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                    Tre Soli nel cielo di Bergamo e del suo Territorio

                                                                                     di

                                                                        Adriano Gaspani

                                          I.N.A.F. – Istituto Nazionale di Astrofisica

                                          Osservatorio Astronomico di Brera Milano

                                                                adriano.gaspani@brera.inaf.it

 

Esaminando i tre volumi  dell’opera “Effemeride sagro profana  di quanto memorabile e’ successo in Bergamo, sua diocese et territorio” redatta dal padre Donato Calvi, prelato agostiniano della congregazione della Lombardia ed edito in Milano nell’anno 1676, e’ possibile rilevare la cronaca di numerosi fenomeni astronomici che dall’antichità fino all’anno di redazione del testo furono visibili nel cielo di Bergamo e del territorio della sua diocesi.

  

                    

 Le fonti a cui il Calvi fa riferimento per collezionare e descrivere i fenomeni “memorabili” sono varie e consistono nei resoconti redatti in epoca precedente da altri autori a cui il padre Agostiniano aveva accesso.

La lista dei fenomeni rilevabili comprende un certo numero di eclissi di Sole e di Luna, passaggi di comete visibili ad occhio nudo, a cui viene assegnato il significato infausto che era consueto della mentalità popolare,  e non solo, sia nel Medioevo che nel Rinascimento.

Uno dei fenomeni più singolari che il Calvi riporta nella sua “Effemeride” sotto la sezione  “Prodigi di Natura, Mostri, Presagi”  e’ la pretesa osservazione di tre soli contemporaneamente visibili nel cielo.

Chiunque sa perfettamente che nel cielo può brillare uno ed un solo Sole poiché e’ l’unica stella presente nel Sistema Solare ed intorno alla quale la nostra Terra compie una rivoluzione durante un anno, che gli astronomi chiamano “anomalistico”, lungo 365. 25964134 giorni solari medi.

Durante questo lasso di tempo la Terra ritorna due volte al Perielio, cioè il punto più vicino al Sole, dopo aver compiuto un’orbita completa.

Ogni giorno poi, a causa della rotazione della Terra sul proprio asse, il Sole sorge ad oriente, attraversa gradualmente il cielo impiegando un lasso di tempo che dipende dalla stagione in corso, e poi tramonta ad occidente.

Agli equinozi il Sole attraversa la Sfera Celeste in 12 ore, ma alla latitudine di Bergamo (45° 42’), al solstizio d’inverno il tempo impiegato si riduce fino a circa 9 ore, mentre al solstizio d’estate, l’astro passa dalla levata al tramonto in circa 15 ore.

I punti dell’orizzonte in cui il Sole sorge e tramonta si spostano ciclicamente durante il corso delle stagioni, in modo tale che al solstizio d’estate essi raggiungono il massimo spostamento a nord della linea equinoziale mentre al solstizio d’inverno raggiungono la massima digressione a sud di essa[1].

Tornando a quanto riportato nell’Effemeride del Calvi, scorrendo i tre volumi, si rilevano ben 9 citazioni di questo strano ed inusuale fenomeno.

Ora prenderemo in esame le citazioni, rimandando l’analisi di ciascuna a dopo aver descritto la teoria inerente ai fenomeni osservati.

La prima citazione di riferisce al 1 Ottobre 1156 e recita: “ Per tre hore si viddero trè cerchi intorno al Sole i quali, suaniti parve si formassero trè Soli” (fig.1).

La notizia che il Calvi riporta e’ desunta dal Hoggidi’ del Lancellotti.

Analizzando questa citazione si evince che inizialmente il Sole fu visibile

circondato da tre aloni di luce i quali si evolsero lasciando visibili 3 Soli (di cui quello in mezzo era quello vero).

 

             

                     Fig. 1 – Citazione relativa allo 1 ottobre  dell’anno 1156

 

Questa e’ la citazione più antica contenuta nell’Effemeride.

Quella cronologicamente successiva si riferisce al 5 Settembre 1173 e ci racconta che: “Nel calar del giorno comparvero in Cielo a vista de tutti, tre fiammeggianti Soli, due dei quali dopò due hore smarirno, & il terzo ci lasciò per qualche tempo dopò gl’altri vedere poi tramontò” (Fig.2).

 

 

               

                      Fig.2 – Citazione relativa al 5 Settembe dell’anno 1173

In questo caso la descrizione e’ più dettagliata e si può evincere che il fenomeno avvenne un po’ di tempo prima del tramonto del 5 Settembre e che i due soli in più sparirono dopo essere rimasti visibili per ben 2 ore.

In questo caso il fenomeno straordinario fu visibile nel settore occidentale della Sfera Celeste.

