www.duepassinelmistero.com

 

 

TEMATICHE:

Aggiornamenti

Alchimia

Antiche Civiltà

Archeoastronomia

Architetture

Colonne e Nodi

Due passi nell'Italia nascosta

Due passi nei misteri esteri

Fenomeni Insoliti

Interviste

L'Uomo e Dio

Maestri Comacini

Medioevo e...

Mistero o Mito?

Personaggi

Simbolismo

Simbologia e Cultura Orientale

Storia e dintorni...

Templari "magazine

Ultimi Reports

UTILITY:

Archivio reports

Bacheca

Collaboratori

Extra sito

Libri del mese

Links amici

Ricerca veloce titoli per argomento

SERVIZI:

FORUM

Newsletter

Avvertenze/ disclaimer

 

Contatore Sito
Bpath Contatore

 

 

 

 

 

Variante della Francigena tra Piacenza e Parma: la Via dei Monasteri

Castell'Arquato, Bardi e Compiano

                                       (di Marisa Uberti)

Questa 'variante' è chiamata anche 'Via dei Monasteri'; interseca l'Appennino da nord a sud e conobbe intenso sviluppo dopo l'invasione longobarda del VI sec., quando la divisione territoriale tra Longobardi e Bizantini spezzò la circolazione sulla Via Emilia, Notevole sviluppo di questa strada di comunicazione venne dal Monastero di Bobbio (PC), fondato agli inizi del VII secolo, che estendeva la propria influenza fino alla Toscana. La Via dei Monasteri acquistò, al tempo dei Comuni, maggiore importanza come variante piacentina della Via Francigena, controllata in parte dal Comune di Parma(1). Il tracciato si ricongiunge poi ad essa a Pontremoli (MS).

Castell'Arquato(PC). E' un bellissimo borgo posto su un'altura, nella valle del torrente Arda. Sue notizie certe si hanno a partire dal VI secolo; nell'alto medioevo fu soggetto al vescovado piacentino, per poi divenire libero comune. Nel XIII -XIV sec. divenne possedimento di Alberto Scoto, poi dei Visconti e degli Sforza. Nel 1700 entrò a par parte del ducato di Parma. Il fulcro del borgo medievale è situato sulla parte più elevata, alla quale si giunge dopo aver percorso ripide vie, durante le quali si potranno cogliere dettagli sui palazzi, notevoli vedute, fontane, ecc. In via Remondini, si trova il Museo Geologico, con fossili  ritrovati nei dintorni e risalenti al Pliocene (alcuni di essi risultano molto rari).  Nella curiosa Casa Illica abitò il poeta e librettista locale Luigi Illica (vi sono custoditi cimeli a lui appartenuti).

Giunti sulla spianata più alta del borgo, si viene ripagati da una meravigliosa accoglienza, data dalla presenza dei maggiori edifici storici del borgo: la Collegiata romanica dell'Assunta, il palazzo Pretorio e la Rocca Viscontea.

La Collegiata nelle sue forme romaniche iniziò nel XII secolo, ma sotto vi era già una costruzione precedente. Presenta molti motivi per essere visitata, tra cui una vasca battesimale ad immersione (VIII sec.) e la stupefacente Cappella di S. Caterina, rivestita di affreschi del 1400. All'esterno, l'armonia della struttura parla da sola: dalla facciata alle absidi, al loggiato ad archi ogivali...Questo è delimitato da un parapetto su cui, su una delle lastre di copertura, è incisa una Triplice Cinta. Diversi e altri graffiti si trovano -aguzzando la vista- sia sullo stesso muretto che sulle scale laterali che portano fuori dalla piazza. Finestre a croce si trovano sia in facciata che nella parte posteriore, probabilmente con una specifica funzione legata all'archeoastronomia. Annesso alla chiesa è il chiostro, molto interessante, dal quale si accede al Museo della Collegiata, che ospita l'archivio storico.

Il Palazzo Pretorio fu eretto nelle forme gotiche nel 1293 ed è oggi sede del Municipio.  Ha inglobate una torre pentagonale (forma non rarissima da trovare, ma poco frequente) del XIV secolo, ed una merlatura ghibellina coeva. Nel 1400 vennero aggiunti la loggia con il porticato e la scala esterna.

La Rocca Viscontea risale al XIV secolo e domina la Valle dell'Arda. Munita di un ponte di legno, in origine doveva avere un ponte levatoio. Oggi rimangono soltanto le alte torri merlate, che sono comunque molto suggestive. Lasciamo parlare le immagini...

