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Una tomba misteriosa

                                                                   (di Marisa Uberti)

(con gli ultimi aggiornamenti del Giugno 2014)

 

In una visita al cimitero monumentale di Staglieno, a Genova, ci siamo imbattuti in una singolare tomba, costituita da un blocco di marmo nero lavorato, che reca incisi dei simboli particolari.

Il sepolcro si trova nella zona alta, nei pressi del "Boschetto dei Mille", dove è sepolto -tra gli altri patrioti risorgimentali - Giuseppe Mazzini. Proprio dopo aver visitato la tomba dell'eroe ottocentesco, incamminandosi sul sentiero, abbiamo notato la curiosa sepoltura.

Sulla superficie vi sono due nomi, collocati uno sopra a sinistra e l'altro sotto, a destra. Chiaramente sono i nomi di chi vi fu sepolto: Giuseppe Oberti e Giulia Oberti, forse due coniugi (con lo stesso cognome?), ma manca una data di qualunque genere (nè di nascita nè di morte, e non c'è una dedica).

 staglieno-02.jpg (62299 byte)Unico elemento forse utile è rappresentato dal numero 461, segnato su un piccolo cippo di pietra ai piedi di uno dei lati corti del sepolcro (che ha una vaga forma parallelepipeda) e che si riferisce con ogni probabilità al numero di repertorio della tomba. Quattro pesanti anelli di ferro sono situati a ciascuno dei quattro angoli del manufatto.

Ciò che ci ha maggiormente colpito, in tanta austerità, sono 4 simbologie che campeggiano su ciascuno dei 4 lati, due lunghi e due corti. Sul lato frontale c'è un simbolo indecifrato (inscritto  in un cerchio) che non ci era mai capitato di incontrare prima (ipoteticamente ermetico), con delle lettere a corredo, due a sinistra e tre a destra, forse a formare la parola DO MNA, anche se la D iniziale è più somigliante ad una "delta" greca maiuscola ma potrebbero nascondere anche una lettera  alfa e un omega. La M è strana, e forse non è nemmeno una M (più la si osserva e più fa sorgere dubbio e mistero). 

L'iconografia ricorda per certi aspetti l'unione del simbolo convenzionale per "maschio" ♂ e per "femmina" ♀, come a sancire un'androginia o un' Opera compiuta. I due segni si associano anche a Marte (Ares, elemento maschile e solfureo) e a Venere (femminile e mercuriale). 

Tuttavia non solo qui appaiono diversamente dal consueto contemporaneo, che andrebbe giustificato; abbiamo un cerchio superiormente e un cerchio doppio (concentrico) inferiormente, idealmente collegati da un asse (simile ad una freccia in un senso e ad una croce nell'altro). Vi si può scorgere anche l'immagine stilizzata di un antropomorfo. Il tutto racchiuso in un cerchio, sinonimo di ciclicità e perfezione celestiale. 

Il disegno potrebbe evocare la stilizzazione di un'ancòra, tuttavia bisognerebbe capovolgerlo per averne il senso e le lettere si troverebbero invertite, a loro volta.

                              

 

Sul lato opposto a questo appena descritto, vi è una ruota ad 8 raggi, delimitante altrettante porzioni contenenti segni e lettere, forse anche alcuni numeri criptati La X (Chi greca) e la P (Ro greca) che si possono individuare, farebbero intuire la matrice fondamentale, che è un Chrismon (monogramma Cristico). Normalmente però la P è tangente al cerchio. Le lettere scritte in chiaro sono una N (forse una I), la S, la A, la B, una I, un'altra B, cui fa seguito un settore contenente elementi non chiari. Una parola di senso compiuto sfugge: se si prova a leggere le lettere in senso orario, partendo dalla P (Ro) si avrebbe  SABIB [...]N I. Nel senso inverso si ha I N[...] BIBAS. Senza conteggiare  X P. Un rebus?

La cosa che emerge potrebbe essere la fusione di un simbolo solare orientale (la ruota a otto raggi) con il simbolo cristico (sempre solare comunque) cristiano per eccellenza.

Sul lato corto di destra è inciso uno "swastika" , simbolo benaugurale e solare orientale, inscritto in un cerchio:

 

Sul lato opposto a questo è inciso una sorta di  Chrismon (monogramma Cristico) con l'alpha e l'omega invertiti. Anche in questo caso, la P (Ro) non è tangente al cerchio. Un ben strano iconogramma...

Quindi, su un lato corto troviamo un simbolo solare di matrice orientale e su quello opposto un simbolo solare di matrice occidentale cristiana. Un caso?

