Qualche notizia sul tema...(a cura di
duepassinelmistero)
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La Triplice cinta: cos'è? E' una struttura geometrica costituita
normalmente da tre quadrati concentrici raccordati da quattro segmenti
perpendicolari; esistono rarissimi esemplari a due o quattro quadrati
concentrici, eccezionalmente a cinque (salvo nuove scoperte); opzionali sono i
segmenti diagonali e un foro centrale.

Da dove proviene? Lo si ignora.
Dove si trova? In molte zone del nostro pianeta. In Italia è sparsa un
po' ovunque, dall'arte rupestre ai contesti architettonici, sia nelle grandi
città che in remoti paesini di campagna. Per alcune regioni si hanno picchi
altissimi mentre per almeno cinque non abbiamo neanche un esemplare censito
(dunque i residenti... aguzzino la vista. Le regioni ancora non comprese sono:
Valle d'Aosta, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia).
In quali epoche è attestata? Su questo è in corso un'approfondita ricerca
da alcuni mesi. Molti 'luoghi comuni' in cui siamo cascati anche noi stessi,
potrebbero cadere alla luce di nuove indagini. Datare le incisioni è la cosa più
difficile e, per ora, impossibile. Anche quelle ritrovate nell'arte rupestre -
se non contestualizzate o ritrovate con lo strato di patina ossidativa che ne
attesterebbe l'epoca- potrebbero risalire ad epoche più recenti. L'aspetto 'antico'
non è garanzia del fatto che antiche lo siano veramente. Forse la più nota e verosimilmente antica descrizione di
questa figura - ma circolare- è fornita da Platone (Timeo), riferendosi alla
mitica isola perduta di
Atlantide, al centro della quale era la 'casa del
dio Poseidone'; attorno si trovavano cinque cinte, tre di acqua e due di terra
(che si intercalavano le une alle altre) , collegate da bracci di mare che
univano il centro alla periferia e viceversa. La pratica di erigere delle
'cinte' di mura, spesso in numero di tre, attorno a delle città, è ripresa anche
nella Bibbia, dove si dice che Gerusalemme, la città Santa, le avesse e su
ciascun lato si aprissero tre porte (totale 12 porte); inoltre viene indicato
che il Tempio di Salomone aveva 'tre ordini di pietre'. Anche i feudi o i
castelli disponevano spesso di una triplice cerchia di mura...
(tratta da C.
Gavazzi 'Lorso e i suoi fratelli...', DocBi, 2007)
C'entra qualcosa la numerologia? In certi ambiti è innegabile. Il tre è
un concetto trinitario, formato dall' Uno (monade o principio) e dal Due (duale,
la manifestazione del Principio). Il quattro può essere applicato alle quattro
parti del mondo, ai punti cardinali, e via dicendo; insieme al tre dà il sette,
numero che in diverse culture è considerato sacro (sette sono i giorni della
Creazione biblica, non dimentichiamolo). Nel nostro libro svisceriamo un po'
tali aspetti, sconfinando nella filosofia e nella mistica medievale, per
arrivare alle tesi degli esoteristi francesi Paul Le Coeur, Renè Guenon,
Charbonnay -Lassay, ma anche a studiosi di epoche più recenti.
Simbolo perso nella memoria? Dallo studio della letteratura disponibile
emergono due principali filoni di indagine, che caratterizzano il nostro
soggetto:
-aspetto ludico
-aspetto simbolico
Il significato assunto da questa struttura geometrica è tuttora ambiguo: molti
studiosi la considerano semplicemente un gioco, un passatempo (vedasi a fondo
pagina dei links relativi a schemi di gioco) conosciuto come "FILETTO", presente
ancora oggi sul retro di molte scacchiere moderne e dall'analisi dei luoghi in
cui essa viene ritrovata ci si può formare un'idea sull'uso che ne poteva essere
fatto. Nelle foto sotto, scene tratte dal Libro de los juegos, manoscritto del re Alfonso X detto il
Saggio (Siviglia, 1283):a sinistra alcuni cortigiani giocano al 'filetto', a
destra sono impegnati in una sfida ad 'alquerque'.