La citazione cronologicamente successiva e’ datata 14 Febbraio 1300 e ci informa che: “… Italia tutta, & il giorno seguente [15 Febbraio], comparvero trè soli in mezzo à trè cerchi, che pareuano trè Iridi.”, poi il testo continua con “…Atro e religioso giorno che solo disgrazie, & infortunij presagiua à chi oprasse alcuna cosa d’importanza” (fig. 3).

La notizia e’ desunta dal Hoggidi’ del Lancellotti.

In questo caso oltre allo stupore provocato dall’insolita presenza dei tre soli nel cielo, abbiamo anche la presenza di tre cerchi il cui colore e’ simile a quello dell’arcobaleno e poi il ritenere che l’insolito fenomeno fosse presagio di sventura: abbiamo qui due informazioni, la prima relativa ai tre cerchi colorati e’ importante dal punto di vista astronomico, mentre la seconda lo e’ dal punto di vista etnografico.

 

          

                    Fig. 3 – Citazione relativa al 15 Febbraio 1300

 

La citazione successiva si riferisce all’anno 1512, e precisamente il 25 Gennaio.

In questo caso il testo e’ stringato e recita: “In su la sera si viddero nell’aria tre soli verso l’occidente , con meraviglia d’ogn’vno” (fig.4).

Pur nella sua stringatezza abbiamo alcune notizie astronomicamente importanti: il fenomeno fu visibile verso occidente, quindi avvenne poco prima del tramonto del Sole, verso sera. Qui non sono citati anelli colorati o altri fenomeni addizionali.

 

                     

            

                  Fig. 4 – Citazione relativa al 25 Gennaio dell’anno 1512

 

Passiamo ora alla citazione cronologicamente successiva la quale si riferisce al

8 Giugno 1528.

Nell’Hora del meriggio si vidde intorno al Corpo Solare quell’esalatione splendente, che Area s’addimanda. Era a somiglianza d’vn Iride luminosa, & chiara, che tutto il Sole circondando formava il piu’ uago spettacolo mai vedesse occhio mortale. Lo notò anco il Cardano nel suo libro [] & la nostra patria ne godè per bon spatio d’hora le vaghezze” (fig.5).

 

                     

                  

                     Fig. 5 – Citazione relativa allo 8 Giugno dell’anno 1528

 

Esaminiamo il testo: in questo caso, il fenomeno si verificò intorno al mezzodì e quindi apparve in direzione sud, con il Sole posto in prossimità della sua culminazione; si vide un alone (circolare) molto evidente tutto intorno all’astro, ma nessuna traccia dei due Soli in più.

Il fenomeno citato qui e’ un po’ diverso, ma riconducibile, come vedremo piu’ altre alla stessa identica teoria.

Interessante la denominazione di “Area” [Aria?] con cui l’alone solare sembra essere

noto all’epoca in cui il Calvi redigeva la sua Effemeride.

Prendiamo ora in esame la successiva citazione, la quale ci conduce all’anno 1556, ma quella data si riferisce al transito di una cometa, essa in realta’ ci informa che tre anni dopo nel 1559 furono osservati in cielo i tre Soli.

“…ma di tre Soli che in specie l’anno 1559. furno distintamente osservati; certi presagi di funeste sciagure,…”, segue la lista dei personaggi di rilievo che in quell’anno o in quegli anni morirono (fig.6) : un’ecatombe....

Anche in questo caso il fenomeno dei tre Soli e’ presagio di grande sventura soprattutto in concomitanza con il passaggio di una o piu’ comete e

le illustri morti riportate dal Calvi ne sarebbero una prova.

 

                 

                            Fig. 6 – Citazione relativa all’anno 1559

La successiva citazione estratta dall’Effemeride di riferisce a 29 Aprile 1573 dove e’ rilevato che: “Essendo sereno il cielo dall’hora duodecima, fino a mezzo giorno, comparve molto pallido e smorto il Sole, con un vago cerchio intorno a forma di gratiosa Iride di trè varietà di colori fregiato. Impressione insolita, & maravigliosa piu’ tosto creduta portentosa, che naturale.” (fig. 7).

Qui ci viene detto che intorno al Sole, in quella mattina, si vide un alone colorato; nessuna traccia però dei due compagni del Sole.

 

         

                Fig. 7 – Citazione relativa al 29 Aprile dell’anno 1573

 

Siamo ora all’estesa quanto curiosa citazione del 18 Agosto 1602, la quale ci informa che una triplice stella, cioè tre Soli, comparvero a mezzogiorno sopra il dipinto della Vergine affrescato sul muro nella chiesa di Borgo Santa Caterina a Bergamo.

