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      Conferenza "Crema arcana ed esoterica"

       31/03/2012

                                                   (Report di duepassinelmistero)

Si è svolta sabato 31 marzo alle ore 16.30, nell’elegante sala dell’ex-biblioteca monastica del monastero agostiniano di Crema (oggi Museo Civico), la conferenza intitolata “Crema arcana ed esoterica”, che ha  avuto come relatori Bernardo Zanini e Marisa Uberti.

L’evento rientra nel ciclo “Aperti per voi i sabati del Museo”, una serie di incontri culturali organizzati dall’Araldo Cremasco, dal Touring Club Cremasco e dal Museo Civico di Crema e del Cremasco, con il patrocinio del Comune e di Regione Lombardia.

Introdotta da Mario Cassi (Presidente dell’ “Araldo Cremasco” ), con il saluto dell’assessore Antonio Agazzi e dal benvenuto della signora Anna Maria Messaggi (referente del Touring Club Cemasco), la conferenza ha preso il via alla presenza di un pubblico attento e interessato.

           

Presentazione della conferenza; da destra a sinistra: Anna Maria Messaggi, l'ass. Antonio Agazzi, il sig. Mario Cassi e Marisa Uberti.

Prima delle relazioni è stato presentato un breve filmato sui simboli più caratteristici di Crema, realizzato da Michael Bolognini, a cui vanno i nostri ringraziamenti.

                                    

                Bernardo Zanini, in piedi, e Michael Bolognini (Geographical Research Association)

Il primo a prendere la parola è stato lo studioso di storia e simbologia locale Bernardo Zanini, che ha presentato “I Codici  Argotici e i Codici Simbolici”, una ricerca spalmata su quasi tre secoli di storia (dalla metà del XVIII secolo fino al 1980), ma che in realtà affonda le radici nelle Gilde Costruttive del Medioevo, con i loro segreti architettonici trasmessi da bocca ad orecchio. Segreti che costituivano una Massoneria operativa che a Crema ha lasciato numerosi segni, soprattutto nel Duomo (ma non solo), in cui è ravvisabile quello che Zanini definisce “Codice argotico” . Un linguaggio criptato e trasmesso attraverso alcuni simboli di natura geometrica. Il ricercatore ha fondato questo studio su alcuni misteriosi diari (composti da testi e immagini) scoperti nell’archivio privato di una nobile famiglia di origie italiana residente a Parigi, appartenente ad una Loggia massonica chiamata “Fratelli di Salomone” (una sorta di paravento per  quello che viene denominato “Priorato di Sion“), che in realtà non sarebbe riconosciuta. I suoi membri  avrebbero operato quindi in una condizione di clandestinità alla stregua di una società segreta e avrebbero effettuato viaggi in Italia alla ricerca dei Codici argotici e simbolici sulle cattedrali e su chiese costruite tra il XII e il XIX sec. Tra di esse, anche sul duomo di Crema. Ma quali sono le differenze tra un Codice argotico e uno simbolico?

Zanini ha spiegato che un Codice Argotico è formato da una crittografia segreta chiamata “Ieratico/cuneiforme , simile alle tavolette di Ur ,non è un codice brachigarafo e presenta analogie , anche se non è simile, con la crittografia Templare. Un esempio di codice argotico si trova nella finestra a biscotto , che è alla base del campanile del Duomo cremasco.

                                                       biscotto.jpg (43837 byte)

                                             Codice Argotico , Duomo di Crema                            

Zanini ha spiegato poi l’etimologia del termine francese “argot”, che poggia sull’ambiguità della cabala fonetica di Fulcanelliana memoria... Tra l’altro, nel dialetto cremasco , sussiste ancora oggi nella tradizione dialettale , la parola “ Argòt “  ch mentre oggi indica qualcosa di indefinito, riporta al medioevo dove i muratori e gli architetti tra di loro  usavano il linguaggio   Argotico , ossia “ l’Argoth “, il gergo  dei costruttori di cattedrali

I codici simbolici sono formati da più simbologie riunite o sparse attorno ad un manufatto che può essere una finestra od una porta.  Questo codice è situato in alto a sinistra sulla facciata del Duomo di Crema  ed è posizionato intorno alla finestra con due rosoni di otto petali.

