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Le Tavolette Enigmatiche

                                     (di Marisa Uberti)

 

 Tavolette Enigmatiche è un termine ben calzante a questi misteriosissimi reperti che abbiamo potuto vedere presso il Museo Archeologico dell'Alto Mantovano di Cavriana, interessante borgo situato a una trentina di chilometri da Mantova. Il museo ha sede nella bella Villa Mirra, ai piedi della imponente Rocca medievale.

Cosa sono e quanti anni hanno?

Si tratta di piccoli manufatti dalla forma per lo più arrotondata, di dimensioni diverse, in massima parte di terracotta, ritrovate in contesti archeologici riferibili ad un periodo compreso tra il 2.100 a.C. e il 1.400 a.C. (Età del Bronzo Antico e Medio). Dunque antichissime, avendo circa quattromila anni. Essendo la pietra  indatabile, le datazioni proposte si riferiscono ai manufatti ritrovati nel medesimo contesto di scavo (datazione indiretta).  In tedesco tavolette iscritte di questa forma vengono appellate "brotlaibidole", che significa "idoli a forma di pagnotta".

 La loro particolarità è che presentano sulla superficie liscia, su un lato o su entrambe le facce, delle enigmatiche incisioni che nessun archeologo ha ancora decifrato. La tipologia dei graffiti è diversa; si passa dalla tavoletta recante 'generici' puntini disposti senza apparente ordine, ad esemplari più complessi sui quali entrambe le facce sono impresse e con non poche... sorprese. Ad esempio nel reperto mostrato in dettaglio in fig. 2, sul davanti si vedono una serie di righe orizzontali:

                                Fig. 2: la tavoletta vista davanti

la prima è intercalata a metà da piccoli segmenti verticali mentre le seguenti sono intercalate da piccoli cerchietti con un foro centrale (non tutti uguali). Sul retro (fig.3) invece presenta dei motivi di altro tenore: si distingue un elemento a tre cerchi concentrici e un marcato punto centrale (un sole?), da cui dipartono quattro segmenti verticali e paralleli; accanto, a sinistra, distinguiamo un motivo che già c'è nella faccia anteriore (segmento orizzontale intercalato da segmenti verticali); sotto questo elemento si trovano due graffiti rettangolari con barre orizzontali e quello che sembra un 'manico' nella parte sinistra (breve elemento che sporge e ci fa ironicamente venire in mente la forma delle nostre griglie per la cucina ai ferri!). Cosa siano questi elementi ancora si ignora.

Fig. 3. Lo specchio posteriore permette di apprezzare i 'disegni' sul retro della Tavoletta (cliccare sull'immagine per ingrandirla)

Fig.4: queste tre tavolette sono state trovate in località Bande di Cavriana

Un particolare tipo di Tavoletta esposta, presenta impresso un motivo a stampo, una coppella con corona circolare campita da punti che gli esperti hanno attestato essere identica a manufatti analoghi rinvenuti in area danubiana (in particolare quelli slovacchi di Nitrianskj-Hradock).

Fig.5:altre tavolette esposte nella vetrina del museo,che verrà presto riallestita

Abbiamo avuto la fortuna di poter ricevere alcune spiegazioni direttamente dal professor Adalberto Piccoli (che ringraziamo di cuore), direttore del museo archeologico dell'Alto Mantovano (da lui gestito insieme alla cortesissima consorte e ad altri valenti collaboratori), che è un grandissimo esperto delle tavolette, avendole studiate già a partire dai primi ritrovamenti, condotti personalmente nella zona diversi anni or sono (1976). Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, instancabile ricercatore e organizzatore, ci ha informato dell'esistenza di un progetto internazionale teso a delineare un quadro organico degli enigmatici manufatti, che prevede l'istituzione di un 'database' completo di tutte le tavolette censite fino ad oggi, le loro caratteristiche e il contesto del ritrovamento, le pubblicazioni che su di esse sono uscite nel corso del tempo e per la prima volta tutti gli archeologi che hanno seguito gli scavi e/o le hanno studiate, in Italia e all'estero, si riuniranno in un primo importante convegno, che si svolgerà nella sala conferenze del museo il prossimo mese di novembre. Pur essendo riservato solo agli specialisti del settore, che dovranno fare il 'punto' della situazione e discutere le ultimissime novità derivanti dalle analisi effettuate,  altri studiosi e/o appassionati potranno in seguito usufruire degli 'Atti del Convegno'che verranno resi pubblici e di una mostra itinerante prevista per l'autunno del 2009 o al massimo per il 2010.

Dove sono state trovate?

Solo cinque tavolette (su qualche centinaio finora scoperte) sono in pietra mentre tutte le altre in terracotta; questo lo si nota anche dal colore dei pochi esemplari esposti, che sono rossicci se di terracotta, e grigio-nero se di pietra, come l'esemplare della foto di apertura.