Il miracolo  fece si che la tela, dipinta dal pittore  G. Giacomo Anselmi nel 1597, ormai deteriorata di restaurasse miracolosamente senza intervento umano e  moltissimi inspiritati fossero risanati (fig. 8).

 

           

           

                    Fig. 8 – Citazione relativa al 18 Agosto dell’anno 1602

 

La successiva ed ultima citazione reperibile nell’Effemeride si riferisce al 20 Marzo 1629: “ Dopo il mezzo giorno dalle 19. fino alle vent’vn hora trè lucidissimi soli si viddero in aria, che non sol nella nostra patria, ma quasi per tutta l’Italia furno generalmente ammirati” (fig. 9).

            

                    Fig. 9 – Citazione relativa al 20 Marzo dell’anno 1629

 

Anche in questo caso il fenomeno fu osservato di pomeriggio per un paio d’ore, un po’ di tempo prima del tramonto del Sole.

In questo caso però esiste un’incongruenza rappresentata dall’affermazione che il fenomeno fosse stato visto per quasi tutta l’Italia.

Vedremo in seguito perché ciò non poteva essere possibile.

A questo punto dobbiamo tirare le somme di quanto riportato dal Donato Calvi e cercare una spiegazione scientificamente fondata di questa serie di fenomeni, sviluppare la necessaria teoria e discutere criticamente le osservazioni  che il Padre Donato Calvi riporta nella sua Effemeride.

Osserviamo subito una cosa importante e cioè che la visione dei “tre Soli” avviene tendenzialmente nei mesi invernali oppure in autunno ed in primavera, mai in estate.

Ricordiamo infatti le date indicate nell’Effemeride: 1 Ottobre 1156, 5 Settembre 1173, 15 Febbraio 1300, 25 Gennaio 1512 , 8 Giugno 1528, 5 Marzo 1556, 29 Aprile 1573, 18 Agosto 1602, 20 Marzo 1629.

L’altra caratteristica e’ che mediamente i “tre Soli” appaiono durante il pomeriggio prima del tramonto del Sole, oppure di prima mattina.

Le osservazioni che troviamo riportate dal Donato Calvi, e desunte da varie fonti precedenti,  non sono immaginarie, ma corrispondono ad una serie di fenomeni pertinenti all’ottica atmosferica noti con il termine tecnico di “Fotometeore” che in particolari condizioni si possono realmente verificare e quindi essere sperimentalmente osservati.

La definizione di “Fotometeora”, contenuta nel International Cloud Atlas, e’ “un fenomeno luminoso prodotto da riflessione, rifrazione, diffrazione o interferenza della luce solare o lunare”.

Quindi effettivamente il cielo poteva mostrare la fittizia presenza di “tre Soli”, posti uno accanto all’altro, ma solo quello centrale era il Sole vero, gli altri, quelli laterali, altro non erano che immagini spurie di esso.

 

 

                  Fig. 10  -  Apparizione dei “tre Soli” all’alba di un freddo giorno d’inverno.

 

Allo stesso modo sia il Sole che la Luna possono apparire alla vista circondati da uno o più aloni circolari bianchi  brillanti o colorati con i colori dell’arcobaleno e generare le immagini laterali spurie.

Questo tipo di fenomeni obbedisce a leggi fisiche ben precise, seppur molto complesse, e quindi anche se la matematica che le descrive e’ molto complicata, è possibile eseguire appropriate simulazioni numeriche mediante tecniche cosiddette di “Ray Tracing” riuscendo a riprodurre molto bene l’aspetto osservabile del fenomeno.

Il gruppo di fenomeni che vanno sotto il nome di Fotometeore appaiono come anelli, archi, colonne e le macchie luminose che si osservano nel cielo in seguito alla rifrazione e alla riflessione della luce solare e lunare da parte di minuscoli cristalli di ghiaccio sospesi nelle nuvole poste a  grande quota nell’atmosfera, generalmente tra i 5 e i 14 Km, nelle regioni temperate, mentre nelle regioni polari la quota si riduce a circa 3-8 Km e nelle regioni tropicali essa raggiunge i 6-18 Km.

Le fotometeore  sono generalmente visibili soprattutto in inverno appunto perché e’ richiesta la presenza dei  minuscoli cristalli di ghiaccio nelle nubi.

Questo implica che tendenzialmente la loro visibilità possa verificarsi solamente quando la temperatura e’ sufficientemente bassa e quindi quasi esclusivamente nei mesi invernali.