                          

                                           Codice Simbolico, Duomo di Crema

 

Tra l'altro, di sera con la luce dei faretti che illuminano la piazza circostante, questi magnifici rosoncini riflettono la loro immagine speculare sulla parete del duomo, l’effetto è incredibile e ci si domanda se è uno dei tanti segreti lasciati dai costruttori.

Nei misteriosi diari di cui s‘è detto, si parla di Crema a partire dal 1796, precisamente nei giorni in cui Napoleone venne a Crema, quindi  probabilmente uno dei membri della famiglia che redasse i diari era al seguito dell’esercito napoleonico.

Il Duomo di Crema , è stato costruito tra il 1185 ed il 1341 circa, da maestranze locali, nei restauri del 1955 fatti da Amos Edallo si cercò inutilmente una lapide del 1311. posizionata seconda la tradizione storica in una campata del Duomo, su cui c’erano i nomi di due architetti : Jacopo de Gabiano e Gracius de Prada.

Il codice simbolico del Duomo di Crema è formato da nove simboli posizionati intorno alla finestra con i rosoni da otto petali. Il numero otto è considerato il numero magico dai costruttori di cattedrali gotiche  e veniva anche usato per la costruzione di chiese e di conventi fino al 1800. Abbiamo poi una spirale, due simboli  a forma di triskel, una stella a cinque punte ed una croce solare. Analizzando bene i simboli possiamo notare, partendo dalla sinistra, che il primo è una croce di tipo patente seminascosta da una decorazione a foglia, e questo ci porta ad una riflessione, infatti potrebbe essere anche una croce Templare, anche se nessuno ha mai trovato un documento sulla effettiva presenza dei cavalieri del Tempio a Crema. Si sa però che in città arrivarono gli Inquisitori  per controllare lo stato delle indagini nell’italia del nord al tempo dei processi contro l’Ordine dei Templari e questo potrebbe significare qualcosa.

 

              caes-09.jpg (282965 byte) Croce, triskel, spirale               caes-10.jpg (96147 byte) Croce solare                 

                                                                   caes-12.jpg (170140 byte) Stella 5 punte , triskel

 

caes-08.jpg (398132 byte)La massoneria operativa ha posto nel duomo varie simbologie, come la scacchiera formata da 8 x 8 = 64 caselle, perché nella cerimonia di investitura il muratore doveva avere i piedi sul pavimento formato da piastrelle bianche e nere della loggia di appartenenza.

 caes-07.jpg (197201 byte)Sopra la scacchiera è posizionata una formella con un albero sconosciuto, la cui codifica potrebbe rinforzare l’ipotesi legata alla massoneria la quale secondo Zanini ha continuato ininterrottamente ad operare sui vari monumenti di Crema, tenendo in un certo senso d’occhio la città. E i numerosi triangoli con “occhi onniveggenti” scolpiti o dipinti in vari edifici soprattutto religiosi sarebbero in relazione proprio con la parte di massoneria “illuminata”.

                          

Il Triangolo trinitario, fiammeggiante,  con l'occhio onniveggente al centro del timpano della chiesa della SS. Trinità

All’interno della chiesa della SS. Trinità, sopra l’organo, sarebbe raffigurato il triangolo con il Tau degli Illuminati - lo definisce Bernardo Zanini -e sulla balaustra dell’organo si trova  raffigurata la processione di Davide che porta l’Arca dell’alleanza . Interessante sarebbe poi conoscere l’origine e le finalità di uno strano pozzo situato dietro l’altare, oggi murato, ma che poteva essere un antico passaggio segreto…

Un altro occhio onniveggente è visibile nella chiesa di Nostra Signora di Lourdes (sorta su una precedente delle Cappuccine), con una particolarità: al di sotto presenta  la famosa frase biblica QUAM TERRIBILIS EST LOCUS ISTE NON EST HIC ALIUD NISI DOMUS DEI ET PORTA COELI (Gen, 28, 17)

                                            

      

"Quanto è terribile questo luogo! Non è qui altro che la casa di Dio, e la porta del cielo", una frase che ci riporta alla chiesa di Rennes -le -Chateau e al mistero del curato Berengere Sauniere (ma non soltanto, aggiunge chi scrive). Nonostante le ricerche che Zanini ha condotto nell’archivio diocesano di Crema, non gli è stato possibile trovare informazioni, sembra che nessuno sappia  dell’esistenza di questo gioiello di intarsio e da dove provenga

Numerosi sono gli edifici in Crema che presentano questi occhi onniveggenti , che sono certamente simboli anche cristiani ma è noto che la rappresentazione della perfezione divina attraverso il Triangolo Equilatero è passata anche nelle argomentazioni ermetiche, esoteriche e massoniche. Tale raffigurazione viene usata all'interno della loro simbologia specifica dando luogo a ulteriori collegamenti con altre figure geometriche od oggetti peculiari. Per esempio entra nell'elaborazione del significato della Squadra e del Compasso, oppure in quella del significato della Piramide, come vediamo dietro il dollaro americano.

