza di rilievo internazionale per la presenza,sulla facciata esterna,di un affresco (ancora mancante del nome dell'autore che lo ha eseguito) denominato 'Danza Macabra' che-a differenza dei temi analoghi presenti in territorio europeo(e sono moltissimi) è unico in quanto presenta tre temi che, in altri luoghi sono presenti singolarmente. Qui li ritroviamo tutti e tre.

-L'incontro dei Cavalieri vivi con i morti

-Il trionfo della Morte

-La Danza Macabra; i Vizi e le Virtù

Danza-macabra-Clusone.jpg (18321 byte)

All'interno, meravigliosi affreschi con scene del Nuovo Testamento e una Crocifissione.

Portico-Oratorio-dei-Discip.jpg (8867 byte)

L'Oratorio dei Disciplini prende il nome dalla Confraternita omonima detta anche dei "Battuti", o di S. Bernardino e S. Maria Maddalena, che ne fece la propria sede nei secoli. Sorge in posizione appartata ad ovest della maestosa basilica clusonese con accesso dal sagrato o dalla scalinata di via S. Bernardino.La prima chiesa fu costruita dai Disciplinati Bianchi eredi della tradizione dei flagellanti del 1200 e fu in seguito rimaneggiata. La sopraelevazione fu effettuata nella seconda metà del secolo XVIII, con la conseguente distruzione di parte degli affreschi del Trionfo della Morte e della Danza Macabra. 

Il dipinto si data al 1485 come testimonia la data segnata sul cartiglio esterno in alto, a sinistra, nel Trionfo..

CRESSOGNO(COMO)-Segnalazione di Elena Serughetti. Nell'agosto 2006 mia visita in loco, da cui tutte le foto a corredo delle descrizioni   Sul muro perimetrale del sagrato che affianca la parrocchiale di San Nicola,di fondazione medievale venne eretta in parrocchia nel 1683.All'interno conserva alcune tele seicentesche con le Storie di Noè. L'antico ossario, trasformato in cappella mariana, conserva due tele settecentesche (Annunciazione e Adorazione dei Pastori)

Lunetta-chiesa-S.Nicolao-Cr.jpg (48600 byte) La lunetta della chiesa di san Nicolao reca scritto Taumaturgos Orienti Romanam Viam Illuminet e,sotto,la dedica al Santo quale dio.Probabilmente la venerazione verso di lui era talmente alta o forse questo luogo di culto aveva procurato 'prodigi' tali da farlo risultare,nella devozione popolare,quale dio.

muretto-triplice-cinta-fron.jpg (54601 byte) Muretto-triplice-cinta-oves.jpg (51226 byte)           muretto-t.c.sbiadita.jpg (74800 byte)

Come si vede da queste immagini,è sufficiente che un po' di arbusti o del muschio cresca un po' di più,che i graffiti sarebbero completamente ricoperti e forse non più visibili.Parti dello stesso parapetto sono ormai invase da vegetazione ed è impossibile vedere cosa si celi sotto.Le parti 'libere' presentano ben quattro esemplari (diversi tra loro)di t.c.  (forse se ne potrebbero vedere altre due,con molta approssimazione, sono assai sfumate e, onestamente, indistinguibili.

T.c.-Cressogno.jpg (73816 byte) Una non è molto nitida, ma si può vedere bene che ha i contorni di una t.c.

Le altre tre sono decisamente più marcate e procurano una certa emozione alla vista, perchè di dimensioni notevoli.

t..c.-Cressogno-2.jpg (56885 byte) t.c.Cressogno3.jpg (34321 byte)trip.cinta-Cressogno4.jpg (41036 byte) Curioso il 'foro' al centro del quadrato in tutte e tre questi 'filetti' (era già presente prima dell'incisione o fu fatto in seguito?)Mistero.

Datare queste incisioni risulta arduo:pare comunque di poter affermare che la chiesa di San Nicola,Tempio Vetustissimo,ricostruito nel 1860, abbia conservato il sagrato originario(coevo al primo edificio)essendo esso un terrapieno su cui si ergeva l'edificio stesso.Nel Comasco, la presenza di queste incisioni riguarda il triangolo lariano:testimonianze sono in località diverse (Asso, Sormano, Rezzago, Caglio, ma non concentrate come a Cressogno).L'autore dell'articolo intitolato "Il gioco del Mulinello a Cressogno",  'VerdeBlu -periodico della Comunità Montana Alpi Lepontine, Lario Intelvese, Alto LArio occidentale', Inverno 2004-2005 considera che "la fattezza delle incisioni (vedi foto) non è opera di scalpellini professionisti, data l'approssimazione del disegno, che rivela 'mani diverse' ed epoche differenti di esecuzione.Non furono incise su beole di riutilizzo ma realizzate sul posto in modo spontaneo e senza un progetto d'insieme,considerata la collocazione abbastanza casuale tra loro.Curioso però che il parroco permettesse di giocare al 'filetto' sul sagrato,visto che distoglieva dall'entrare in chiesa per seguire la S.Messa".

Cressogno è una località della Valsolda, situato non distante da Porlezza e dalla Svizzera. E'una bella località e la chiesa è prospiciente il lago.La zona è nota ai frequentatori di questo sito per la provenienza dei 'nostri' Maestri Comacini".