Se il 'campo di gioco' è in orizzontale, questa tesi potrebbe anche essere
quanto meno accettata, ma quando lo schema della Triplice Cinta lo si ritrova su
muri o supporti in verticale, la faccenda assume un aspetto più delicato,
interessante, che non si può esaurire in spiegazioni spicciole. Inoltre, non è
attualmente possibile-almeno per quanto pensiamo- definire 'quando' le incisioni
sono state praticate: coeve all'edificio o posteriori? O magari anteriori e
inglobate nella struttura stessa? E se fossero incisioni praticate da coloro
che, passando attraverso le epoche, hanno voluto lasciare la propria 'impronta'
o farci "ammattire"? Esistono sistemi usati per datare approssimativamente
questo tipo di incisioni su pietra (la presenza di strati di materiali chimici
sovrapposti, ad esempio, accumulatisi nel tempo) ma una certezza manca.
TC in verticale nella segreta grotta di
Palazzo
Simonetti ad Osimo(AN)
E' vero che i Templari rinchiusi nelle prigioni francesi ne hanno lasciate su
pareti in verticale? In almeno due luoghi abbiamo la Triplice Cinta incisa
in verticale proprio dove furono detenuti alcuni dignitari templari. Nella torre
del Coudray presso il castello di Chinon e a Domme. Naturalmente non sono gli
unici graffiti lasciati su quelle pareti e per quanto riguarda il primo caso,
nel libro 'Il cuore raggiante del torrione di Chinon', C.Lassay dà preziose
informazioni circa la 'mano' che effettivamente possa averle tracciate. Se per
alcune incisioni infatti è logico pensare ai Templari, per altre la cosa
non è così scontata. Una ricerca seria deve passare in rassegna ogni aspetto
disponibile e non tralasciarne altri per avvalorare ipotesi personali, cosa che
sarebbe altamente scorretta e, per noi, improponibile.
Le TC nel castello
di Chinon (da C.Lassay)
Quali sono i graffiti che più frequentemente si trovano accostati alla
Triplice cinta? La TC si ritrova spesso in abbinamento con un altro schema:
il tris singolo o multiplo, in questo caso detto alquerque, dal
nome arabo El - quirqat (il quadrato), che si dice importato dagli arabi (presso
cui era noto come tavola da gioco a pedine) durante le Crociate. Ma se i romani
già giocavano - come gli studiosi ritengono e come le testimonianze
archeologiche confermerebbero - a questi 'tavolieri', forse in Europa lo si
conosceva da un pezzo. Magari se ne era solo persa la memoria...
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Qual'è l'ambito più investigato? Quello che interessa questo studio è
indagare questo soggetto geometrico quando lo troviamo graffito, inciso o
scolpito sulla pietra. Quale pietra? La più diversa: la TC è presente su rocce
rupestri (dove, quando sono oblique o verticali, era impossibile giocarvi), sui parapetti di chiese, chiostri, piazze, sui
davanzali di castelli e abitazioni, usci di case, lastre riadattate a panchine,
grotte sotterranee di epoca sicuramente storica o medievale).
Triplice cinta, tris, alquerque...potrebbero assumere duplice valenza:di
gioco e di simbolo? E' un'ipotesi affascinante da considerare: che -al pari
del gioco dei "Tarocchi", con cui si trasmettevano conoscenze 'esoteriche' tra
coloro che erano in grado di recepirle, anche la Triplice Cinta possa costituire
un messaggio 'criptato', destinato a chi di dovere, e che sia stato veicolato
come innocuo gioco. Vi sono casi in cui in occidente- con il sopraggiungere del
cristianesimo, essendo la TC antecedente di secoli se non di millenni ad esso-
non comprendendone l'esatto 'senso' si è cercato di distruggerlo, cancellarlo
(specie dalle rocce rupestri), come a volerlo esautorare di una valenza sacra.
In realtà il suo significato più profondo non è diverso da quello che
probabilmente in ambito pagano veniva attribuito alla TC e questo lo spiega bene
C.Lassay. Secondo gli esoteristi sopra menzionati, ad esempio, i tre quadrati
sono interpretabili come livelli di iniziazione, gradi, in cui al centro c'è la
Fonte del Sapere che attraverso i segmenti di 'raccordo' si dirama alla
periferia (in estrema sintesi). Per i cristiani la Fonte del Sapere o della
Conoscenza, il motore che fa muovere il mondo, è Dio, che è sempre al Centro
(visione macrocosmica). La TC può anche essere rapportata al microcosmo uomo. Le
immagini sotto riportate, molto 'casalinghe', consentono comunque di capire i
concetti esposti.

