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SUPPOSIZIONI SULLE ORIGINI E SUGLI ESECUTORI DELLA COLONNA ANNODATA wpe1.jpg (14484 byte)

Se guardiamo la colonna annodata come un manufatto privo di interesse simbolico, ritenendolo una pura e semplice decorazione, non ci dobbiamo nemmeno attardare a cercare chi possa averla eseguita. Per costoro, questa sezione non avrebbe motivo di essere, dunque.

Ma per chi, come me, ha raccolto dati, visitato i luoghi, confrontato i vari modelli, e soprattutto trovato le colonne annodate del duomo di Wurzburg, dove recano la scritta
Iachin e Booz (replicando le colonne bronzee antistanti il Tempio di Salomone a Gerusalemme), esse racchiudono un messaggio ben preciso, un simbolismo criptato in quel nodo. 

Se dovessi pensare alle colonne ofitiche come manufatti sparsi in Italia e all'estero, senza darvi un 'senso', mi troverei sempre ferma al punto di partenza, senza capire da che parte iniziare e quale direzione prendere per proseguire la Ricerca. Il Censimento è una parte veramente importante di questo studio, poichè permette di seguirne le tappe, ma le tappe di chi o di che cosa? Se si nota la presenza di una colonna annodata in una determinata località e poi la si rintraccia anche altrove, la domanda che sorge spontanea è: le lega qualcosa? Io mi sono data la seguente risposta (che potrà essere anche sbagliata): le legano gli esecutori,gli artefici che le hanno create. Perchè una colonna ofitica bisogna saperla fare(e non è così semplice,dal momento che i brutti 'rifacimenti' degli originali lasciano molto perplessi) e sapere perchè la si fa, per chi o... per quale motivo.

Con questo assunto, sono così andata avanti, ripercorrendo in un certo senso l'itinerario delle Maestranze che hanno lavorato ai monumenti in cui esse ancora si trovano (oggi, ma chissà quante colonne ofitiche sono andate perdute nel corso dei secoli).

Una constatazione è d'obbligo. E’ difficilissimo, se non impossibile, dare una risposta per ogni singola colonna.Ma iniziamo con una operazione più allargata, ovvero reperire le maestranze che hanno prestato l'opera in detti luoghi e verificare chi siano. Avendo elaborato i dati raccolti, tali Maestranze posso dire subito che rispondono al nome di Maestri Comacini.

  • PRIMO PASSO dello studio retrospettivo: censiamole.

    Nella sezione relativa alla parte generale e al censimento delle colonne annodate, si è potuto vedere un elenco (che è dinamico, come ci siamo resi conto) di monumenti in cui esse sono attestate. Molte le ho potute vedere di persona, altre non ancora; alcune le ho 'scoperte' direttamente, avendole rintracciate durante sopralluoghi occasionali, e non rientravano nell'elenco originale del lavoro tedesco del 1967(che è stato il mio punto di riferimento iniziale) e da nessun altra fonte avevo ricevuto notizia. 
  • Secondo passo: diamo al monumento una paternità.E' doveroso, se si vuole giungere all'individuazione degli esecutori della colonna annodata.O dovremmo arrenderci all’idea di interpretare il simbolismo della colonna annodata quale ornamento puro e semplice dettato dall’estro di un artista che, nei secoli, ha ispirato "casualmente" tutti gli altri? 

Parallelamente al censimento delle colonne annodate,si ricercano dunque le maestranze edili,costruttori,lapicidi,operari,che hanno prestato la loro opera negli stessi luoghi.In base a quanto rilevato finora,emerge un dato importante e interessante: la presenza di  Maestri Comacini è molto alta,se non esclusiva,negli stessi luoghi. A questo è dedicata un'intera sezione,che si va progressivamente costruendo e delineando, ma sinteticamente si offrono qui alcuni dati preliminari e abbastanza stimolanti.

E' stata dimostrata la presenza dei Comacini con certezza a Trento,dove dal 1212 lavorarono Mastro Adamo di Arogno, più tardi suo figlio Enrico ed i suoi figli Zanibono e Adamo; dal 1305 Mastro Egidio da Campione e suo figlio Benino (1321-1354).Tra l’altro sono tornata di recente a Trento e ho potuto vedere che la piazza antistante il Duomo si chiama tuttora "Piazza Adamo d’Arogno",quindi a tutt'oggi riconosciuto personalità non trascurabile in questa città; a Lucca (Guidetto da Como nel 1204 firma la facciata del S.Martino e del S.Michele);a Modena( Anselmo da Campione nel 1209 viene nominato quale creatore della Porta Regia, è implicito quindi, che sia lui il creatore delle colonne ofitiche ivi presenti.): a Venezia(documentati Comacini nel XII e XIII secolo) ;a Como( i Maestri Comacini sono stati attivi al Duomo come in altre costruzioni. E forse non è un caso che la via attigua al Duomo sia proprio intitolata ai "Maestri Comacini"!); sicuramente a Gropina.In tutti questi luoghi,ovviamente,sono attestate colonne annodate.

Una curiosità:nella viuzza attigua al Duomo di Trento,si trova una targa,sotto il numero civico,che reca il simbolo del compasso aperto su cui poggia una squadra e,al di sotto, la parola"architetti".


Può essere che noi, oggi, non riusciamo a penetrare nel significato del 'nodo'.Forse esso è davvero -come dicono alcuni- un labirinto.

Bibliografia essenziale:

  • Titolo originale: Die Meister von Como", apparso sul quaderno nr. 4, Aprile 1967,della R.: L.: QUATUOR CORONATI nr. 808 Or.: di Bayreuth (R.F.T.)
  • Giuseppe Merzario:"I Maestri Comacini-Storia Artistica di Mille Duecento Anni(600-1800)-Milano 1893-Riediz.Amiedi (MI)

 


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