Bernardo Zanini in un momento della sua conferenza

 

Secondo Zanini, tutti questi simboli in odore di esoterismo possono essere collegati da un filo che rimanda alla massoneria che a Crema contava numerosi affiliati. Il ricercatore ha detto che in via XX settembre al n. 91 dove c’è la Casa Olmo , nel 1862 c’era una loggia massonica, affiliata al Grande Oriente di Torino, il cui maestro venerabile era il conte Enrico Martini: dall’elenco dei massoni Cremaschi, si apprende che gli iscritti erano 82 suddivisi in 37 maestri, fra cui un sacerdote Don Paolo Braguti, 12 muratori e 33 apprendisti .

CAES-15.jpg (119351 byte) Ma non era l’unica loggia massonica  presente a Crema. Infatti tra la metà del XIX sec. e e i primi anni del XX secolo, risulta che c’erano altre logge. Una di queste la numero 1, chiamata anche la loggia della Rosa, era situata in via Carrera, in un edificio in stile neogotico, ma che conserva ancora oggi il classico stile di un tempio massonico e che ha come simbolo una rosa stilizzata.

Zanini ha poi mostrato alcuni dei simboli scolpiti sui capitelli delle colonne del chiostro agostiniano che apparteneva al monastero rinascimentale che, secondo la sua opinione, farebbero parte del medesimo Codice simbolico utilizzato dai costruttori di cattedrali. E ha infine  posto l’attenzione su una serie di interessanti iconografie inserite a Palazzo Pignano, in cui ad elementi geometrici e vegetali si accostano quelli zoomorfi, precisamente volatili (come la colomba, simbolo di un’altra loggia massonica operante nella Crema degli anni passati). 

caes-18.jpg (37044 byte) (Marisa Uberti in un momento della sua presentazione, foto G.R.A). Al termine della corposa relazione del ricercatore, che abbiamo dovuto necessariamente sintetizzare, ci sono state alcune domande da parte del pubblico, a cui è seguita la relazione della ricercatrice Marisa Uberti, che ha presentato la sua ricerca sulla misteriosa Madonna Nera conservata nella chiesa di Santa Maria Stella in via Civerghi, 9 a Crema (cui è stata dedicata una sezione a parte in questo sito). 

                                 

                            Particolare della bellissima Madonna Nera di Crema

 

L'analisi simbolica ha preso in esame gli elementi che compongono la statua:

-il colore (nero), che riconduce al culto primigenio della Madre Terra e alle dee-madri dell'antichità

-la corona (una tiara papale o triregno), che non lascia dubbi sul rango di questa figura femminile, che è metafora del dominio dell'Opera divina sulle Cose terrene

-la posa ieratica e la geometria triangolare

-il volto sul petto (attributo insolito se non rarissimo su statue mariane, che evoca invece l'usanza greco-.romana di contraddistinguere potenti dee come Atena e Minerva)

-i collari (almeno 4) riconducibili ad Ordini cavallereschi e nobiliari

-il Bambino e i suoi attributi

-la tipologia (Madonna Lauretana)

Questa analisi ha consentito di

-impostare un'ipotesi di lavoro restringendo la forbice cronologica in cui il manufatto potrebbe essere stato realizzato;

- far emergere raffronti con altre statue simili al di fuori di Crema

-evidenziare come manchi un modello originario preciso: infatti la Vergine di Loreto -cui il modello considerato si ispira- non ha mai avuto i collari o la tiara papale (almeno stando alla documentazione ufficiale)

-dimostrare che mancano ancora diversi tasselli alla risoluzione di questo interessante mistero cremasco. Per approfondimenti visitare la pagina dedicata in questo sito: Il Mistero della Madonna Nera di Crema

 

  • Si ringraziano gli organizzatori per aver consentito lo svolgersi di questo evento

  • Si ringraziano quanti hanno partecipato e tutti gli amici di DPNM presenti

Sezioni correlate in questo sito:

 

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