 

 

Fig. 11 - Geometria delle Fotometeore: O : osservatore; S : Sole posto al centro dell’alone principale (il Piccolo Alone) di 22° di raggio e del Grande Alone di 46° di raggio; b : pareli posti a circa 22° uno per parte dal Sole; c : arco circumzenitale tangente al Grande Alone; d : Archi Tangenti superiore ed inferiore; f : Colonna luminosa e croce; g : Cerchio Parelico; h : Archi Tangenti Infralaterali; i : pareli a 120° dal Sole: k : pareli a 46° circa dal Sole; l : pareli di 90° dal Sole; m : Antelio. Le linee tratteggiate mostrano le configurazioni che appaiono eccezionalmente. Nel diagramma l’osservatore, posto in O, guarda il Sole che tramonta ad Ovest.

 

La presenza delle Fotometeore durante mesi di inizio autunno, come Settembre e Ottobre, oppure primaverili come Marzo e Aprile indica che quell’annata o quella serie di annate furono particolarmente fredde.

Gli aloni possono presentarsi attorno al Sole o alla Luna sia singolarmente sia in serie e la loro disposizione geometrica intorno ai due astri è regolata da ben precise leggi fisiche, tanto che la loro ampiezza angolare rispetto al Sole o alla Luna, che ne costituiscono il centro, può assumere solamente alcuni valori  numerici ben determinati.

L’alone di dimensioni angolari più ridotte e’ il cosiddetto “piccolo alone”, il quale si estende come un cerchio luminoso caratterizzato da un’ampiezza angolare pari a 22° dal Sole o dalla Luna in ogni direzione.

Questo avviene poiché l’angolo di 22° e’ il minimo angolo di deviazione per un raggio di luce che viene rifratto passando attraverso un prisma di ghiaccio con le facce inclinate di 60°; questo alone viene quindi a formarsi quando la simmetria dei cristalli di ghiaccio si avvicina a quella dei prismi a sezione esagonale. L’alone da 22° e’ quello osservato con maggior frequenza.

Talvolta vengono osservati anche due archi tangenti all’alone da 22° sia nel punto più alto sulla sfera celeste sia nel suo punto più basso, essi sono detti, appunto, “Archi Tangenti”.

I punti di tangenza devono giacere sul cerchio verticale astronomico passante per il Sole.

L’arco tangente superiore in genere appare più frequentemente rispetto all’arco tangente inferiore ed entrambi possono ridursi a due semplici macchie luminose poste nei punti di tangenza, se l’altezza angolare apparente del Sole e’ elevata.

A seconda dell’altezza apparente del Sole sulla sfera celeste gli archi tangenti possono mostrare la loro concavità verso il Sole oppure dalla parte opposta, generalmente se l’altezza apparente dell’astro e’ bassa, tra 1° e 20° rispetto all’orizzonte astronomico locale, allora la concavità e’ orientata in direzione opposta al Sole, se invece l’altezza apparente del Sole e ‘ maggiore allora la concavità degli archi tangenti e’ orientata verso di esso.

Più raramente , quando l’altezza apparente del Sole raggiunge i 40 °, gli archi tangenti possono chiudersi intorno al Sole formando un anello ellittico brillante.

Esiste poi l’alone ampio 46°, detto “Grande Alone” il quale e’ meno luminoso e appare solo occasionalmente e a causa della sua grande ampiezza, difficilmente e’ visibile in tutta la sua estensione.

Il Grande Alone, per formarsi, richiede che i cristalli di ghiaccio siano assimilabili a prismi a sezione quadrata o rettangolare le cui facce siano ortogonali tra loro.

 

 

Fig. 12 - Simulazione mediante Ray-Tracing (30 milioni di raggi) della Fotometeora corrispondente ad un altezza apparente del Sole pari ad 1° rispetto all’orizzonte astronomico locale. La configurazione si riferisce quindi all’alba o al tramonto (6 minuti circa dopo l’alba o prima del tramonto); ai lati del Sole appaiono i due pareli i quali giacciono sul cerchio parelico, che a causa della ridotta altezza del Sole, si dispone parallelamente alla linea dell’orizzonte astronomico locale. La ridotta altezza solare permette alle “colonne solari” di apparire in modo molto evidente e brillante. Sotto la colonna solare inferiore si intravede il cosiddetto “sottosole”.

 

Abbiamo poi il cosiddetto “Cerchio Parelico”, il quale e’ un anello bianco brillante che passando per il Sole si estende tutto intorno parallelamente all’orizzonte astronomico locale.

Il cerchio parelico interseca il piccolo alone (ampio 22° per parte) ed in prossimità delle intersezioni appaiono i “Pareli” i quali sono le immagini spurie del Sole e che sono i due “soli” che insieme a quello vero compongono i misteriosi “tre soli” che le fonti storiche ci tramandano con stupore e talvolta con grande preoccupazione se non addirittura con terrore.