I luoghi in cui sono state fino ad oggi ritrovate appartengono ad un'ampia area geografica. In Italia (che vanta il maggior numero di manufatti del genere) sono 42 i siti archeologici che ne hanno restituite, al centro e al nord e le maggiori concentrazioni si sono avute proprio nel territorio mantovano. Il prof. Piccoli suppone che proprio qui il loro impiego sia nato e in seguito sviluppato (esportato) altrove.

                Fig.6. Distribuzione delle 'tavolette' in Europa fino ad oggi nota

Enigmatici segni o...cos'altro?

I manufatti in terracotta venivano incisi e poi cotti in maniera tale che ciò che riportavano fosse pressocchè indelebile. Perchè? Cosa riportavano di così importante da non dover mai scomparire dalla tavoletta?

Purtroppo i ricercatori pensano che difficilmente si potrà arrivare a dare una risposta sul 'contenuto' espresso dai graffiti incisi sulle misteriose tavolette. Un'ipotesi è che si potesse trattare di un embrionale sistema di comunicazione tra diverse comunità, non necessariamente appartenenti alla medesima sfera culturale, e forse legato alla metallurgia che a quell'epoca era la principale attività commerciale tra Italia e nord Europa. Ma non ci si spinge oltre, in quanto nessuno, di fatto, si può sbilanciare. Ciò che gli studiosi hanno appurato è che non ritrovandosi più tali manufatti in epoche posteriori, ad un certo punto il loro impiego decadde. Nel Bronzo Recente, infatti, l'asse degli scambi si spostò nel bacino del Mediterraneo dove si intensificarono i rapporti con il mondo egeo il quale usava un diverso sistema di segni.

Eppure per settecento anni 'qualcuno' utilizzò queste tavolette per veicolare 'qualcosa' da una zona all'altra di un ampio territorio europeo. Ma cosa sono realmente e a cosa dovevano servire?

Conteggi? Messaggi abbreviati ante -litteram? Simboli di identificazione e/o appartenenza? Una proto-scrittura? Oppure sono oggetti rituali e/o aventi valore talismanico? Alcune azzardate ipotesi propongono addirittura si potesse trattare di 'assegni' o 'cambiali'.

Nuove frontiere della scienza

Nuovi metodi di valutazione formale e statistica si sono affacciati nello studio di queste tavolette enigmatiche. Uno dei passi più importanti che è stato fatto è stato quello di esaminare secondo un metodo comparativo tutti gli esemplari ritrovati anche a grandi distanze tra loro con le stesse tecniche. Grazie alla collaborazione con la cattedra di Optoelettronica dell'Università di Brescia è stata applicata per la prima volta a queste tavolette una tecnica di scansione e misurazione tridimensionale che ha consentito un'analisi di corrispondenza morfologica di tutti gli esemplari. Si 'entra' cioè all'interno dei solchi incisi sulle tavolette, nei segreti delle loro linee, dei fori, scandagliando ciò che a occhio nudo e con normali tecniche visive sfuggirebbe. Tutti i dati raccolti vengono poi valutati con sistemi informatici computerizzati.

Appare fondamentale l'operazione tesa a conoscere lo sviluppo dei segni incisi e la loro sintassi, per capire se e come si siano evoluti nel corso del tempo e tra zone geografiche diverse anche migliaia di chilometri. Inoltre è importantissimo valutare comparativamente le tavolette enigmatiche con altri reperti 'simili'di provenienza geografica diversa (Italia meridionale, Balcani, Vicino Oriente, mondo Egeo) e con diversa cronologia.

Sono stati coinvolti membri del Dipartimento di Linguistica, Letteratura e Scienze dell'Università di Verona al fine di stabilire un approccio multi/inter-disciplinare alla ricerca in oggetto. L'intento è quello di fornire un quadro più chiaro possibile dei misteriosi reperti archeologici. Sono appunto questi studiosi che, tra gli altri, si riuniranno a convegno il prossimo novembre presso il museo archeologico di Cavriana.

Da pochi mesi è nato anche un sito internet legato al portale del museo (http://www.tavoletteenigmatiche.it/) che intende divulgare l'esistenza delle Tavolette e il relativo catalogo multimediale (appena verrà messo a punto); l'intento è anche di raccogliere informazioni da parte di privati o non specialisti poichè si ritiene che anche collezionisti privati possano essere in possesso di alcuni esemplari delle tavolette e in forma anonima potrebbero mandare notizie su di esse.

Per visite e/o ulteriori informazioni, si consiglia di visitare il sito ufficiale del museo archeologico dell'Alto Mantovano: http://www.museocavriana.it/

Due passi nel mistero seguirà nel possibile gli sviluppi di queste ricerche e cercherà di darne informazione a tutti gli interessati.

          

Sezioni correlate in questo sito:

Tavolette enigmatiche:un aggiornamento (novembre 2010)

Galleria fotografica di Cavriana (MN)

Antiche civiltà

Misteri italiani

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ottobre 2008