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                                                            Randazzo Segreta.

            Astronomia, Geometria Sacra e misteri tra le sue pietre

                                                                    (di Angela Militi)

Randazzo è un antico borgo, in provincia di Catania, situato su un altopiano di formazione vulcanica sul versante nord- occidentale dell’Etna.

C:\Documents and Settings\Militi Angela\Desktop\sito\randazzo da via pozzo.JPG

Una Città[1] semplice ed austera che si articola in meandri e vicoli dove ancora si respira l’aria di un passato lontano, ricco e nobile di quella che fu, durante il medioevo, una delle più importanti ed influenti città della Sicilia; centro cosmopolita e testimone, con la sua storia, i suoi palazzi e le sue chiese, di quell’epoca ricca di suggestione e mistero.

Durante una ricerca sulla Città, studiandone l’aerofotogrammetria decisi, per uno strano motivo che non so spiegare, di segnare i punti in cui sorgevano le chiese dedicate alla Vergine Maria edificate tra il XIII e gli inizi del XIV secolo, quindi li unii tra di loro con una linea.

Restai incredula davanti all’incredibile somiglianza tra la disposizione delle chiese e la costellazione della Vergine [per ulteriori dettagli e foto chiese:.randazzosegreta.myblog.it ]; inoltre inserendo anche i punti che corrispondevano alle chiese dedicate a Santi molto cari ai Templari, constatai che il disegno si completava indiscutibilmente; mi trovavo di fronte ad una piccola “Ile de France” italiana ed anche se questa ipotesi, molto probabilmente, pone dei dubbi, allo stesso tempo è suggestiva ed intrigante.

C:\Documents and Settings\Militi Angela\Desktop\Blog\cost. ver 2.jpg

                                          Costellazione della Vergine (Vertical Flip)  da: SkyMap Pro 8

 

C:\Documents and Settings\Militi Angela\Desktop\duepassinelmistero\chiese cost. .jpg

                                            In blu chiese non più esistenti la cui collocazione è certa e documentata.

 

Fu una svolta del tutto inaspettata alla mia ricerca, che mi portò a rivalutare queste chiese con una nuova chiave di lettura.

Di conseguenza, analizzando le chiese, rilevai che ognuna di esse era stata edificata seguendo precise regole geometriche, numeriche, matematiche  e astronomiche non del tutto conformi alle conoscenze del tempo; da questo mi resi conto che i costruttori erano eredi di quel sapere arcaico ben noto agli architetti Cistercensi, capostipiti dei  Cavalieri Templari.

Non potendo esporre tutto il mio lavoro, ho scelto di trattare sinteticamente tre chiese; la scelta, non  semplice, è caduta sulle due chiese più importanti della città, ovvero la basilica minore di Santa Maria, la chiesa di San Martino e la chiesa dei Cistercensi di Santa Maria dell’Agonia.   

Sebbene non vi siano informazioni documentate, a mio avviso, i Cavalieri Templari si stabilirono nell’antico borgo di San Giovanni (conosciuto anche come quartiere di S. Maria dell’Itria) iniziando a costruire il borgo stesso, la domus e le relative chiese del loro “progetto”.

La domus templare è da identificarsi con la chiesa di San Giovanni Battista, intitolazione molto frequente nei luoghi di culto sotto giurisdizione templare, poiché era un santo particolarmente venerato dagli stessi.

A sostegno della mia ipotesi vi è il fatto che la chiesa di San Giovanni Battista, come riferitoci dal rev. Plumari[2] (1770 – 1851) nel suo manoscritto Storia di Randazzo, venne in seguito concessa ai Cavalieri Gerosolimitani di Malta[3] e questo si può spiegare  solo con il fatto che dopo l’arresto dei Templari, papa Clemente V con la bolla Ad Providam Christi Vicari[4] del 2 maggio 1312, trasferiva tutti i loro beni all’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani di Malta.

Il cenobio dei Cistercensi, ordine monastico al quale apparteneva San Bernardo di Chiaravalle patrono dei Templari, era adiacente alla chiesa di Santa Maria dell’Agonia, chiesa che nel mio schema corrisponde a Spica, la stella principale della costellazione della Vergine.

Essa fu costruita su misure e proporzioni precise, sinonimo di armonia con la volontà divina, caratteristica delle costruzioni cistercensi.

C:\Documents and Settings\Militi Angela\Desktop\duepassinelmistero\Plan. s.m. agonia.JPGDifatti essa è basata sul Triangolo pitagorico in quanto, la sua diagonale interna forma un triangolo rettangolo avente i lati proporzionali secondo i numeri 3, 4 e 5.

Interessante notare che il rapporto dei lati è di 9, numero considerato sacro, quasi ad evidenziare che dietro la forma vi è un disegno spirituale elevato.

