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E' una delle
perle che si trovano nel cuore della verde regione della Provenza,
dipartimento del Var, nel sud della Francia a 43° 27' 36" e 6° 15' 50".
Come tantissime altre abbazie cistercensi, ha una data di 'nascita' (1136)
e una di 'morte'(1791), sebbene con due elementi da tenere
presenti:dopo una grandezza iniziale, due secoli dopo era già in declino
e nel 1600 cadeva a pezzi; attualmente la troviamo integra nella sua
architettura e visitabile. Dunque cos'è accaduto, qual'è la sua
storia?
Sicuramente si intreccia con quella dell'Ordine
Templare, che aveva una Commenda nei pressi, a Lorgues(2) e
che documentatamente prestava personale nei terreni dell'abbazia
cistercense di Le Thoronet. E' possibile che sia stata scambiata anche
manodopera edile per la costruzione. Un dato di fatto che emerge, con
l'accumularsi del materiale che progressivamente raccogliamo durante le
nostre ricerche, consiste nell'osservare come le abbazie dell'Ordine
Cistercense conoscano la loro massima ascesa e prestigio nei due secoli
circa in cui anche l'Ordine Templare era all'apice poi, declinando e
venendo soppresso il secondo, paradossalmente sono 'decadute' (con
eccezioni) anche moltissime abbazie cistercensi (lo abbiamo visto per
l'Italia ma vale anche per il resto d'Europa).Qualche legame, non solo di
tipo diplomatico/religioso (ricordiamo che San Bernardo, uno dei
fondatori storici dell'Ordine Cistercense, propugnò anche la causa dei
Poveri Cavalieri di Cristo, redigendo la loro Regola e facendola
approvare, con la sua influenza, dal papa), magari economico, o
strategico, avrebbe potuto accomunarli. Il lavoro nelle grange, ad
esempio,che erano vere e proprie aziende produttrici import-export
di prodotti alimentari, tessili, artigianali etc., cui avrebbero potuto
partecipare vicendevolmente, contrarre affari commerciali, fare
investimenti, concedere o ricevere prestiti. Se uno dei maggiori
referenti va in 'fallimento', è chiaro che ne risente tutto il 'sistema'
( e i Cistercensi avevano davvero creato una 'rivoluzione' in molti campi
nell'Europa di allora), compreso quello dell'edificazione e mantenimento
delle abbazie. Tuttavia, sappiamo che ogni abbazia cistercense aveva la
propria autonomia spirituale, giuridica ed economica in base alla Carta
Charitatis che aveva redatto Stefano
Harding ai tempi della fondazione dell'Ordine. Uno scossone è
arrivato, se moltissimi monasteri hanno iniziato un graduale e inesorabile
declino.Talvolta le loro sorti si sono risollevate, e lo dimostra il fatto
che alcune abbazie godono ancora oggi di splendore e ricchezza; tal altra
sono intervenuti fattori come le guerre, le carestie, la carenza
vocazionale, la chiusura coatta (vedi periodo Napoleonico), a dare il
colpo di grazia a questi complessi conventuali, in genere meravigliosi.Che
a volte sono riusciti a ricominciare, dopo tante vicissitudini.Per la
gioia non solo dei monaci titolari ma anche per chi ama l'arte, la
cultura, l'architettura cistercense; per chi si emoziona abbeverandosi
alle forme essenziali, alla penombra dei chiostri, alla scoperta dei
simbolismi che possono fare capolino da un momento all'altro tra i
capitelli. Per la nostra gioia!
La 'linea' genealogica dell'abbazia di Thoronet
è quella di Citeaux; tramite il sistema delle filiazioni, si sa
che Thoronet aveva per 'madre' l'abbazia di Mazan, (nell' Ardèche,
Rhône-Alpes)
e altre tre 'sorelle' - Sylvanès(Silavacane,1136-1768)
- Sénanque (1148-1641) - Bonneval
(1161-1791). Anch'esse nascono, quasi in contemporanea, sono fiorenti
per un periodo, poi 'decadono e infine chiudono (per poi conoscere magari
altri momenti di rinvigorimento:sono infatti tutte aperte attualmente,e
bellissime).
Le Thoronet
(Toronetum in latino) inizia a farsi strada come progetto ancora nel 1136
(ha numero di fondazione 97) quando un gruppo di monaci lascia