La tomba ci è apparsa in stato di semi-abbandono; per vedere adeguatamente i simboli incisi, abbiamo dovuto ripulirli, in alcuni punti le sterpaglie avevano attecchito sulla pietra. Sulla superficie superiore abbiamo osservato residui di terriccio e di foglie, non è insomma quella che si può definire una tomba ben tenuta. Questo può dipendere dagli anni trascorsi dall'inumazione di queste persone; forse un centinaio o anche di più. Magari parenti in vita che se ne possano occupare non ne esistono più. Potrebbe essere indicativo, per risalire ad una datazione, il fatto che il monumento funebre si trovi nell'ala del "Boschetto dei Mille". Abbiamo provato a compiere una ricerca, ponendoci delle basilari domande.

E' una tomba? Se si, come mai mancano le date? Forse un volere dei proprietari, espresso ancora in vita. Se fosse un monumento dedicatorio o celebrativo a questi due personaggi, mancherebbe comunque la cosa più importante: una dedica. E' altresì vero che questo manufatto è più simile ad un cenotafio o tomba vuota che ad un sepolcro. Abbiamo provato a risalire a persone facenti parte dei Mille di Garibaldi (qui sepolti a profusione), aventi lo stesso nome del defunto Giuseppe Oberti (tanto simile a quello del padre di chi scrive, Giuseppe Uberti, e forse anche per questo ne siamo rimasti colpiti),  Abbiamo trovato due Oberti ma nessun Giuseppe (1). Giulia, invece, che portava lo stesso cognome, non ha alcun riferimento purtroppo: normalmente una donna viene sepolta con il proprio cognome da nubile (aggiungendo il cognome da sposata preceduto da un "in" se lo sposo è ancora vivo, o un "ved."(vedova) se egli è già scomparso). Avrebbe potuto chiamarsi anche lei Oberti, ma in ogni caso lo "status" sarebbe stato inserito. Forse erano parenti in altra forma (fratello/sorella; padre/figlia...).

I simboli sono comunque la maggiore singolarità del manufatto in questione.

Le domande sono numerose:

-questi simboli sono stati eseguiti per volontà dei due personaggi oppure no? Perchè li fecero incidere? Erano interessati a tematiche in odore di esoterismo?  Forse, c'è sorto il dubbio, gli Oberti sono solo il paravento per un oggetto che sembra a tutti gli effetti un portatore di misteriosi messaggi.

Il colore della pietra, nera, con tutte le sue implicazioni simbolico-alchemiche, potrebbe essere stato scelto non a caso; sicuramente non a caso sono stati tracciati gli elementi su ogni lato (squadrato) del monumento, che ha tra l'altro una geometria studiata (non casuale nemmeno quella). La forma del "sarcofago" è sovrapponibile, nella parte superiore, ad una croce, geroglifico del crogiolo dove la materia muore e si trasmuta, divenendo spirito.

Si ha l'impressione che a queste simbologie sia stato il compito di parlare (a chi sa capire), mentre tace tutto il resto. Quante persone si sono mai accorte di questa tomba, visitando Staglieno?

A chi le avesse osservate, va il nostro invito a darci le proprie impressioni ed eventuali considerazioni. Affinchè di Giuseppe e Giulia possa magari trovarsi qualche nota, qualche ricordo. Gli antichi dicevano che pronunciando il nome di un defunto, lo si faceva rivivere. Queste due persone sono oggi uscite dall'ombra della Storia e forse vogliono donarci un po' di luce.

  • AGGIORNAMENTI GIUGNO 2014:

 

Grazie al sig. Alessandro Lantero, che ha voluto impegnarsi nella decifrazione di alcuni dei misteri di questa tomba, abbiamo la soddisfazione di poter pubblicare quanto segue:

le lettere contenute nel simbolo del Chrismon vanno lette come IN BIBAS, dottissima citazione palecocristiana che sta per IN CHRISTO BIBAS, cioé "Possa tu BERE in Cristo". E’ un modo usato al posto di  ViVas: "possa tu vivere in Cristo", giusto augurio per un defunto! La sostituzione di Vivas con Bibas potrebbe richiamare anche a questo passo del Vangelo (Ultima Cena): "Poi Gesù disse: "Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti.  In verità vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino al giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio" (Marco 14:22-26).  Probabilmente anche gli altri simboli presenti sulla tomba, dovrebbero essere paleocristiani, ma la tomba chiaramente non lo è, mostrando uno stile di inizio XX secolo. Sono stati semplicemente tratti da una simbolica dei primi secoli del cristianesimo. La medesima struttura che è stata incisa sulla tomba di Staglieno si può vederla qui sotto:

 

           A destra la composizione è identica a quella riportata sulla tomba degli Oberti

Nel settore dopo la N stava originariamente scritto CRSTO (quindi XP è una ripetizione). Questo si vede bene nell’incisione originaria (foto sopra)

                                      CRS

                                       TO

Da leggersi capovolti (4).

E' strano che nella tomba degli Oberti sia stato inciso evidentemente qualcos’altro. Può trattarsi di un errore dello scultore? Sembrerebbero un CL-CU oppure CL-CZ...