La basilica minore di Santa Maria, rappresenta uno dei monumenti più importanti della Città.

C:\Documents and Settings\Militi Angela\Desktop\duepassinelmistero\chiesa s.maria vista da ss 2.JPG

L’origine della costruzione, viene associata alla leggenda del rinvenimento sul pilastro di un antro[5], di un affresco della Madonna, denominata da allora Madonna del Pileri.

C:\Documents and Settings\Militi Angela\Desktop\duepassinelmistero\DSC01806.JPGNon si può fare a meno di notare la somiglianza fonetica tra Madonna del Pileri e Notre Dame du Pilier (Vierge du Pilier), statua che si trova nella cattedrale di Chartres che-- guarda caso nello schema[6] pubblicato da L. Charpentier è la proiezione di Porrima o Gamma Virginis, proprio come la chiesa di Santa Maria nel mio schema.

Secondo la tradizione locale, la chiesa fu edificata tre volte e l’ultima risale al 1214 per opera del Magister Leo Calmine Bartholomeus, straordinario quanto misterioso architetto.

Il vecchio campanile (XIII sec.), demolito nel 1853, fu opera di tale Magister Martin Tignosus.

È interessante notare l’assonanza di Tignosus con I Tignarii, nome della collegia di costruttori a cui appartenevano  i membri della Compagnonnage Tuscana, costruttori di molte chiese templari nel sud della Francia[7].

La pianta della chiesa è basilicale, la parte occidentale si presenta oggi un tutt’uno con il campanile mentre la parte orientale si conclude con l’abside e le due absidiole semicircolari.

Se consideriamo la chiesa nel suo nucleo originale, prima dell’ampliamento che l’ha allungata sino a congiungerla con il campanile, risulta costruita su un modulo geometrico ad quadratum, tipica caratteristica dell’architettura cistercense.

C:\Documents and Settings\Militi Angela\Desktop\duepassinelmistero\Plan. s.m..JPG

Essa è inscritta in un rettangolo lungo 6 quadrati e largo 3, in totale 18 quadrati (1+8=9).

Da rilevare che la dimensione del rettangolo espressa in antichi palmi siciliani è: lunghezza 171 (1+7+1= 9) e larghezza 81 (8+1=9); per di più il lato dei quadrati risulta essere di 27 palmi siciliani (2+7=9) mentre le diagonali misurano ciascuna 189 palmi siciliani (1+8+9=18 ovvero 1+8=9).

Sembra chiaro l’intento dei costruttori di inserire nell’edificio, un’esaltazione del numero nove.

Numero che simboleggia l’evoluzione spirituale, il fondamento e la realizzazione; numero che fu importante anche per i Templari. 

La lunghezza totale della chiesa, prima dell’ampliamento, era pari a 44 metri ovvero la duemillesima parte della lunghezza del grado di parallelo di Randazzo che alla latitudine della città (37°52’) è pari a 88 Km.

L’abside è alta 75 palmi siciliani pari alla culminazione del Sole al solstizio d’estate mentre le due absidiole sono alte 52 palmi siciliani pari alla culminazione del Sole agli equinozi.

Molto singolare è il portale del prospetto Sud, esso fu assemblato basandolo essenzialmente su tre figure geometriche elementari: il quadrato, il triangolo ed il cerchio, dove il quadrato simboleggia la Terra, il cerchio simboleggia il cielo ed il triangolo mette in comunicazione la Terra ( c ) con il Cielo ()

.

I due alberi a Y sono simboli di vita, essi mettono in comunicazione le tre zone cosmiche: sotterranea, terrena e celeste.    

Interessante è anche la lunetta, in essa furono scolpiti diciassette fiori; per Sant’Agostino questo numero era il simbolo di tutti i santi, di tutti i fedeli, di tutti i giusti che saranno nel regno dei cieli[8]. Essa fu assemblata in modo tale che i fiori: di Loto, di Rosa e un fiore molto particolare ed intrigante (a voi l’interpretazione; è il quinto partendo dal lato destro, n.d.w.) formassero un triangolo.

Questo triangolo si lega al numero tre e al numero nove, in quanto considerando solo i fiori compresi dal triangolo, si può osservare che essi sono in tutto nove ed i tre fiori che formano il triangolo sono distanziati tra loro da tre fiori.

Nell’angolo più antico della Città sorge la chiesa di San Martino che nel mio schema è in relazione alla stella 82 Virginis.

C:\Documents and Settings\Militi Angela\Desktop\duepassinelmistero\chiesa s.martino con campanile dal castello 5.JPG

Da quanto emerso dai miei studi, le sue origini risalgono all’inizio del XIII secolo e fu progettata fin dall’inizio a tre navate e a croce latina.

Essa presenta un orientamento molto particolare.