l'abbazia-madre di Mazan e fonda un monastero sulle terre di Tourtour
e lì vi si insedia per quindici anni, in modo provvisorio, perchè in
seguito abbandonano quelle terre per trasferirsi vicino a Lorgues,
in una zona boschiva e vicina ad una sorgente e all'ansa di un fiume.
Chissà cosa fece decidere quello stanziamento temporaneo, e lo
spostamento in un'altra zona, più vicina -lo ripetiamo- alla Casa dei
Templari.
Solo nel 1160 si intrapresero i lavori di
edificazione dell'Abbazia, che durarono una quindicina d'anni; tuttavia si
sa che i lavori erano considerati finiti solo nel 1190.Venti monaci
e dieci conversi erano presenti all'inizio del 1200.I primi tempi i
monaci vivevano in autarchia, rifiutando cioè l'autorità
dei signori feudali; per i monaci era proibito avere schiavi, percepire
decime, accumulare beni, ma in fretta ci si sganciò da queste regole e in
pochi anni le aziende cistercensi divennero gigantesche. Le Thoronet
sfruttava poderi che sconfinavano in diverse direzioni: arrivavano fino a Castellane
(Verdon),a Sainte Maxime, a Marsiglia e Miramas! I monaci praticavano
una politica fondiaria vera e propria, avevano competenze nell'idraulica,
nell' acquacoltura, nello scarico delle acque e dei rifiuti, nei sistemi
di canalizzazione, ottenendo grandissimi successi e risultati in campo
agricolo e tecnologico. Purtroppo ci manca tutta una serie di
informazioni, che non abbiamo potuto reperire (solo le notizie che
pubblichiamo qui), che potrebbero dirci cosa accadde in seguito.Alla fine
del XIV secolo, l'abbazia infatti è in declino.Nel 1600 il
priore richiede interventi urgenti perchè versa in uno stato pietoso e
nel 1699 i muri avevano crepe, i tetti crollavano, le porte e le
finestre erano divelte.Dopo un secolo, nel complesso erano rimasti
sette monaci.Nel 1791 fu chiusa perchè pericolante. Venne però
scoperta e segnalata da Prosper Merimée (l'anima della Commissione
dei Monumenti Storici di Francia)nel XIX secolo, affinchè
rientrasse in un'opera di restauro, di cui venne incaricato l'architetto Revoil
che cominciò i lavori nel 1873; proseguiti poi dal suo successore,
Formigé. Restauri che non sembrano conoscere ancora sosta.Attualmente
si può visitare l'intero complesso, con l'eccezione di alcune parti che
sono interdette al pubblico, secondo l'orario di apertura e pagando un
biglietto d'ingresso (al momento della nostra visita, 6,50 euro
cad.).Vedasi il link
ufficiale.
Pensiamo che per i nostri lettori sia più
interessante 'visitare' l'abbazia attraverso una nutrita galleria
fotografica, che commenteremo con brevi didascalie(le immagini 'parlano'da
sole).Quando sarete in Provenza, nel Var, non dimenticatevi quindi di
questo luogo così isolato, enigmatico, suadente nella sua ascetica
architettura.Non poteva che essere così: questa è una chiesa
dedicata a Nostra Signora, vicina all'acqua, alla natura, al mistero del
tempo che, insieme ai restauri, non è riuscito a togliere alle pietre la
loro carica evocatrice.
"Credimi:troverai più insegnamenti in
un bosco che in un libro. Gli alberi e le rocce ti insegneranno ciò che
non puoi apprendere da alcun maestro"(San Bernardo di
Clairvaux in una lettera all'abate Vauclair (Henri Murdoch).
83340 Le Thoronet (Var)
Provence-Alpes-Côte-d'Azur
(Francia) .Telefono:0033-04 94604390 -fax: 0033 04 94604399
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Entrata dell'Abbazia
Veduta
del lato sud della chiesa:scavato nel muro, si noti un arcosolio(1), raro
esemplare in Provenza
Facciata principale (lato ovest)
Facciata nord-ovest dell'Abbazia
Abside
e campanile(lato est).La tradizione cistercense proibiva l'erezione delle
torri campanarie,non c'era da richiamare fedeli alla Messa.Ma alla morte
di S.Bernardo molte cose cambiarono e furono tollerate delle aggiunte.
Particolare
del rosone dell'abside
Lato est chiesa

