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                                                                      (di Marisa Uberti)

 

Confessiamo che prima di arrivare qui, non conoscevamo il lago di Bourget, O meglio, sapevamo che sulle sue sponde si trova la famosa abbazia di Hautecombe, il mausoleo di molti appartenenti a Casa Savoia, ma c'è molto altro da vedere. Questi due passi sono quindi stati letteralmente una scoperta. Una scoperta interessantissima.

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Anzitutto, abbiamo appreso che qui sorge il Savoie Technolac (Solar Innovation Campus), sede dell' INES, Istitut National de l'Energie Solaire), fondato nel 2006 su iniziativa del governo francese per promuovere e sviluppare nella nazione l'uso dell'energia solare. Ci troviamo a 10 Km da Chambery. La scelta della regione del Rodano-Alpi è stata giustificata dal fatto che questo è un territorio privilegiato da una fitta rete di attori in questi settori: industria, ricercatori, enti locali e associazioni. Dunque il lago di Bourget non è un luogo fuori dal mondo, tutt'altro...

Dal punto di vista geologico, esso è il più profondo lago francese, se si esclude la porzione del lago di Ginevra che ricade in Francia. Ha una superficie di 44,5 Kmq; è un lago piuttosto piccolo, ma conosciuto fin dall'antichità Sulle sue rive sono sorte cittadine come Aix-les-Bains (famosa già in epoca romana per le sue acque solfuree e le terme), Bourget-du-Lac e tanti altri piccoli paesini caratteristici che hanno contribuito ad attrarre personaggi illustri come Montaigne, Rousseau, Lamartine, la regina Vittoria e Clemenceau, facendo del lago un polo turistico di tutto rispetto.

  • Bourget-du-Lac

La nostra attenzione si è focalizzata sull'interessante chiesa abbaziale di San Lorenzo, ben visibile da chi transita sulla strada per Hautecombe. La chiesa è parte di un monastero cluniacense risalente al 1030. Secondo la leggenda l'abate di Cluny, Odilon (sant' Odilone), mentre si trovava a passare da qui, fu colto da febbre alta e dovette fermarsi. Durante la notte, affetto da delirio, avrebbe avuto l'apparizione del Conte di Savoia e di San Maurizio piantare una croce. Il santo avrebbe poi toccato Odilon, che il giorno successivo era guarito completamente. Dopo aver interpretato questo come un segno divino, decise di costruire un convento dedicato a San Maurizio per ringraziarlo. In realtà sappiamo che la chiesa sorge su un antico tempio pagano dedicato al dio Mercurio; su di esso si era dapprima impiantata una cripta dedicata a Notre-Dame-la- Basse.

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Inizialmente nel convento, direttamente dipendente dall'abbazia di Cluny, vi erano 6 monaci ma progressivamente si ingrandì e arricchì. Doveva avere anche una biblioteca e funzionava come albergo per i pellegrini. Attualmente la parte più antica è la cripta; la facciata della chiesa è stata rifatta nel 1887 ma nella parte sud rimane tuttora l'impianto originario del complesso, sebbene rimaneggiato. Bellissimi archi rampanti impreziosiscono la zona absidale.

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Il chiostro (XV sec.) sembra non sia mai stato completato nemmeno in origine in quanto un'ala è sprovvista di galleria. Altra curiosità è che la parte inferiore è gotica e quella superiore è romanica (normalmente le parti più antiche sono quelle più in basso...). Nel 1582 il priorato fu donato ai Gesuiti di Chambery e poi, nel 1773, ai Francescani. Fu quindi venduto come Bene Nazionale e durante la Rivoluzione venne chiuso. Grazie all'interesse della duchessa di Choiseul, nel 1900 venne recuperato; dal 1910 è classificato come Monumento nazionale e attualmente è di proprietà del Comune.

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Nel chiostro si trovava una Cappella di Saint Claude, alla quale i Savoia potevano accedere tramite una piccola scala a chiocciola riservata. Cosa c'entrano i Savoia? Beh, la famiglia ha vissuto nel convento fino al 1248, quando venne costruito un castello sotto Thomas II, a poca distanza. Una storia molto poco nota, questo è sicuro.

Il castello di Thomas II venne realizzato nel 1248 e di esso rimangono delle rovine (oggi in  restauro) che dominano i canneti della parte meridionale del lago. Vi si può accedere con una buona camminata di un quarto d'ora, direttamente dai favolosi giardini del priorato. Questi giardini erano originariamente un orto e un frutteto dei monaci, che ne traevano sostentamento. La duchessa di Choiseul, nel XX secolo, lo ha reso un giardino di delizie, in stile francese con tassi e alcune specie rare di piante.
E 'stato restaurato nei primi anni del 1990 da Alain Claude Debombourg; è veramente un posto incantevole, dalla geometria calcolata. Due sculture di Jacques Coquillay si stagliano nella prospettiva del viale.

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  • Una storia enigmatica e dimenticata

Molti punti oscuri circondano il castello del lago: fu per due secoli la residenza principale della Corte sabauda ma  non gode certo della fama di molti altri manieri appartenuti ai Savoia. In origine esso doveva essere soltanto una casa per la caccia, di forma quadrilatera con 4 torri, su un terreno acquistato nel 1248 con il Priorato da Tommaso II di Savoia, conte di Fiandra e Hainaut, conte di Piemonte (1244-1259); egli era fratello del conte regnante Amedeo IV.

Lo sviluppo della costruzione non è ben noto; pare che dei miglioramenti e abbellimenti siano stati eseguiti sotto il conte Amedeo V (che regnò dal 1285 al 1323), forse una nuova dimora, fatta attorno al 1292. Vi avrebbero lavorato artisti e artigiani attivi anche in altri castelli dei conti. Nel periodo dunque compreso tra il governo di Tommaso II e Amedeo V si ebbero delle importanti trasformazioni, da casa a castello. Esso divenne una delle mete predilette dalla famiglia Savoia fino al 1427. I documenti parlano di una intensa attività decorativa e strutturale nel XIV, qui vi si svolsero eventi familiari e diplomatici importanti.

Ma nel 1438 il maniero passò di mano; subì anche un incendio nel 1456, lo si ritrova molto rovinato nel XVII secolo. Fu venduto nuovamente nel 1841 e divenne cava di pietre fino al 1849. Il Comune lo ha rilevato nel 1983.

L'analisi delle sue strutture ha fatto sorgere dei dilemmi: era una fortezza o una residenza oppure entrambe? La posizione delle torri è strana, la loro localizzazione è definita irregolare, giustificata però dalla presenza di un terreno paludoso, o da cos'altro? L'architettura è comunque militare anche se la maggiore difesa era forse rappresentata dalla palude; il castello aveva fossati, ponte levatoio, mura e fino al 1389 era dotato di breteches di legno (elementi sporgenti dal muro da cui si potevano lanciare proiettili contro gli aggressori). Al contempo, il castello fungeva anche da residenza. Ma come si è evoluta la palude? E come mai questo castello sembra essere stato dimenticato dalla storia?

Misteri...

Ma ora dirigiamoci all'abbazia di Hautecombe...Ancora qualche chilometro più a nord, costeggiando il lago, e ci siamo!

 

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                                                                                                  Maggio 2012