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PADOVA:Palazzo
S.Bonifacio,il misterioso epitaffio funebre

Nel cortile del palazzo è affissa una lapide che riproduce la
misteriosa epigrafe presente anche a Bologna.
Di questa iscrizione,a Padova, se ne ha notizia dal 1547,quando gli
accedemici di Milano chiesero un aiuto ai colleghi patavini per
decifrare l'enigmatica scritta.In
italiano,la traduzione suona: " ELIA LELIA CRISPI NE’ UOMO NE’
DONNA, NE’ ANDROGINO NE’ FANCIULLA NE’ GIOVANE NE’ CASTA NE’
MERETRICE NE’ PUDICA, MA TUTTO CIO’; NE’ IN CIELO NE’ IN ACQUA
NE’ IN TERRA MA OVUNQUE GIACE.
LUCIO AGATONE PRISCIO, NE’ MARITO NE’ AMANTE NE’ PARENTE,NON
TRISTE NE’ LIETO NE’ PIANGENTE, QUESTO(NE’ MONUMENTO NE’
PIRAMIDE NE’ SEPOLCRO MA TUTTO CIO’) EGLI SA E NON SA PER CHI
POSE".
La cosa curiosa è che in testa a questa
scritta stanno due inziali D.M. che, ripassandomi il Cordier, egli dice
usuale negli epitaffi antichi e indicante "Dis Manibus"ovvero
"Agli Dei Mani".Questa lapide comprendeva anche altri versi
finali che così recitavano" E’ SEPOLCRO CHE NON CONTIENE
SALMA,E’ SALMA CHE NON E’ CONTENUTA DA SEPOLCRO, MA LA SALMA STESSA
E’ A SE’ SEPOLCRO".
Questa lapide attende ancora una
decifrazione,anche se alcuni vi hanno letto messaggi esoterico-alchemici
criptati(la pietra filosofale).
Esistono iscrizioni simili appunto a
Bologna, dove sarebbe l'originale, a OISE (Francia,presso il Castello di
Chantilly) e nel Museo di Beauvais, capoluogo dell’OISE.E, forse,
secondo la guida del Cordier,anche nella Villa Guerini di Altichiero,una
frazione di Padova.
(la foto è stata gentilmente fornita dal
dr.R.Volterri)
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ISOLA di SAN GIORGIO
MAGGIORE(VE):Padre Ernetti e il CRONOVISORE

L'isola di San Giorgio Maggiore si trova
di fronte a San Marco e si vede chiaramente la Chiesa del Palladio che
prospetta sul davanti,e due minuti di battello portano sull'altra
sponda.Approdata qui,ho visitato la Chiesa,ho aggirato l'isoletta e...nemmeno
un negozio,nè un rivenditore di cartoline,niente.Nella parte dx
dell'isola,impossibile proseguire per lavori in corso.Una porticina,che
doveva immettere nel chiostro dell'Abbazia,chiusa.Di lato si trovano
degli ingressi-chiusi-e diciture che attestano che quella è la sede
della Scuola professionale per la Marina,retta dai Salesiani.
Dietro una cancellata rigorosamente
chiusa,si intravvedono le colonne di un magnifico chiostro Benedettino e
finalmente ho visto una guardia giurata, direi,all'interno del
cancello,nel quale campeggia la scritta 'Proprietà privata'.Oggi
l'Abbazia è sede della Fondazione Giorgio Cini.
Questa Fondazione comprende tre centri
operativi autonomi:
il Centro Marinaro
Il Centro Arti e Mestieri
il Centro di Cultura e Civiltà
Tra l'altro devo dire che avevo cercato
a Venezia stessa del materiale riguardante l'isoletta,presso i librai e
direttamente all'azienda del turismo,ma mi hanno mandato direttamente
sull'isola,e qui mi dicevano che dovevo andare a Venezia per poterne
trovare!
L'Abbazia ha due grandi ali rettangolari
che si attaccano su un corpo centrale e proseguono nella struttura della
chiesa e del campanile.Si vede molto verde e anche altre
strutture.Nessuna citazione di Padre Ernetti,nemmeno nel volumetto che
mi è stato fornito pressol'Isola.