 

 

Fig. 13 - Simulazione mediante Ray-Tracing (30 milioni di raggi)  della Fotometeora corrispondente ad un altezza apparente del Sole pari ad 10° rispetto all’orizzonte astronomico locale. La configurazione si riferisce quindi a 56 minuti dopo l’alba o prima del tramonto; ai lati del Sole appaiono i due pareli i quali sono elevati di 2°,5 rispetto all’altezza del Sole e giacciono a 22° per parte lungo il cerchio parelico. A causa della ridotta altezza del Sole rispetto all’orizzonte la “colonna solare” e’ ancora ancora ben visibile, come lo è anche il Sottosole. La maggior altezza apparente del Sole fa si che l’arco tangente supriore si allarghi.

 

I pareli appaiono uno a destra ed uno a sinistra del Sole ad un angolazione un poco superiore ai 22° gradi rispetto al centro del disco solare e ad un’altezza angolare apparente un poco maggiore rispetto a quella del Sole.

La variazione della differenza di altezza tra i pareli ed il Sole aumenta con l’aumentare dell’altezza apparente dell’astro tanto che e’ nulla quando esso e’ posto sull’orizzonte astronomico locale e raggiunge i 14° quando l’altezza del Sole e’ pari a 55°.

Se il Sole e’ più alto di 60° 45’ non e’ più possibile la formazione dei pareli.

La teoria prevede anche la possibilità che si formino anche altri due pareli ad una distanza angolare di 120° a destra ed a sinistra del Sole e questi vanno sotto il nome di “Paranteli”.

Effettivamente talvolta, in particolari condizioni, essi appaiono alla vista e allora le fonti storiche parlando addirittura di “5 soli visti in cielo”.

Addirittura e’ possibile la formazione di un’antisole posto esattamente sulla sfera celeste nella posizione opposta al Sole e simmetrica rispetto all’osservatore: in questo caso si parla di “Antelio”.

 

 

Fig. 14 - Simulazione mediante Ray-Tracing (30 milioni di raggi)  della Fotometeora corrispondente ad un altezza apparente del Sole pari ad 20° rispetto all’orizzonte astronomico locale. La configurazione si riferisce quindi a 1 ora e 53  minuti dopo l’alba o prima del tramonto; ai lati del Sole appaiono i due pareli i quali sono elevati di 5° rispetto all’altezza del Sole. Sono ben visibili l’arco tangente superiore ed il cerchio parelico, su cui giacciono i due finti Soli.

 

Nel caso sia la Luna a mostrare questi fenomeni nottetempo allora la terminologia prevede i Paraseleni, i Parantiseleni e gli Antiseleni, rispettivamente.

La teoria prevede anche l’esistenza di un alone ampio 90°, noto come Alone di Hevelius, che appare molto raramente e può essere osservato solo se il Sole si trova allo Zenit locale, cioè sulla verticale dell’osservatore.

Talvolta, sebbene molto raramente possono essere visti anche i cosiddetti “archi circumzenitali” i quali sono archi paralleli all’orizzonte astronomico locale che mostrano una colorazione rossa all’esterno e violetta all’interno.

L’arco circumzenitale superiore appare in prossimità dello Zenit quando l’altezza del Sole e’ inferiore a 32°, mentre il circumzenitale inferiore appare quando l’altezza del Sole e’ superiore a 58° rispetto all’orizzonte astronomico locale.

L’arco circumzenitale superiore tocca il grande alone (quello di raggio pari a 46°) qualora il Sole abbia un’altezza angolare apparente pari a 22°, mentre se l’astro e’ ad un’altezza pari a 68° allora sarà l’arco circumzenitale inferire ad essere tangente al grande alone.

 

 

Fig. 15 - Simulazione mediante Ray-Tracing (30 milioni di raggi)  della Fotometeora corrispondente ad un altezza apparente del Sole pari ad 30° rispetto all’orizzonte astronomico locale. La configurazione si riferisce quindi a 2 ore 49 minuti dopo l’alba o prima del tramonto; ai lati del Sole appaiono i due pareli i quali sono elevati di 7°,5 circa rispetto all’altezza del Sole. Sono  ben visibili l’arco tangente inferiore ed il cerchio parelico.

Qualora l’altezza del Sole, che e’ continuamente variabile nell’arco della giornata si discosti da 22° e 68°, allora gli archi circumzenitali perderanno la loro tangenza con il grande alone e si allontaneranno proporzionalmente alla differenza tra l’altezza apparente dell’astro diurno e i valori critici.