Quando poi ci capita di scoprire iconografie come quella sotto riportata, sulla
volta del presbiterio di una chiesa bergamasca, in cui Dio padre è al centro di
tre quadrati concentrici (due ben visibili e quello intermedio camuffato da un
nastro), ci riempiamo di meraviglia, e non possiamo che trovare calzante
l'ipotesi di C. Lassay.

C'entra dunque il simbolismo del 'centro' o dell' omphalos' tanto caro agli
antichi? E' indubbio che tale simbolismo ci riporti all' l'idea di un
"CENTRO", sul quale le sfere umane devono convergere e "ordinarsi". Come una
sorta di 'ambito' in cui l'Uomo deve operare e non perdersi in direzioni vane,
ma cercando sempre di ritrovare sè stesso. Per tale ragione, Guenon si sofferma
in particolare su un'incisione trovata sulla cosiddetta Pietra di Kermaria (che
considera un 'omphaos'o 'bethilo'): il classico 'tris', da lui interpretato come
il simbolo del centro sacro, usato in Oriente nella forma circolare (Ruota
solare o ruota della vita). Egli si accorse che lo stesso soggetto, graffito
verticalmente, era presente nelle celle di prigionia del castello di Chinon. Noi
aggiungeremo che la variante circolare della Ruota solare è assai simile alla
rappresentazione cristologica nel chrismon. Il Cristo è il centro, origine e
fine di tutte le Cose, attorno cui tutto ruota eternamente. Curioso notare come
lo schema identico è la base per il gioco delle nove fossette...

Esistono altre teorie che spieghino lo schema Triplice cinta? La presenza
di una TC e/o di un tris/centro sacro è indicata da taluni come 'contrassegno'
legato al fenomeno del tellurismo terrestre; spesso in queste zone sono stati
edificati templi, altari, cappelle, Chiese, basiliche. Oppure -per la tradizione
popolare- sono luoghi particolarmente importanti per il loro potere taumaturgico
e 'magico'. Scientificamente, comunque, manca una correlazione e sono
supposizioni non certo passibili di verifica sperimentale o misurazioni. Come per
molte altre cose, anche la TC sta suscitando l'interesse di diversi studiosi,
laddove fino a pochi anni fa era affrontata da pochissimi e quasi sempre come
filetto o gioco di pedine. E' grazie a questi pionieri, in ogni modo, che oggi
possiamo disporre di una bibliografia su cui lavorare, riferirci o confrontarci,
e avere molti dati utili. Mentre con la questione templare (cioè tutta la
letteratura e filmografia scaturita dalle ipotesi più o meno fantasiose in
merito all'Ordine del Tempio), stanno emergendo nuovi approcci di studio, più o
meno opinabili, per i quali ciascun Autore si assume la piena garanzia di quel
che pensa e scrive. Chi interpreta la TC come meridiana (se dotata di un foro
abbastanza profondo da inserivi un bastone, questo fungeva da gnomone), ma
mancano studi con campioni rappresentativi, come cosmogramma, come supporto per
certi rituali o processioni, etc.
La TC può dunque essere un 'signum' usato da certuni perchè altri capissero?
Non è possibile generalizzare! Se qualcuno ha inciso un tavoliere su una
pietra o altro manufatto per il puro scopo di fare una partita con un amico, è
logico che non aveva altra intenzione che questa, anche perchè è quasi
impossibile che conoscesse ciò che eventualmente possa celarsi dietro questo
schema. Ma esistono ambiti per i quali è doveroso un approfondimento, contesti
particolari, schemi particolari, che escludono possa aver funto da gioco. Così parrebbe
anche emergere dagli studi del prof. Maulucci della Soprintendenza
Archeologica di Foggia, che ne ha trovato esemplari in contesti architettonici
legati all'Ordine del Tempio, disegnando un vero e proprio percorso templare
della TC in Puglia, dove forse l'impiego di tale graffito sulle facciate di
chiese o monasteri indicava ai pellegrini diretti in Terrasanta un luogo sicuro
dove sostare lungo il cammino. Tale condivisibile ipotesi è ribadita dalla d.ssa
Angela di Gioia, studiosa locale. Dal canto nostro riteniamo di stare portando
avanti da anni il primo serio tentativo di restituire una 'carta d'identità'
alla Triplice Cinta, che certamente è giunta a noi come un 'ludus' (gioco) ma che
probabilmente non nacque come tale ed alcuni esemplari, come quello in verticale
nella buia grotta (forse medievale) di Palazzo Simonetti a Osimo (AN), sembrano
miracolosamente aver conservato la primigenia valenza. Ma per chi? E perchè? Le
grotte furono tenute segrete per secoli a tutti e riservate solo ad una 'elite'.
