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   La Medersa Ben Youssef e la Koubba Almoravide di Marrakech

                                                    (III parte)

                                    Analisi geobiologica di Rudi Toffetti

 

La Koubba Almoravid

Come è visibile dalle foto satellitari, ad un centinaio di metri dalla Medersa Ben Youssef ed a 40 metri dall’omonima Moschea, vi è la Koubba (1) Almoravid o Qubba Ba'Adiyn, monumento sacro fatto edificare nell’ XI secolo dalla dinastia degli Almoravidi (2)

E’ l’edificio più antico di Marrakech, la dinastia regnante successiva a quella Almoravide, l’Almohade cancellò ogni traccia della passata dominazione, demolendo tutti le strutture prima edificate, tranne appunto la Koubba.

Costruita nel 1117, si ha notizia che venne ristrutturata nel XVI secolo, poi il tempo ne nascose le tracce fino al 1948, e con uno scavo nel 1952 vennero riportati alla luce le vestigia del complesso. Il livello del terreno su cui poggia la struttura è infatti di circa 7 metri più basso dell’attuale su cui la città sorge, per accedervi è necessario fare due rampe di scale.

                                                                 La Koubba Almoravide

Si tratta di un edificio che esternamente possiede una forma squadrata, all’interno una vasca rettangolare che è sorretta da una cupola. Il complesso in cui è inserito, oggi purtroppo è in cattive condizioni, ed è stato costruito in quella che era anticamente un’oasi ricca di acqua. Successivamente venne elevata la moschea, luogo in cui è essenziale questo elemento.

                           

                           

                                                    Arco interno e particolare delle decorazioni

Negli scavi vennero alla luce, oltre alla vasca per le abluzioni rituali che precedono la preghiera, anche un sistema di servizi igienici, docce e fontanelle per l'acqua potabile oltre agli spazi per l’abbeveraggio degli animali domestici. Il tutto era servito da un rivoluzionario sistema di tubazioni sotterranee in coccio ("khettaras" in arabo). Adiacente la Koubba è possibile anche vedere le cisterne di accumulo che servivano questo sistema, esse raccoglievano anche la poca acqua piovana.

La Koubba è considerata uno dei più antichi esempi di architettura marocchina, e il suo stile ha influenzato molti edifici nei secoli successivi. in tutto il Marocco e nel mondo musulmano.

La vasca interna per le abluzioni

Il rilievo geobiologico:

Come precedentemente asserito, esiste un collegamento energetico tra la Medersa, la Moschea e la Koubba, e non a caso pur appartenendo ad una dinastia avversa, non venne demolita dai nuovi dominatori, ben consci del suo grande valore rituale e vibrazionale.

Infatti la linea sincronica che la attraversa, si dirige poi nella Moschea passando sotto la vasca ottagonale presente nel centro.

Tre vene acquifere sotterranee di media profondità, dai 20 ai 30 metri, si incrociano sotto l’edificio. E una di esse ne delimita in maniera precisa la larghezza rispetto ai due lati minori. Come da rilievo anche questi stessi corsi d’acqua sono stati utilizzati per l’impianto energetico dei monumenti vicini.

Il disegno della nervatura sulla cupola, e il sofisticato sistema di sostegno interno, composto da un ottagono e una struttura a forma di stella

Il perimetro attorno all’edificio possiede un valore di 11.000 u.b. , la vasca interna, pur mantenendo l’antico disegno non è più quella originale ma è stata ricostruita. Questo non ha impedito però alla consacrazione effettuata dagli antichi sacerdoti di scomparire anch’essa, la sua vibrazionalità è infatti pari a 18.000 u.b.. Nella cupola l’uso della forma base generatrice dell’ottagono è superlativa, e a differenza delle geometrie di epoca successiva, non si scompone, non viene surclassata dai suoi frattali come nella simbologia del “Paradiso”. Ai lati 4 stelle ottagonali, nate dalla sovrapposizione di due quadrati, rafforzano e stabilizzano l’emissione e la concentrazione energetica. L’utilizzo iconografico nella volta delle conchiglie è stato nei millenni impiegato anche dalla cristianità (conchiglia reale)(vedi fig. sopra). Questa forma in natura vibra a 18.000 u.b. e quando viene posizionata in tale maniera, cioè con il ventaglio in alto, dona una componente amplificatrice All’esterno questa cupola possiede nella parte alta delle geometrie composte da losanghe spezzate, simili a frecce, dalla forte valenza radionica, che hanno i vertici alternativamente o verso il cielo o verso il terreno, nella parte bassa una serie di cerchi si intersecano formando delle mandorle o vesciche piscis.

Conchiglia reale. San Satiro - Milano

I bordi perimetrali merlettati che racchiudono la parte esterna della cupola sono tipici dell’architettura islamica. Possono avere come in questo caso gli angoli calcolati sulla sezione aurea, si può notare come lo spazio vuoto tra le sezioni che si susseguono sia il negativo della forma stessa. Questo alternarsi, positivo-negativo, ha la funzione di accumulare come uno statore l’energia cosmo-tellurica in grado di elevare i riti.

Sopra, particolare conchiglia

La cupola della Koubba. Vista interna

 

 

 

Al fine di poter fornire, anche se incompleti, ulteriori elementi cognitivi per meglio conoscere il “mondo” Islamico ho riassunto le informazioni riguardanti Maometto , il Corano e L’islam nelle pagine seguenti.

(Autore: Rudi Toffetti  website: www.ruditoffetti.it     mail: ruditoffetti@yahoo.it )

 

Note:

1)-Koubba: in arabo significa cupola.

2)-La stirpe guerriero-monastica degli Almoravidi proveniva dall’attuale Mauritania, ed apparteneva alla tribù berbera Sanhaja, questa etnia nomade si stabilì e regnò in Marocco dal 1062 al 1145, espansero poi il loro impero fino ad Algeri.

 

Sezioni correlate di questo lavoro:

La Medersa Ben Youssef e la Koubba Almoravide ( I parte)
La Medersa Ben Youssef:l'analisi geobiologica      (II parte)
Maometto, il Corano e l'Islam             

 

Linkgrafia:

www.wikipedia.it

www.islam.it

www.sufi.it

 

Sezioni correlate in questo sito:

Simbologia e Cultura Orientale
L'Uomo e Dio
Fenomeni insoliti

 

 

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                                                                                        febbraio 2011