Gli archi circumzenitali possono divenire visibili anche quando i Grande Alone non lo e’.

 

 

Fig. 16 - Simulazione mediante Ray-Tracing (in questo caso la simulazione e’ stata spinta fino a 100 milioni di raggi)  della Fotometeora corrispondente ad un altezza apparente del Sole pari ad 40° rispetto all’orizzonte astronomico locale. La configurazione si riferisce quindi a 3 ore e 46 minuti  dopo l’alba o prima del tramonto; ai lati del Sole appaiono i due pareli i quali sono molto piu’ luminosi ed estesi dell’astro, elevati di 10° circa rispetto all’altezza del Sole. Sono ben visibile l’arco tangente superiore il cerchio parelico e altre strutture che possono diventare visibili in casi meno frequenti.

In questa simulazione appare visibile anche il “grande alone” ampio 46° per parte rispetto al Sole.

Le colonne solari possono divenire visibili soprattutto quando il Sole e’ basso sull’orizzonte astronomico locale, quindi all’alba e al tramonto e frequentemente si estendono, partendo dal Sole per circa 20° sopra e sotto di esso.

Quando il Sole e’ al tramonto allora la colonna solare assume un colore marcatamente rosso, ma generalmente essa e’ di colore bianco, talvolta macchiettato. Quando il Sole e’ alto nel cielo allora la Colonna Solare può apparire sia sopra che sotto l’astro con un colore bianco non molto brillante.

Talvolta le colonne solari appaiono insieme ai pareli e al cerchio parelico , in questo caso i fenomeno e’ molto spettacolare e l’aspetto e’ quello di una croce luminosa nel cielo; se anche il piccolo alone e’ visibile allora l’aspetto e’ quello di una spettacolare croce luminosa inscritta in un cerchio altrettanto brillante.

 

 

Fig. 17 - Simulazione mediante Ray-Tracing (30 milioni di raggi)  della Fotometeora corrispondente ad un altezza apparente del Sole pari ad 50° rispetto all’orizzonte astronomico locale. La configurazione si riferisce quindi a svariate ore dopo l’alba o prima del tramonto a seconda della latitudine del luogo; ai lati del Sole non appaiono più i due pareli in quanto l’altezza dell’astro inizia ad essere troppo elevata. Rimane ora però ben visibile il “piccolo alone” ampio 22° ed il cerchio parelico.

 Rimane ora da considerare il cosiddetto “Sottosole” che appare visibile a causa della riflessione (e non rifrazione, in questo caso) della luce solare da parte dei cristalli di ghiaccio presenti nelle nubi alte.

L’aspetto e’ quello di una macchia bianca molto brillante che appare verticalmente sotto il Sole.

Il sottosole può essere osservato solamente da una posizione elevata quale la cima di una montagna o da un aereo.

Nonostante questi fenomeni siano stati molto frequentemente osservati ed anche rappresentati sui petroglifi prodotti dalle antiche culture, come avvenne nel caso dei Camuni, la prima osservazione eseguita con criterio scientifico e' dovuta all’astronomo tedesco Johannes Hevelius il quale ne osservò uno il 10 aprile 1682 ipotizzandone correttamente l’origine.

Questi fenomeni sono stati da allora correttamente attribuiti alla riflessione

e alla rifrazione della luce del Sole da parte di minuscoli cristalli di ghiaccio

sospesi nell'aria.

Un altro particolare tipo di alone e’ la “Corona” che può apparire intorno al Sole oppure alla Luna quando il cielo e’ pressoché nuvoloso e gli astri si trovano ad una consistente altezza apparente rispetto all’orizzonte astronomico locale.

 

               

                      Fig. 18 – Rara immagine della Corona Lunare

 

In questo caso però la causa fisica e’ la rifrazione e la riflessione dei raggi luminosi attraverso minuscole goccioline d’acqua sospese nelle nuvole più basse, invece che attraverso cristalli di ghiaccio.

Il più delle volte, aloni e corone sono praticamente incolori oppure biancastri, talvolta però, sia gli uni che le altre possono essere molto colorati,

(soprattutto quelli che si formano circondando il Sole), mostrando i colori dell’arcobaleno e questo avviene poiché e’ la luce solare ad essere rifratta e scomposta nelle sue componenti fondamentali dai minuscoli cristalli di ghiaccio che agiscono come se fossero minuscoli prismi rifrangenti.

Il grado di colorazione degli aloni sembra dipendere dalla loro dimensione angolare nel senso che gli aloni piccoli possono essere color rosso vivo all'interno, e sfumare all'esterno in un bianco azzurrino, mentre gli  aloni di maggiori dimensioni appaiono generalmente completamente bianchi,  oppure presentano i colori dell’iride, ma invertiti, cioè con l'azzurro  posto all'interno ed il rosso all’esterno.

