www.duepassinelmistero.com

 

TEMATICHE:

Aggiornamenti

Alchimia

Antiche Civiltà

Archeoastronomia

Architetture

Colonne e Nodi

Due passi nell'Italia nascosta

Due passi nei misteri esteri

Fenomeni Insoliti

Interviste

L'Uomo e Dio

Maestri Comacini

Medioevo e...

Mistero o Mito?

Personaggi

Simbolismo

Simbologia e Cultura Orientale

Storia e dintorni...

Templari "magazine

Ultimi Reports

UTILITY:

Archivio reports

Bacheca

Collaboratori

Extra sito

Libri del mese

Links amici

Ricerca veloce titoli per argomento

SERVIZI:

FORUM

Newsletter

Avvertenze/ disclaimer

 

 

 

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  •  Seconda parte: Curiosità che ho rinvenuto nelle lapidi presenti nel sepolcreto di Santa Giulia a Bonate Sotto (BG)

Abside minore di sinistra:si presenta spoglia con una lapide situata a destra.

Abside minore di destra:munita anch'essa di cancellata,conserva il monumento in pietra dedicato al prevosto Pelandi,per 49 anni parroco di Bonate Sotto.L'iscrizione cita la cifra che il prevosto lasciò alla comunità del paese,assai cospicuo(lire cinquantamila),che servì per sfamare molte famiglie fino alla fine della seconda guerra mondiale. Il parroco morì nel 1829! Doveva essere molto benestante.Una curiosità sul suo monumento sepolcrale, che sicuramente non mi è sfuggita, è la seguente:

Bonate-Sotto-15.jpg (20480 byte) Sull'iscrizione, è scolpito un ouroboros(5), o Uroboros, il serpente che si morde la coda,simbolo chiaramente alchemico, che racchiude un insetto, anzi una farfalla(6),il cui significato allegorico/ermetico è la metamorfosi trasformazione. Perchè questo simbolismo sul monumento funebre del prevosto? 

Il medesimo lepidotteroè curiosamente scolpito anche nei monumenti situati accanto a questo.Bonate-Sotto-18.jpg (38626 byte) Rispettivamente, il primo monumento della foto (a sinistra) è dedicato a Massinelli Giuseppe(morto nel 1872), valente dottor fisico, così recita l'epigrafe; quello a destra è del sacerdote Luigi Riccardi, morto nel 1848. I monumenti recano entrambi - ai lati - il curioso insetto.

Bonate-Sotto-17.jpg (15185 byte) Particolare del coleottero scolpito su una delle colonnette che contornano monumento dedicatorio di Giuseppe Massinelli.

Dal momento che questi personaggi non paiono proprio essere legati da vincoli parentali, il che avrebbe potuto forse giustificare una sorta di 'stemma' familiare, perchè recano tutti e tre incisa una farfalla?(si interessavano di esoterismo?). Forse qualche studioso locale potrebbe aiutare a svelare l'arcano.

La questione si ammanta ulteriormente di 'mistero' dal momento che una colonnina dalle fattezze vagamente somiglianti a quella sopra vista,ma forse più arcaica, è situata nell'area sepolcrale a cielo aperto e ...guarda guarda...reca scolpiti gli stessi simboli: La colonnina non reca iscrizioni leggibili attualmente. A chi appartenne? Bonate-Sotto-29.jpg (26790 byte) OuroborosBonate-Sotto-30.jpg (8337 byte) Farfalla(?) Bonate-Sotto-34.jpg (6714 byte) C'è anche un globo alato,altro simbolo che allude alla 'fissazione'del volatile in ambito alchemico.

Come mai si ritrovano in questo antico cimitero tanti simboli simili tra loro e di impronta esoterica?

 Bonate-Sotto-26.jpg (14978 byte)  Una croce, piuttosto rovinata,ha attratto la mia attenzione:al centro c'è un triangolo con una apertura centrale a forma di occhio,che potrebbe alludere all'occhio Trinitario di Dio (ma anche valenza in ambito esoterico).Raggi dipartono dal triangolo,e,sotto,ci sono elementi che potrebbero essere state delle ossa incrociate(molto consunte,ne resta una).  

All'interno della chiesa,almeno di quel che resta della parte coperta,nel presbiterio, è presente una lastra in pietra ormai quasi totalmente sguarnita dei primitivi simboli presenti. Appare molto consumata, di forma rettangolare, (è grezza ma forse nemmeno in origine aveva una levigatura?). Come si nota dall'immagine, reca ancora visibile un tumulo su cui è posta una croce, nella parte inferiore, e- ai lati- delle ossa incrociate. La parte superiore è illeggibile!

 Lasciando il grazioso paese di Bonate Sotto e l'importantissima Basilica di Santa Giulia, mi sono imbattuta in un altro simbolo ermetico fra i più noti,il Caduceo di Hermes o Mercurio,che è ben visibile a lato di un tempietto dedicato alla Vergine Immacolata(nella omonima piazzetta), eretto per grazie ricevute dalla popolazione Bonatese.

 

   Bonate-Sotto-37.jpg (12188 byte)

Merita una visita anche la Parrocchiale,in stile neogotico.

 

 NOTE:

5)-Con questo simbolo l'immaginario pagano volle rappresentare il perpetuo moto del mondo, l'unità del Tutto (il cerchio) che si dispiega nella molteplicità delle trasformazioni cicliche,  per tornare poi sempre in sè stessa(la congiunzione della coda con la testa), conciliando così l' apparente contraddizione tra l' "uno" e il "molteplice". «I greci chiamavano questo serpente Ouroboros, derivato dalla parola ourà, coda, e boros, divorante. Data l’importanza di quest’emblema, esso è, insieme con il sigillo di Salomone , il segno distintivo della Grande Opera. Generalmente la testa dell’Ouroboros indica la parte fissa e la coda la parte volatile dell’amalgama.
L’immagine circolare è l’espressione geometrica dell’unità, dell’affinità, dell’equilibrio e dell’armonia. Poiché tutti i punti della circonferenza sono equidistanti dal centro e in stretto contatto gli uni con gli altri, essi realizzano un orbe continuo e chiuso, che non ha punti d’inizio e che non può avere fine, come Dio nella metafisica, l’infinito nello spazio e l’eternità nel tempo»(Fulcanelli)

6)- In greco, farfalla si dice 'psiche' e indica sia il soffio vitale, l’anima, che una varietà di farfalla. In questo contesto,considerando il fatto che essa è racchiusa all'interno dell'Uroboros,  simboleggia la trasformazione di uno stato all'altro, realizzato nella terra per poi raggiungere la pienezza dopo la morte (dalla materia grezza allo stato di puro spirito).Base necessaria al fine della Grande Opera, la sublimazione dell'essere è per un Iniziato la via per giungere allo stato divino. Narra un proverbio Zen: L'iniziato è come un "bruco che abbia scoperto che esiste un modo per diventare farfalla", consentendo allo Spirito di spaziare libero nei territori della contemplazione del divino. Quel divino che è dentro di noi, che altro non è che la propria anima, l'unica in grado di porre l'uomo dinanzi agli aspetti più sacri dell'esistenza.