Dietro l'abside,a est,c'era il cimitero dei
monaci.Essi venivano sepolti nella nuda terra ricoperti da un
lenzuolo,senza bara nè pietra tombale.
Oggi
è stata apposta una lapide che li ricorda tutti.
Un
perimetro murario indica dove si trovava la necropoli dei monaci.
Dal lato est si può accedere alla Sala del Capitolo,al Parlatorio e all'Armarium
o Biblioteca.Al secondo piano c'è il dormitorio dei monaci.
Questi locali affacciano sia sul giardino esterno
che sul chiostro, che eccezionalmente, in questa abbazia, si trova sul lato
Nord.
Ancora
vedute del lato est...


Particolare
di una monofora
Capanna della decima(sotto, l'ingresso):
l'interno non è accessibile. Attorno c'è la vigna.

Sistema
di canalizzazione dell'acqua.Poco distante è situata la sorgente.
Particolare
di un'altra monofora
Particolare del soffitto di uno dei locali del lato
est
Bellissima
veduta sul chiostro,collocato dalla parte opposta a dove ci
trovavamo.Sembra che la luce,percorso il corridoio di passaggio,trabocchi
in tutta la sua potenza.
Scorci mirabili...
Il
pavimento del chiostro, nei pressi della Sala capitolare
Sbirciando (nella sala capitolare)
Pilastri
nella sala del Capitolo.
In
questo locale veniva eletto l'abate del monastero.
Era
l'unico luogo del convento non dedicato alla preghiera ,perciò 'evade' un
po' dall'austerità dell'architettura cistercense classica.
Si nota un gusto gotico,con volte a
ogiva,poggianti su colonne i cui capitelli recano scolpiti alcuni simboli(vedi
lato sinistro della pagina).


Veduta
generale di un lato del chiostro.
La
sua forma è trapezoidale e,come detto, è orientato a nord, cosa
eccezionale nei complessi abbaziali cistercensi.
Ciò è dovuto alla configurazione del
terreno su cui sorge l'Abbazia(forte dislivello)
Padiglione esagonale nel chiostro:al suo
interno c'è la fontana per le abluzioni o lavabo dei monaci.Non abbiamo
mai visto prima d'ora una simile costruzione claustrale.Essa si trova di
fronte al refettorio
La
vasca ha sedici lobi da cui scorre l'acqua in un bacino inferiore, di diametro
maggiore.
La cupola del padiglione ha dei costoloni
che sono dissimulati da sei rami d'ogiva quadrati.La chiave di volta è
una pietra esagonale.
E'
questo un luogo 'magico':avvolti dal silenzio e dalla quiete,i monaci
potevano godere di attimi di rara intensità,esaltata dai raggi solari (e
se avessero potuto,anche lunari!) che rimbalzano sull'acqua,la fanno
luccicare prima di rifrangersi in essa.Qui tutto è un inno alla
Natura:gli spazi aperti,i giardini,il cielo,l'acqua,la terra,e il fuoco di
cui sono impregnate le pietre.


Veduta dalla terrazza del dormitorio dei monaci

Il dormitorio all'interno:qui si trovava la
stanza dell'abate e sotto ogni vetrata dormiva un monaco. Una piastrellatura
delimitava lo spazio del suo pagliericcio.
Le
arcate del chiostro sono a tutto sesto.Il timpano di ciascun capitello
presenta un oculo ed è l'unica 'sobrietà' che si è preso l'architetto,
poichè nessun capitello presenta sculture.L'attenzione è tutta
concentrata verso la luce e i giochi che essa proietta nel chiostro
.Fuori, solo cielo.Solo nelle gallerie nord e ovest si rinvengono
alcuni motivi simbolici.

Antico edificio dei conversi (parizlalmente
restaurato).Essi e i monaci erano due corpi separati e distinti
all'interno del monastero;dal 1978 l'edificio è a disposizione delle
Suore di Betlemme.


Interno:veduta dall'abside.L'acustica
della chiesa è perfetta:il suono resta vivo alcuni secondi prima di
svanire e permette al canto gregoriano di emanare tutta la sua forza
purissima. A seguire:alcuni scorci e particolari dell'interno, che è
molto sobrio, ferreamente in linea con la primitiva Regola di San Bernardo...
Il
lato nord della chiesa non ha aperture.Sia il lato ovest che est hanno due
oculi,da cui entra la luce del mattino(laudi)e del tramonto (vespri)

Accesso
alla Cantina,dove si producevano olio e vino,prodotti cardine per
l'economia del monastero.



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