Anche le corone appaiono talvolta colorate poiché le goccioline d’acqua riflettono e rifrangono la luce solare sulla base delle stesse leggi fisiche, quelle proprie del fenomeno della rifrazione, che regolano la formazione degli aloni: generalmente esse sono colorate di blu nella loro parte interna.

L’aureola invece e’  un tipo di corona poco sviluppata, i cui colori vanno dal bianco azzurrino nella sua parte più interna al marrone del cerchio più esterno. Gli anelli, siano essi aloni o corone o aureole, che appaiono attorno al Sole sono di solito meno visibili di quelli che appaiono intorno alla Luna, perché lo splendore del Sole tende ad offuscarli.

Questi splendidi spettacoli si possono osservare soprattutto d'inverno,

durante le albe gelide e i freddi tramonti;  sono quindi fenomeni comuni solo a latitudini relativamente elevate dove i cristalli di ghiaccio possono rimanere sospesi nelle nubi per lungo tempo, durante annate particolarmente fredde, però, possono verificarsi anche a latitudini più basse, come l’Effemeride del Donato Calvi ci testimonia, nel caso del territorio bergamasco che mediamente e’ posto a 45,7 di latitudine nord.

 

 

                                   Fig. 19  -  I “Tre Soli” all’alba di un giorno invernale

 

Nel momento in cui si registrano storicamente apparizioni di “tre Soli” in mesi che non sono propriamente invernali, come il Calvi ci tramanda per gli anni 1173, in Settembre, e nel 1156 in Ottobre, possiamo ipotizzare che quegli anni debbano essere stati particolarmente freddi rispetto alla media degli andamenti stagionali per Bergamo ed il suo territorio.

Eseguiamo ora un’analisi critica delle registrazioni del Calvi nella sua “Effemeride” sulla base della teoria descritta poc’anzi.

Il fenomeno del 1 Ottobre 1156 e’ facile da interpretare poiché inizialmente intorno al Sole si osservarono solamente tre anelli luminosi, quindi sulla base delle simulazioni riportate nelle figure precedenti  e del calcolo astronomico e’ facile stabilire che fossero le 14:30 (ora locale) e l’altezza dell’astro fosse intorno ai 30° rispetto all’orizzonte astronomico locale: in questo caso erano visibili il piccolo alone (22°) ed il grande alone (46°) e probabilmente un altro circolo tra quelli secondari.

Con il trascorrere del tempo, il fenomeno rimase visibile per le 3 ore successive, fino alle 17:30, dopo le quali si formano i due pareli e quindi apparvero i “tre Soli” che rimasero visibili fino a poco prima delle 18 quando il Sole tramontò.

La graduale diminuzione dell’altezza apparente dell’astro favorì la progressiva comparsa dei due pareli i quali divennero sempre più evidenti in modo tale che venne quindi registrato l’apparire dei “tre Soli”, poco prima del tramonto.

Anche la seconda citazione, quella che si riferisce al 5 Settembre 1173, e’ abbastanza facile da interpretare.

Siamo nel tardo pomeriggio (“nel calar del giorno…”) e i due pareli  sono ben visibili da circa 3 ore prima del tramonto e per circa 2 ore.

In quel giorno il calcolo astronomico ci informa che il Sole tramontò alle ore 18:41 circa, quindi l’inizio della visione dei pareli fu intorno alle 15:41 ora locale e terminò intorno alle ore 17:41 circa.

All’inizio del fenomeno l’altezza apparente del Sole rispetto all’orizzonte astronomico locale era prossima ai 30° ed il suo azimut era 242° 30’; durante le due successive ore di visibilità dei “tre Soli”, l’astro discese fino ad un’altezza apparente pari a 9° 45’ spostandosi verso ovest raggiungendo un azimut astronomico  pari a 266° 10’ circa. Dopo circa 1 ora il Sole tramontò.

Occupiamoci ora del fenomeno osservato il 15 Febbraio 1300.

In questo caso la citazione prima di descrivere l’apparizione dei “tre Soli”  descrisse anche una “gran croce apparsa nella Luna” la sera precedente: si tratta di due fenomeni riconducibili alla stessa teoria delle Fotometeore.