                                               

      Il dettaglio della foto n.4 (Chrismon), in cui sono presenti segni epigrafici poco chiari

L 'àncora era spesso usata come "croce nascosta" ed era un simbolo di Cristo: "Ancora: simbolo della speranza cristiana. In una Lettera di san Paolo agli Ebrei (6, 18-19) si legge che l’àncora a cui affidarsi è Cristo, poichè " in essa (la speranza) infatti noi abbiamo l'ancora della nostra vita". Spesso l'àncora è unita o si sostituisce alla croce” [2]. 

DOMNA potrebbe invece essere una contrazione di DOMINA, cioé Signora: nelle catacombe é conservato un esempio del genere: "Refrigeret tibi Domna Maria"(3) cioé "Che la Signora Maria possa venire in tuo aiuto". Se fosse così, visto che la D di DOMNA è in realtà una Delta greca, allora forse si può spiegare con i caratteri greci anche l'incisione mostrata nell'ultima fotografia: oltre al richiamo al crismon ed all'"alfa-omega" le tre lettere Ωρα in greco si leggerebbero ORA: la parola in greco significa "ora" (le ore del giorno) ma secondo me può essere un gioco di parole col latino "ora", cioé "prega"!

Veniamo ora all'identità dei proprietari della tomba, i cui nomi sono riportati superiormente: Giuseppe Oberti e Giulia Oberti, non c'è una data (nè di nascita nè di morte). Ricordando tutto quello che è stato esposto nel testo precedentemente, Alessandro ha  provato a cercare qualcosa su di loro. Ha intrapreso varie strade, disponendo di assai poche informazioni: due nomi su una tomba nel cimitero di Staglieno di Genova, situata nei pressi del Boschetto dei Mille, contrassegnata dal numero identificativo 461. Ha cercato e ricercato, finchè qualcosa è emerso. Quegli Oberti furono membri di una ricca famiglia di armatori e liquidatori internazionali, e il Lantero ci spiega perchè questa è la più attendibile possibilità. Giuseppe Oberti fu presidente e cofondatore della Società ginnastica Cristoforo
 Colombo
, importante per aver organizzato a Genova le Colombiadi del 1892, come si legge in questo sito. Questa società sportiva ha dato vita, qualche anno dopo, ad una costola dedicata a "nuovi sport" tra cui il calcio: la Società Ginnastica Andrea Doria (da cui nacque l'attuale Sampdoria). Anche l'Andrea Doria era presieduta da un Oberti (probabile parente di Giuseppe): Zaccaria, che sembra utile citare perchè apre una pista nuova, forse, e cioè che gli Oberti potessero avere simpatie filo-massoniche e la presenza di certi simboli sulla loro dimora funebre potrebbero pure assumere connotazioni di una duplice chiave di lettura, ma cerchiamo di attenerci ai fatti. Zaccaria fu presidente della Camera di Commercio di Genova, spedizioniere marittimo e fervente antifascista. Era anche amico di Carlo Rosselli, celebre antifascista, che definiva il vecchio Zaccaria “notissimo massone” (5).

Zaccaria e Giuseppe Oberti erano probabilmente parenti, fratelli o forse nipote e zio, rispettivamente. Perchè quando Giuseppe era a capo della Società Ginnica C. Colombo, nello stesso periodo era coadiuvato da Stefano Oberti (6), da cui nacque Zaccaria. E' più probabile che Stefano fosse fratello di Giuseppe, che sarebbe stato di conseguenza lo zio di Zaccaria.

A rinforzare l'ipotesi che il titolare della tomba di Staglieno possa essere proprio questo Giuseppe Oberti (ve ne sono altri, ma la pista seguita non ha poi trovato aderenza al contesto in oggetto), Alessandro ha fatto un'ulteriore scoperta, che riguarda Giulia Oberti, misteriosa figura di cui -prima che il Lantero si mettesse a cercare- nulla sapevamo. Ecco che cosa ha trovato: in un sito spagnolo ha rintracciato un passo di un libro di Egiglio Oberti (7) che recita:

“En el diario Domenica del Corriere del 7 de Noviembre de 1965 se puede leer que el Apellido Oberti, es derivado de un antiguo nombre de persona llamado Oberto y que es una deformacion del nombre Uberto, el cual a su vez deriva del Nordico Hugubert que quiere decir Espiritu Brillante . Esta narracion coincide con lo que me dice la senora Giulia Oberti, de familia de grandes liquidadores internacionales, que gentilmente me ha concedido un extensa charla telefonica afirmandome que sus antecesores llegaron a Genova desde Germania”.