L'autore del citato articolo informa che queste incisioni a soggetto 'filetto' (noi chiameremo triplice cinta) erano presenti in diverse versioni nel Medioevo(sulle facciate delle cattedrali gotiche come ad Amiens,o come  'contrassegno' usato dai Templari per indicare luoghi di particolare sacralità; ma anche su gradini delle chiese o sulla copertura di muretti come a Cressogno; erano in uso al tempo dei Romani, e Ovidio (nella sua opera "Ars Amatoria" e nei "Tristia") le cita, anche se l'apice della loro diffusione, stando a Cereghini, si raggiunse nel Medioevo; continuò nel Rinascimento e nel '700, quand'era molto in voga tra gli alpinisti, che usavano come pedina lo sterco di capra...".

 

 

VENEZIA - Scuola e Chiesa di San Rocco (XVI sec.)

 

 

 

Sulle panche in pietra laterali al portico della scuola di San Rocco, nei pressi della chiesa omonima, c'è una T.C.. La segnalazione e la foto sono a cura di Diego Cesarei e Laura Rocco per l'Angolo di Hermes
GENOVA Duomo di San Lorenzo

e Antico Battistero di San Lorenzo

Una vistosa t.c. è incisa sul terzo gradino, dal basso, della scalinata di accesso alla cattedrale, più o meno all'altezza del portale centrale.

Un'altra t.c. è incisa superiormente al blocco retrostante il leone di sinistra (il leone più piccolo e arretrato rispetto a quello prospiciente la piazza)

Un'ennesima t.c. è presente su uno scalino di accesso al vecchio battistero di San Lorenzo (piazzetta omonima), dal lato sinistro del Duomo:

In questo sito è dedicata una pagina intera al duomo di Genova.

Da segnalare che sulla facciata laterale è presente una scacchiera a 64 caselle bicrome.

ALBISSOLA MARINA(SV) Villa Faraggiana.

I vialetti disegnano un quadrato esterno e due ottagoni concentrici,uniti da segmenti radiali disposti a croce.Nella concezione,richiamano il simbolo della t.c.

Del XVIII sec.è ora proprietà del Comune.Presenta una rigorosa geometria architettonica:il perimetro generale è di forma quadrata ed è idealmente ripartito in quadrati più piccoli.

La metà posteriore è occupata dall'edificio mentre il fronte ha due giardini gemelli

 

Il 28/11/2002 a SANNICANDRO GARGANICO (FG) - 

venne scoperto "Il percorso templare - Santa Maria di Monte d'Elio".Ecco come fu annunciata la scoperta (fonte ANSA).

Una campagna di scavi condotta nell’ultimo anno da una équipe di archeologi della Sovrintendenza dei beni culturali di Foggia sul Monte d’Elio, a pochi chilometri dall’attuale abitato di Sannicandro Garganico, ha permesso di portare alla luce le mura e la prima chiesa dell’antico insediamento di Devia. Nella chiesa risalente al X secolo sono stati rinvenuti diversi graffiti raffiguranti tre quadrati concentrici attorno ad una croce, simbolo della Triplice Cinta sacra.

A pochi metri da questo edificio, nella chiesa romanica di Santa Maria, la stessa équipe di ricercatori diretta dall'archeologo Francesco Paolo Maulucci e coadiuvata da un gruppo di studenti delle Università di Bologna e Ravenna ha ritrovato altri affreschi che documentano l'arrivo e la partenza dei cavalieri della nona crociata diretti in Terra Santa, per i quali la Triplice Cinta costituiva un segno di riconoscimento.

Su una delle pareti della chiesa, inoltre, nella scena dell'annunciazione l'Arcangelo Gabriele è raffigurato nell’atto di offrire alla Madonna una sorta di cornice tripla.

Secondo quanto affermato dallo stesso Maulucci, prima ancora di essere un simbolo cristiano questa immagine, citata già in uno degli scritti di Platone, costituiva una triade pagana: i quadrati concentrici simboleggiavano, infatti, Giove, Giunone e Minerva. Per i cristiani essi passarono a rappresentare Padre, Figlio e Spirito Santo fino ad essere interpretati nel Medioevo in chiave materialistica come cielo, mare e terra.

Le ricerche dell’équipe di archeologi si sono estese ad altre sette chiese della Capitanata, da Lucera a Monte Sant'Angelo dove sono stati rinvenuti altri graffiti raffiguranti la Triplice Cinta. Ciò ha permesso di individuare un vero e proprio "percorso templare" tra il lago di Lesina e quello di Varano seguito dai cavalieri tra il 1200 ed il 1300 prima della loro partenza per la Terra Santa ed al loro rientro.

Questa pagina è soggetta a continui aggiornamenti,in base a nuove segnalazioni e/o ritrovamenti del

simbolismo della Triplice Cinta.Grazie di eventuali indicazioni in proposito!

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LINKS sugli schemi di gioco di provenienza antica,geografica diversa,in molti casi attivi ancora al giorno d'oggi:

http://www.pergioco.net/Giochi/GiochiDiTavoliere/+ArchivioTavolieri/Tavolieri.htm 

http://www.website1.com/odyssey/week9/NewsFlash03.html
http://www.personal.psu.edu/users/w/x/wxk116/roma/rbgames.html
http://members.aol.com/farisles/guilds/merels.htm
http://www.yorkcitylevy.com/modules.php?name=News&file=article&sid=6
http://www.pergioco.net/Giochi/FogliaccioAstratti/FdA%2024/FdA24.html
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_rubrica.asp?idnotizia=323679&idcategoria=689

http://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_da_tavolo

 

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