In questo caso i pareli apparvero probabilmente alla mattina quando l’altezza apparente del Sole era dell’ordine dei 15°, quindi poco prima delle 9 antimeridiane e probabilmente oltre ai pareli furono visibili anche la parte del grande alone (46°) che rimaneva sopra l’orizzonte naturale locale e del piccolo alone (22°) e forse qualche altro circolo secondario solitamente meno visibile. La Luna, la notte precedente sorse alle 3:36 ora locale ad un azimut pari a 135 gradi circa essendo il 1300 un anno di lunistizio e quel giorno la declinazione lunare era molto bassa: circa -29°.

La levata della Luna poche ore prima del Sole e più o meno nella stessa regione del cielo interessata dalla successiva levata del Sole, fece si che la luce dei due astri attraversasse più o meno le stesse masse nuvolose poste in alta quota: per questo apparvero fenomeni fotometeorici simili interessanti entrambi gli astri.

Prendiamo ora in esame la citazione del 25 Gennaio 1512, la quale e’ decisamente generica, ma ci racconta che non molto tempo prima del tramonto del Sole apparvero i due pareli. In questo caso potremmo stimare l’altezza apparente del Sole intorno ai 15°, quindi da un paio d’ore prima del tramonto del Sole che avvenne intorno alle 17:30.

Il fenomeno descritto nel caso del 8 Giugno 1528, a mezzodì, con grande probabilità  si riferisce ad una semplice “corona” intorno al Sole, il quale raggiunse un’altezza pari a 68° circa, determinata dalla presenza di nuvole in cui erano sospese minuscole goccioline d’acqua che riflettevano la luce solare.

A Giugno faceva troppo caldo perché si potessero generare i pareli e a mezzogiorno l’altezza del Sole era troppo elevata per permettere la loro formazione.

La citazione che si riferisce all’apparizione di “tre Soli” durante l’anno 1559 e’ troppo generica per permettere un’analisi dettagliata.

Prendiamo ora in esame la citazione che si riferisce al 29 Aprile 1573, in cui si afferma che all’ora duodecima il Sole comparve “smorto” circondato da un cerchio colorato con i colori dell’iride.

La misura delle ore in uso a quel tempo a Bergamo era “ab occasu” e si trattava dell’Ora Italica Comune la quale misurava lo scorrere delle 24 ore dal tramonto del Sole fino al tramonto successivo; l’ora duodecima corrisponde quindi al sorgere del Sole, che in quel giorno avvenne alle ore 5:00 ora locale. L’astro sorse già cerchiato dalla “corona”. L’affermazione che i Sole sorse “smorto” testimonia la presenza delle nubi che determinarono, con la riflessione della luce solare da parte delle minuscole goccioline d’acqua in esse sospese, l’apparizione della corona colorata con i colori dell’iride.

Occupiamoci ora della citazione che si riferisce al 20 Marzo 1629 la quale asserisce che i pareli furono visibili per 2 ore dalla XIX ora alla XXI-esima.

Sempre secondo la misura delle ore “ab occasu” si rileva che la XIX ore si referisce a 5 ore prima del tramonto del Sole, quindi intorno alle ore 13:30 poiché quel giorno il Sole tramontò alle 18:36 circa (ora locale).

L’altezza apparente topocentrica del Sole a quell’ora era  pari a 42° 20’ circa ed il suo azimut era pari a 202° 30’ circa e i pareli furono molto ben visibili per due ore fino alle 15:30 circa, quando il Sole scese ad un’altezza apparente pari a circa 29° gradi, spostandosi verso ovest e raggiungendo un azimut pari a circa 236°.

Da questo punto di vista invece l’apparizione dei “tre Soli” durante il mese di Agosto 1602 lascia decisamente perplessi, ma forse in questo caso e’ prevalsa la necessità di associare il fenomeno alla festa della Madonna di Borgo Santa Caterina a Bergamo, più che la registrazione oggettiva dell’effettiva data di visibilità dei pareli i quali, con grande probabilità furono visibili svariati mesi prima. La devozione popolare fece il resto.

 Nota:

[1]  La linea Equinoziale e’ la congiungente i punti cardinali Est ed Ovest, passando per la posizione occupata

dall’osservatore.

 

Bibliografia:

 Calvi Donato, 1686, “EFFEMERIDE SAGRO PROFANA DI QVANTO DI MEMORABILE SIA SUCCESSO IN BERGAMO SVA DIOCESE ET TERRITORIO”, Vol. 1, 2, 3, Ristampa anastatica del 1974, Arnaldo Forni Editore, Sala Bolognese.

Her Majesty’s Meteorological Office, ”Observer’s Handbook”, Fourth Edition, Her Majesty’s Stationery Office, London, 1982.

(Autore:Adriano Gaspani)

 

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Fenomeni insoliti
Le apparizioni mariane e il 'sole rotante' a Ghiaie(BG)

 

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                                                                                     Febbraio 2010