Che cosa ci facevano con una TC in verticale? Che poi è uno di quei casi
rarissimi in cui le cinte non sono tre ma ben cinque ( numero dell' Uomo). C'è
pertanto ancora molto da scavare e scoprire! Siamo aperti alle collaborazioni,
al confronto, poichè è impensabile fare un serio lavoro di ricerca da soli.
La Triplice Cinta o
filetto interessa ancora l'umanità o è uno di quei soggetti per cui vige la
legge che la mancanza d'uso ne disperde il ricordo? Purtroppo, come gioco,
molte persone non sanno nemmeno cosa sia, nè le regole. Troppi congegni
tecnologici sono entrati nelle nostre case, facendo passare il secondo piano i
bei tempi andati di quando alla sera ci si riuniva attorno al tavolo per
sfidarsi in qualche partita a filetto, a scacchi, a dama o a tris... Mettendo in
atto tutta la strategia del caso! O quando lo si tracciava col gesso per terra,
nei cortili... Forse qualche anziano, in qualche paese di montagna ricorda o ha
ancora vaghe memorie. Esistono però associazioni pro-filetto che organizzano
tornei, mostre, insomma è ancora presente nella società contemporanea. In ambito
esoterico è innegabile che rivesta a pieno titolo una valenza ben più profonda
di un semplice passatempo, è solo tanto difficile risalire ad individuarla. Ma è
quanto abbiamo cercato di fare nel saggio. E' curioso il fatto che perfino
i creatori di Crop Circles (cerchi nel grano), chiunque essi siano, abbiano
inserito questo soggetto in almeno due delle loro strabilianti 'opere' agroglifiche (vedi foto sotto). E si sono davvero impegnati poichè uno è
composta da ben 248 cerchi, tra grandi e piccoli, che lo qualifica come uno dei
più complessi.

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Avete raccolto un
censimento degli esemplari fino ad oggi scoperti? Si, e si sta ampliando
sempre più. La prima 'fase' l' abbiamo raccolta in un saggio che è stato pubblicato dalla
Eremon Edizioni di Aprilia nel
novembre del 2008. E poi qui, nel web, proseguiamo con la raccolta. Ma nel libro vi
sono tanti dettagli, storie, aneddoti sui luoghi, cose anche insospettabili, a
tratti difficili da capire per chi è digiuno (si tratta di aspetti 'filosofici'
della mistica medievale necessari per inquadrare la complessità del soggetto,
che in rete non potevamo inserire, sennò che sorpresa sarebbe questo saggio
scritto apposta?). Ma c'è poi tutta la parte del censimento che porterà il
lettore in giro per l'Italia, viaggiando e conoscendo posti nuovi e interessanti
standosene seduto comodamente in poltrona. Il censimento potrà proseguire grazie
anche alla segnalazione di attentissimi lettori, amici o sconosciuti, con i
quali condividiamo la stessa passione per la ricerca. Continuando nell'esame dei dati disponibili,
speriamo di arricchirci comunque sempre maggiormente, spiritualmente e
culturalmente, penetrando nella maniera più seria possibile i 'segni' che chi ci
ha preceduto ha lasciato dietro di sè... Perchè la TC è un linguaggio umano
universale, a pieno titolo, che ha attraversato la storia e la geografia del
nostro pianeta, sia che si tratti di gioco che di simbolo. Questa Ricerca può aiutare a
ripercorrere gli itinerari della nostra inesauribile voglia di Conoscenza.