Essa è sede dell’unico istituto
esistente al mondo di PREPOLIFONIA-ovvero di musica antica anteriore
alla notazione-sezione staccata del Conservatorio Benedetto Marcello di
Venezia.
La cattedra fu istituita nel 1963 e
affidata al citato padre Pellegrino Ernetti(1925-1994),che viene
descritto come un uomo dalla cultura assai vasta e facente parte
dell’ordine Benedettino(e negli ultimi suoi anni di vita,fu conosciuto
come esorcista.
Però i Padri Benedettini,di cui lui
faceva parte,continuano ad essere presenti(da oltre mille
anni)sull'isola.Bisogna risalire al 790 d.C.per la prima chiesetta
edificata,dedicata a San Giorgio e dal 982 è sede di un monastero
benedettino,che nel corso dei secoli divenne un centro di grande
prestigio,sia come 'centro di irradiazione spirituale e culturale'sia
come 'luogo privilegiato di incontro e di asilo'.
Ma quello che a me interessava era
trovare notizie circa Padre Ernetti,che qui aveva
insegnato,fautore del CRONOVISORE,oggi ritornato alla ribalta perchè
è uscito un nuovo libro,edito dalle Mediterranee dal titolo scottante:
"CRONOVISORE-Il Nuovo Mistero del Vaticano-La Macchina del
Tempo", scritto da Francois Brune.
Su:
"Il Gazzettino" del 3 agosto 2002,un titolo citava
testualmente:
Sarebbe nascosta in Vaticano la
macchina del tempo inventata da padre Pellegrino Ernetti
E questo è il testo dell'articolo:
"La notizia ha del sensazionale: in
Vaticano verrebbe tenuta gelosamente nascosta una macchina capace di
vedere il passato, attraverso una sorta di televisore. Uno strumento
scientifico portentoso e fantastico, che potrebbe divenire pericoloso
per l'intera umanità: il "cronovisore", così si chiama la
scoperta, captando gli eventi del passato, li farebbe vedere come si
sono realmente svolti, svelando anche rischiosi segreti. La macchina
sarebbe stata inventata da un ricercatore italiano, padre
Pellegrino Alfredo Maria Ernetti, monaco benedettino,
conosciutissimo esorcista, musicologo di fama internazionale e
scienziato, vissuto a Venezia, nel convento benedettino dell'isola di
San Giorgio Maggiore, dove è morto otto anni fa, nel 1994.
A rivelare la scoperta è un libro "bomba" appena pubblicato
in Francia, a Parigi, dalle Edizioni Albin Michel: "Le noveau mystère
du Vatican" (Il nuovo mistero del Vaticano") del teologo
francese padre Francois Brune.
.
Della sconvolgente apparecchiatura aveva già parlato intorno agli anni
'70 lo stesso padre Ernetti in numerose interviste e pubblicazioni,
e ai suoi allievi di prepolifonia al Conservatorio Benedetto Marcello di
Venezia. La scoperta aveva suscitato un putiferio. Da una parte c'erano
infatti sostenitori entusiasti: se era possibile rivedere il passato, la
macchina avrebbe sciolto definitivamente tutti i dubbi restanti su
eventi fondamentali che avevano cambiato la storia del mondo.
Dall'altra c'erano le persone spaventate: il cronovisore poteva
rivelarsi uno strumento pericoloso per carpire segreti e mettere a
rischio la sicurezza dell'umanità.
Le discussioni non finivano mai ed erano soprattutto gli uomini di
Chiesa i più coinvolti.
Poi improvvisamente il benedettino si trincerò in un rigoroso
silenzio, spiegando che aveva ricevuto ordini in proposito dal Vaticano,
l'interesse andò lentamente scemando e dopo qualche anno della
"macchina del tempo" non si parlò più
Il libro di padre Brune rivela fatti inediti, retroscena incredibili,
dettagli sconcertanti, indica nomi di personalità al di sopra di ogni
sospetto, di scienziati famosi, indica date, circostanze precise,
riporta documenti straordinari, lunghe conversazioni con padre Ernetti e
il tutto, cucito insieme, diventa una valanga documentale cui è
difficile fare opposizione.
Il volume dimostra con dovizia di prove che il cronovisore è
realmente esistito, anche se l’argomento è, a detta dello stesso
autore, ai limiti della fantascienza.