Dall’aerofotogrammetria ho rilevato che il suo asse longitudinale ha un azimut pari a 55 gradi, questo valore è sensibilmente più a Nord rispetto all’azimut raggiunto dal Sole, sull’orizzonte astronomico locale, al solstizio estivo, il quale alla latitudine di Randazzo è pari a 59 gradi. 

Di conseguenza tale orientamento non concorda con l’orientamento solare.

Con mia grande sorpresa, individuai che essa fu orientata verso il giorno di lunistizio estremo superiore della Luna sull’orizzonte naturale, rappresentato dal profilo delle montagne di sfondo visibili dalla chiesa.

Questo orientamento può essere interpretato solo con il fatto che la Luna ebbe un grande valore simbolico legato alla figura della Vergine Maria. 

Esaminando le misure di lunghezza e larghezza della chiesa è sicuramente rilevante che i costruttori abbiano inserito nell'edificio i numeri sei e nove.

La lunghezza della chiesa è pari 204 palmi siciliani, 2+0+4=6 e la sua facciata è larga 81 palmi siciliani, 8+1=9; la larghezza del transetto è pari 114 palmi siciliani, 1+1+4=6 ed è lungo 45 palmi siciliani, 4+5=9.

C:\Documents and Settings\Militi Angela\Desktop\duepassinelmistero\Plan. s.mart..JPGPer di più, gli angoli delle diagonali hanno un’ampiezza rispettivamente di 60 gradi (6+0=6) e 120 gradi (1+2+0=3), misurano rispettivamente 192 palmi siciliani (1+9+2=12) ed aprono con il Nord degli angoli di: 24 gradi (2+4=6), 84 gradi (8+4=12), 204 gradi (2+4=6) e 264 gradi (2+6+4=12).

Il suo particolare orientamento mi ha permesso di risalire alla presunta data di edificazione della stessa, ovvero il 19 Marzo del 1206; infatti, analizzando le date dei lunistizi estremi superiori del 1168, 1187 e 1206 quest’ultima mi colpì dal punto di vista astronomico in quanto, in quell’anno, si verificò una congiunzione di Giove Saturno[9] che, associata al lunistizio estremo, diventa un evento rarissimo, ad esempio dal 200 al 1206 si sono trovati congiunti, nell’anno di massima declinazione della Luna, solo 4 volte.

Osservando il cielo visibile dalla chiesa, con un programma astronomico[10] constatai che, guarda caso, il 19 marzo del 1206 i due pianeti erano visibili dopo il tramonto a Sud-Ovest insieme al pianeta Venere.

Tuttavia, rimasi senza parole nel rilevare che la costellazione della Vergine stava sorgendo sull’azimut di 84 gradi, l’azimut della Luna era pari a 204 gradi, quello di Giove era pari a 264 gradi, Venere si trovava esattamente sull’azimut 270 gradi sulla linea equinoziale e l’altezza di Saturno era pari alla latitudine di Randazzo.   

Per di più la somma delle cifre che compongono l’anno 1206 fa nove (1+2+0+6=9).

Da quanto illustrato possiamo desumere che la fondazione dell’edificazione della chiesa fu tracciata sul suolo seguendo un disegno celeste ben preciso.

In alto, sul suo meraviglioso campanile, troviamo scolpiti dei Fiori della Vita e un Esagramma o Stella di Davide ruotato di 90°, chiaro riferimento alla Vergine Maria; due simboli che in Occidente venivano spesso scolpiti dai Cavalieri Templari nei loro edifici.

                                                                                   

È stato uno studio vasto ed affascinante, difficile da sintetizzare in poche righe perché tanti sono i misteri che si celano tra le pietre di questa Città.

Ringrazio immensamente la sig.ra M. Uberti che ha creduto in me e nel mio lavoro sulla città di Randazzo e mi ha dato la possibilità di condividere con altri una piccola parte di esso. 

(Autrice: Angela Militi  Tratto da: MILITI ANGELA, Randazzo Segreta. Astronomia, Geometria Sacra e misteri tra le sue pietre, inedito).

[1] Il titolo di Civitas le fu conferito nel 1535 dall’imperatore Carlo V.

[2] Storico municipale.

[3] Appartenenti alla Commenda di Modica e Randazzo.

[4] <http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_delle_bolle_pontificie>.

[5] Posto sotto il poggio dove poi fu edificata la chiesa.

[6] Le cattedrali francesi raffigurano la costellazione della Vergine in posizione Horizontal Flip.

[7] Cfr. WALLACE-MURPHY T. E HOPKINS M., Rosslyn, Newton Compton, 2004, p. 85.

[8] < http://www.augustinus.it/italiano/discorsi/discorso_315_testo.htm>.

[9] Le congiunzioni di Giove e Saturno si verificano ogni 20 anni.

[10] Stellarium 0.9.1

 

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