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    L'Abbazia di Novacella a Varna (BZ)

                                                (a cura di Marisa Uberti)

                                                       

 

A qualche chilometro da Bressanone, direzione Nord, sulla strada per Varna, è situato uno dei complessi abbaziali più importanti dell'Italia settentrionale e dell'Arco Alpino, un gioiello architettonico che desta stupore e meraviglia in chi abbia l'occasione di visitarlo.  I documenti lo attestano a partire dal XII secolo (1142) ad opera del vescovo di Bressanone Hartmann, aiutato finanziariamente dai coniugi Regineberto e Cristina, burgravi di Sabiona. Dato che era appunto un nuovo nucleo per l'Ordine, prese il nome di 'nova cella', ovvero Novacella.

Uno dei primi edifici che sorsero fu sicuramente la Cappella di San Michele, a pianta circolare (più esattamente ottagonale all'esterno), ma essa rimane in realtà al di fuori del complesso abbaziale. Esisteva dunque già in precedenza e venne inglobata successivamente? Secondo molti fu realizzata dai Templari sulla scia della Rotonda del Santo Sepolcro di Gerusalemme. E' noto che presso questa Cappella era attivo - nel medioevo- un ospizio per l'assistenza ai pellegrini e ai viandanti che transitavano per dirigersi verso i Luoghi Santi, funzione che si addice benissimo alla presenza dei Cavalieri del Tempio. Novacella è situata in posizione strategica, all'incrocio di due importanti vie di collegamento, molto frequentate in epoca medievale dai pellegrini. La direzione occidentale conduce al Passo del Brennero mentre a nord, la Val Pusteria si immette nella Valle dell' Isarco. Il paesaggio circostante è incantevole.

Passati i valichi alpini, l'abbazia doveva rappresentare un'oasi per il pellegrino e, al suo ritorno, una sosta ristoratrice prima di affrontare il rigore del clima dei passi montani. La Cappella di San Michele è nota in tedesco come Engelsburg, cioè Castello dell'Angelo, in quanto ricorderebbe la forma di Castel Sant'Angelo a Roma.

 

All'esterno è magnifica! Prima ad essere vista dal parcheggio delle auto, acquista sempre più interesse mano a mano ci si avvicina. Malgrado alcuni restauri posteriori, mantiene il fascino del romanico. Tra l'altro è inserita nel nostro censimento delle chiese circolari in Italia e siamo proprio lieti di averla potuta visitare personalmente. E' disposta su due ordini con una torre quadrata centrale, che costituisce una sorta di terzo ordine, tutti con merlatura, elemento tipico degli edifici fortificati e di difesa. Che possa essere stata un punto di avvistamento non è da escludere, vista anche la sua posizione più prossima alla porta di accesso. Presenta una torretta cilindrica anteriormente, su cui è collocata una statua dell'arcangelo Michele (sul cui petto campeggia una vistosa croce patente nera), con la bilancia, in atto di eseguire la psicostasia o pesatura dell'anima, retaggio di una tradizione egiziana che, sebbene rara, è presente nell'iconografia cristiana (l'abbiamo documentata su altre chiese). I lati della Cappella sono impreziositi da eleganti bifore con colonnine e capitelli lavorati. Superiormente si notano motivi trilobati e aperture/feritoie che farebbero ulteriormente pensare ad una funzione difensiva del monumento. Le aperture hanno forme singolari, come mostrano le foto. Qui, come in molti altri punti dell'abbazia, compare il Tau, simbolo proprio di Novacella.

L'interno mormora di passato: le volte a botte, i locali chiusi, le scale a spirale che salgono al secondo ordine regalano frammenti di un'architettura che sapeva parlare mediante la pietra, senza ausilio di artifici, mantenendo intatto il proprio mistero.

                                                          

Proseguendo nel percorso si incontra, sulla sinistra, il bell'edificio -cantina dell'Abbazia, dove vengono prodotti i pregiati vini di cui- si dice- si rifornisce anche il Santo Padre (il Vaticano). L'attività enologica risale a molto tempo fa e ancora oggi è un fiore all'occhiello di Novacella, che esercita anche l'attività di vendita dei vini stessi. Tuttavia, abbiamo appreso in loco che lo storico edificio è chiuso perchè probabilmente la Cantina verrà spostata in locali più idonei. Quasi di fronte un muro nasconde i Giardini con il vivaio dell'abbazia, visitabili solo con guida. Nel giardino storico si trovano due elementi architettonici molto interessanti: la voliera ed il “piscinum”.Vi crescono 75 erbe aromatiche, non solo varietà conosciute come: iberico, cardiaca o trigonella, ma anche erbe veramente esotiche come erba: limone, salvia melone, timo Giamaica o tabacco(1).