Negli anni '60 un gruppo di scienziati, tra cui padre Pellegrino,
sarebbe riuscito a captare le onde visive e sonore del passato concreto
terrestre, con una macchina che sarebbe in grado di ricostruire non
solo i fatti e i detti della vita di ciascuno, ma addirittura la
storia.
La scoperta parte da un principio di alta fisica: ciascuno dì noi, a
mano a mano che passano i secondi, nelle ore, nei giorni, nei mesi e
negli anni della vita presente, lascia dietro di sé come una doppia
scia, "visiva e sonora", poiché ogni uomo altro non è che
energia visiva e sonora. "Tutta la nostra ''fisionomia"
-spiega Ernetti nel saggio "Bibbia, teologia; magia e scienza"
del 1987- è energia visiva che si sprigiona da noi, dalla nostra
epidermide, e tutte le parole che noi diciamo sono energia sonora. Ora,
ogni energia, una volta emessa, non si distrugge più semmai si
trasforma, però resta eterna nello spazio aereo. Occorrono strumenti
che captino queste energie e le ricostruiscano in maniera tale da
ridarci la persona o l'evento storico ricercato: quindi noi avremo tutto
il presente nel tempo e nello spazio".
Con il cronovisore, racconta Brune, il
gruppo di scienziati guidato dal monaco benedettino fece ricerche
dapprima su Mussolini, poi su Napoleone, quindi passò ad avvenimenti
dell'età romana e assistette alla rappresentazione di alcune famose
tragedie. Di una di queste, scritta da Quinto Ennio, che si intitolava
"Thiestes" della quale si conosceva solo qualche breve
citazione, trascrisse l'intero testo come venne recitato a Roma nel 169
a.C., durante i giochi pubblici in onore di Apollo. Padre Ernetti
raccontò a padre Brune di aver visto anche tutto lo svolgimento della
Passione, della morte e della Resurrezione di Cristo.
Nel suo libro Brune afferma che la macchina, composta da tre gruppi
di elementi, si trova "sequestrata" in Vaticano. Padre Ernetti,
spaventato dall'importanza incredibile della sua scoperta, si era
confidato con i propri superiori e con le autorità vaticane C'era
stata una riunione segreta con il papa e poi, di comune accordo, la
macchina era stata ritirata e nascosta in Vaticano. A padre Ernetti era
stato imposto di non fare più pubbliche dichiarazioni su
quell'argomento, ma non gli era stato proibito di parlarne con gli amici
in privato. E così aveva confidato tutto all'amico teologo francese.
Chi scrive ha conosciuto personalmente padre Ernetti, era un sacerdote
dotato di grande carisma e umanità. Una persona semplice e onesta,
tutta dedita ai sudi studi sulla prepolifonia, sulla pneumofonia e
all’attività di esorcista della diocesi di Venezia, carica che ha
ricoperto per quasi trent'anni. Non mi ha mai parlato della macchina del
tempo. Del resto oggi nessuno ne sa più niente e tutta la vicenda ha
assunto un aspetto davvero misterioso. Forse il volume di Brune porterà
finalmente alla luce la realtà"
La teoria di Ernetti si accosta a quella
di padre L.Borello,un fisico-sacerdote insegnante.Diresse la
colonia marina di Varazze ed è ricordato proprio per gli studi sulla
‘memoria’che la materia possiede:quindi,sarebbe possibile rievocare
il passato dei corpi inanimati.Come accade in parapsicologia e
psicometria, dove una persona sensitiva riesce a percepire la storia di
oggetti e ambienti.
Borello aveva attrezzato un laboratorio dove condurre queste teorie in
pratica;da notare che da prete quale era scriveva per una rivista
"Gli Arcani"di chiara impronta ‘eterodossa’!
Degli argomenti esiste una bibliografia
molto nutrita:cito solo L.Borello"Come le pietre raccontano",Grimbaudo,
Cavallermaggiore(CN),1988.
L.Borello "Metapsichica",gen-giu 1971 e genn-giu.1972
P.Ernetti "La catechesi di Satana".
.
(sembra una cartolina questa foto,che ho
scattato dall'Isola di San Giorgio Maggiore verso il molo di Piazza San
Marco,non posso fare a meno di inserirla!)
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