La traduzione è la seguente: ""Nella rivista Domenica del Corriere del 7 novembre 1965 si può leggere che il cognome Oberti deriva dall'antico nome di persona chiamata Oberto ed è una deformazione del nome Uberto, che a sua volta deriva dal nordico Hugubert, che significa spirito luminoso. Questa narrazione concorda con quello che mi dice la signora Giulia Oberti, appartenente ad una famiglia di grandi liquidatori internazionali, che gentilmente mi ha dato un'ampia conversazione telefonica, informandomi che i suoi antenati arrivarono a Genova dalla Germania". 

Appare chiaro anzitutto che Giulia ed Egiglio, pur portando lo stesso cognome, non erano parenti tra di loro, ma lo scritto ci fornisce l'informazione che  questa Giulia Oberti (sicuramente vivente a metà degli anni '60 del XX secolo) proveniva da una famiglia di “grandi liquidatori internazionali”  E ci è di aiuto perchè è la pista giusta per questa famiglia. Sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia del 17 novembre 1911 Alessandro Lantero ha reperito la comunicazione della morte del Commendatore Prof. Giuseppe Oberti (quello ottocentesco, fondatore della Società Ginnica C. Colombo) , trovando la conferma che l’Oberti era di professione “liquidatore” di aziende. Il trafiletto che annuncia la morte è datato 10 novembre 1911, ma non era un annuncio mortuario, ovviamente, visto l'organo su cui fu pubblicato: si trattava della comunicazione della convocazione di una Assemblea straordinaria (da tenersi il 12 dicembre alle ore 14 presso lo studio del notaio Arvigo a Genova), per l'elezione del terzo co-liquidatore, essendo morto l'Oberti. I convocati erano gli azionisti di una "Società Anonima, conserve alimentari e lavorazione latta in liquidazione, già con sede a Sanpierdarena ora a Genova". 

E' pertanto verificato il rapporto di parentela tra il Comm. Giuseppe e Giulia (probabilmente una  figlia avuta in tarda età oppure una nipote), appartenenti alla medesima famiglia di liquidatori.

Altrettanto interessante è quanto riportato in questo link a proposito dello scultore genovese Luigi Orengo (uno tra i più attivi a Staglieno) : "Nel 1913 espose alla LIX edizione della Promotrice la scultura in gesso Ritratto del comm. G. Oberti".

Due anni dopo la morte dell’Oberti viene esposto in una mostra un suo “ritratto in gesso”: probabilmente si tratta della bozza preparatoria di una scultura in marmo .. non mi stupirebbe se fosse stata realizzata per la tomba di Staglieno! Viene quindi da pensare che Giuseppe Oberti sia stato sepolto nel 1911 a Staglieno e che la tomba sia poi stata rimaneggiata decenni dopo per ospitarvi la figlia (?) Giulia . Se questa donna è la stessa che rilasciò l'intervista nel 1965, la sua morte è avvenuta successivamente, ma non sappiamo quando.

 

  • Per adesso ci fermiamo qui. Abbiamo fatto dei grossi passi avanti per tentare di dare un'identità a chi riposa in questa (apparentemente) dimenticata sepoltura e anche nella decifrazione dei simbolismi presenti. Questi ultimi furono preferiti alle date, che sono mancanti, e alle dediche, altrettanto assenti. 

  • Ringrazio sinceramente Alessandro Lantero per il suo straordinario intuito e per la ricerca che ha svolto. Attendiamo nuove conferme, magari da eventuali discendenti di Giuseppe e Giulia.

Note:

1) Abbiamo trovato un Oberti Andrea di Pietro, nato a Bergamo il 16 ottobre 1830, morto a Bergamo il 22 settembre 1861; un Oberti Giovanni fu Luigi, nato a Bergamo nel 1836, (già) volontario, morto a Vasto il 16 febbraio 1861.

2) http://www.geometriefluide.com/pagina.asp?cat=paleocristiana&prod=simbolo-cristiano

3) http://jloughnan.tripod.com/statues.htm

4) Una conferma di questo la si può trovare in alcuni libri che descrivono proprio questa epigrafe: Inscriptiones Christianae vrbis Romae septimo saecvlo antiqviores, Volume 8, e anche Revue de l'art chrétien (Desclée De Brouwer, 1883)

5) http://issuu.com/istitutoluigisturzo/docs/04-_6._luigi_sturzo_e_i_rosselli_tr

6) Citato in questo documento  Esposizione Italo-Americana -Genova 1892 -Celebrativa del IV centenario della scoperta dell'America

7) Il testo proviene da uno di questi due libri (il primo edito nel 1964 e il secondo nel 1981). Egiglio Oberti nacque nel 1912 ad Alpe (comune di Vobbia). Si é fatto apprezzare, oltre che come suonatore di fisarmonica anche come storico locale, pubblicando nel 1981 il libro "Alpe di Vobbia". 

 

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                                                                                  Marzo 2012, aggiornata in giugno 2014