Oltrepassato un arco su cui corrono gli ambienti della grandiosa Biblioteca, progettata dall'arch. Giuseppe Sartori (che conta circa 70.000 volumi, oltre a codici miniati, manoscritti, etc.), si cambia epoca e lo si vede. La realizzazione è settecentesca, riccamente decorata di stucchi e arredata con mobili d'epoca. Nell'Abbazia si trova anche una pinacoteca, nella quale sono presenti le opere tirolesi su tavola più antiche. I Monaci seppero trasformare l'abbazia in una fucina di cultura e sapere scientifico ed artistico, alimentato dalle scuole conventuali. Novacella divenne un centro spirituale e culturale famoso in tutta Europa, specialmente per la sua scuola di miniatura (XIV-XV sec.). Una curiosità: in questa biblioteca si conserva il più piccolo manoscritto della terra.

Il medioevo, giunti in questo settore, è scomparso e al suo posto sono sorti edifici più recenti, barocchi e rococò, tra cui la Clausura e il Centro Congressi, i quali prospettano su un ampio cortile di forma quadrangolare, al centro del quale campeggia il cosiddetto Pozzo delle Meraviglie, scavato nel 1508 e destinato al rifornimento idrico dell'abbazia stessa. Si tratta di un delizioso pozzo di epoca rinascimentale conformato a tempietto ottagonale, che riporta nei timpani le 7 Meraviglie del Mondo Antico (Faro di Alessandria, Tempio di Artemide ad Efeso, la Torre di Babele/Giardini Pensili di Babilonia, le Piramidi d'Egitto, il Colosso di Rodi, il Tempio di Giove Olimpo, il Mausoleo di Alicarnasso) più un'ottava:l'abbazia di Novacella stessa, che è il primo dipinto che si vede entrando nel cortile! Si ritiene possa essere stato un gesto autocelebrativo. Certo è che tra di esse, non sfigura! I dipinti furono eseguiti da Nikolaus Schiel tra il 1669 e il 1673.

Otto colonne sorreggono la copertura a 'pagoda', mentre la vera da pozzo è divisa in due (una fungeva da lavatoio per probabili abluzioni); reca un Tau, simbolo dell'abbazia e una stella a sei punte entro quel che sembra un compasso.

                                                       

Il 'passaggio gotico' (con interessanti affreschi e lastre tombali), è un chiostro a tutti gli effetti che conduce, a destra, al Museo, dal quale si può accedere al Centro per l'Apostolato Biblico e alla cappella di San Vittore, interdetta al pubblico (forse visitabile con guida). A sinistra del passaggio gotico si arriva invece alla chiesa abbaziale, divenuta basilica dedicata a Santa Maria Assunta nel 1956. E' di origine più antica ma è stata rifatta nel XVIII secolo e si mostra oggi in una fantasmagorica forma barocca (dovuta a Giuseppe Delai), in cui predomina il colore rosa, sui marmi e sulle pitture, di raffinata eleganza. E' considerata un tipico esempio di arte barocca alpina e tirolese. Ma attenzione a ritenere che non vi siano simbologie degne di nota: cercando, si trova sicuramente, nascosto nell'ampollosità barocca, il simbolo puro e semplice.

                                   

Di fronte all'ingresso della basilica si trova un altro bell'edificio, il Convitto, di forma quadrangolare, che occupa una vasta fetta del complesso; più arretrata, è situata la casa del trovatore Oswald von Wolkenstein (perchè qui?), dove pare sia anche sepolto mentre, di lato a questa e di fronte alla basilica (lato destro, uscendo),  si trova l'antica Chiesa Parrocchiale. Il complesso, che oggi appartiene alla Congregazione Lateranense Austriaca dei Canonici Regolari di Sant'Agostino, mostra ancora dei residui di mura e torri (venne fortificata nel 1400 per difesa contro un eventuale attacco turco), una vera e propria cittadella fortificata che ha saputo mantenersi viva, integrando stili diversi ed epoche diverse, dando come risultante un luogo altamente suggestivo, armonico ed elegantemente misterioso.

                                                      

Note:

1)- http://www.kloster-neustift.it/allgemein/it/a_storia_it.htm (sito ufficiale dell'Abbazia)

Sezioni correlate in questo sito:

bullet Italia da conoscere
bullet Le chiese circolari in Italia (sec. XI-XV)
bulletBolzano
bullet Bressanone

 

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                                                                             Dicembre '09