Vai alla galleria fotografica di Castell'Arquato

 

Bardi (PR). Il pittoresco borgo è collocato alla confluenza del Noveglia con il Ceno, nella valle omonima e nodo di transito di leggendarie vie carovaniere.. E' famoso per il Castello, arroccato su un'alta rupe di diaspro rosso, considerato il massimo esempio di architettura militare emiliana. Da lontano, appare proprio come un castello fiabesco. Dalle sue torri e dalla sue terrazze, si dominano entrambe le vallate, con panorami mozzafiato. La storia del fortilizio cominciò probabilmente in epoca longobarda; nel IX secolo (897)  appartenne ai vescovi piacentini; venne ampliato e rimaneggiato a più riprese, a seconda delle signorie che ne prendevano il controllo (dai Malaspina ai Farnese). Dalla metà del XIII secolo appartenne ai Landi, principi che battevano moneta imperiale. Dalla metà del XVI secolo divenne -parzialmente- una dimora patrizia elitaria. Famosa la presenza del 'fantasma' di Morello, che si aggira nelle sale inquieto. Si possono visitare i camminamenti di ronda, le torri coperte, la piazza d'armi, il cortile d'onore, il pozzo, la ghiacciaia, i granai, le prigioni, la sala delle torture. Vi ha sede anche un Museo della Civiltà Valligiana. Purtroppo attualmente gli arredi sono quasi completamente scomparsi. Nel borgo è da vedere l'antica chiesa medievale di San Siro.

Nella nostra galleria fotografica si possono ammirare scorci e dettagli.

 

Compiano (PR). E' uno dei borghi più belli d'Italia, arroccato su un promontorio roccioso, cinto da mura antiche che proteggono abitazioni in pietra, palazzi nobiliari e case-torri, affacciate su stradine di acciottolato, una delle quali conduce all'interessantissimo Castello di origine medievale (IX secolo) e ben conservato (oggi parzialmente adibito ad Albergo).  Nel IX secolo compare già come controllato dagli Obertenghi poi dai Malaspina. Fu anch'esso proprietà dei Landi (1258), di cui divenne il caposaldo in Val di Taro (come Bardi lo era per la val di Ceno). Questo ruolo venne mantenuto fino al 1622, quando Gianandrea Doria - marito dell'ultima Landi -decise di vendere il territorio ai Farnese. Sotto questo casato e dei Borbone, poi, il maniero perse la sua funzione di controllo. Sotto Maria Luigia di Borbone si trasformò in prigione di Stato dove venivano rinchiusi i Carbonari. Nel 1900 divenne Collegio femminile per poi divenire residenza della marchesa Raimondi- Gambarotta (che, morendo nel 1987, lo lasciò al Comune). Un'ala è adibita a Museo Massonico, unico in Italia, con importanti cimeli (ironia della sorte: prima era stato prigione degli affiliati alla Carboneria...), al quale dedicheremo in futuro una sezione a parte. ed un'ala -che fu abitata dalla marchesa Gambarotta- è per volontà di quest'ultima stata trasformata in museo, dove si possono ammirare i suoi appartamenti, ricchi di oggetti d'antiquariato, cineserie, arredi sette-ottocenteschi. Il maniero è di forma trapezoidale, chiuso agli angoli da torri circolari, alla 'piacentina' e da una quadrata. Originale è il Museo degli 'Orsanti' (dedicato ad un particolare fenomeni migratorio), allestito nella chiesa sconsacrata di San Rocco. Imperdibile la visita al belvedere sulla vallata, nella piazzetta; a pochi passi c'è anche la chiesa di San Giovanni Battista. Ogni anno, a Compiano, si assegna il premio letterario P.E.N. Club.

            

            

L'itinerario può proseguire, oltrepassando il Passo delle Cento Croci, Varese Ligure, e approdando in Liguria.

                             

                                          

Variante dopo variante, per il pellegrino, tutte le strade portavano... a Roma.

Note:

1)-Tratto da "Il Polo Museale del Seminario Vescovile di Bedonia", Edizioni Edicta, Parma, 2006

 

Questi itinerari sono stati eseguiti in diverse occasioni e riuniti in questa sezione per conferirvi omogeneità.

Sezioni correlate in questo sito:

Via Francigena
Italia da conoscere

 

 

www.duepassinelmistero.com                                                                                Avvertenze/Disclaimer

                                                                            Maggio 2011