Il Duomo di BARGA(LU)
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Un Duomo che sembra una fortezza,custodisce una scritta misteriosa e simbologie arcane

 

tutte le foto sono di Marisa Uberti

 

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Barga (30).JPG (120967 byte)3.

Acquasantiera databile XII-XIII secolo. Molti 'Fiori della Vita'sono incisi su esso, e delle testine contornano il bordo superiore.

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Barga (33).JPG (128559 byte)6Meravigliosa scultura presente sul bordo superiore del pluteo duecentesco

Barga (34).JPG (118413 byte)7L'interno è molto buio,se si vuole illuminare artificialmente,bisogna inserire non meno di ...un euro -per pochi minuti di luce)

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Barga-(27).jpg (13454 byte)19Pianta dell'edificio,longitudinale ti tipo basilicale.

 

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Barga (2).JPG (131233 byte)21Misteriosa epigrafe

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Barga (6).JPG (116704 byte)25Altare(frontale)

Barga (7).JPG (120360 byte)26.Altare(lato)

Barga (8).JPG (121077 byte)27Gradini dell'altare con motivi simbolici (XX sec.)

Barga (10).JPG (121589 byte)28.Parte terminale della parte destra del pluteo del XIII secolo:oltre al 'fiore della Vita', ben visibile in colore/contrasto sopra,presenta altri simboli al di sotto (si consiglia di ingrandire l'immagine)

Barga (11).JPG (125676 byte)29.Anche qui altri simboli (cliccando si noteranno anche quelli in colore neutro)

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Barga (17).JPG (120355 byte)35

Barga (18).JPG (122440 byte)36.Due stelle, due spadini incrociati, una mano che serra un'asta cruciforme sono elementi di questa curiosa acquasantiera con coperchio ligneo, risalente al XII-XIII sec.

Barga (25).JPG (126195 byte)37

 

 foto 02.jpg (30305 byte)38

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foto 04.jpg (25146 byte)40.Nota bene: il soggetto di questa scultura, Agape, attribuita a Biduino, l'abbiamo trovata quasi identica sull'architrave della chiesa di San Salvatore a Lucca. Curiosamente, nella porta laterale di quella chiesa c'è un'altra scultura,che reca incisa la firma di Biduinus.

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foto 11.jpg (20375 byte)43.

Acquasantiera con volti scolpiti sulla fascia superiore del bacile(con coperchio).

foto 13.jpg (28150 byte)44

foto 10.jpg (25187 byte)45.Già descritta in foto 3,dove c'è il dettaglio della coppa. Questa è l'unica acquasantiera della chiesa ad essere aperta e a non avere un coperchio di chiusura.

foto 17.jpg (20478 byte)46Misteriosa epigrafe

foto 18.jpg (25016 byte)47.Terrazza antistante l'edificio,si gode un panorama bellissimo.

foto 20.jpg (23385 byte)48(descrizione in foto 36)

Barga (19).JPG (119688 byte)49

Barga (20).JPG (119772 byte)50.Dettaglio dell'ultimo scalino dell'altare (XX sec.):che simbolo è mai questo?Non rammentiamo di averlo mai incontrato prima d'ora...!

Barga (21).JPG (119655 byte)51L'Organo. Nella parte trecentesca del Duomo sono presenti sei monofore ornate da artistiche vetrate istoriate che, insieme alle altre aperture, diffondono una luce soffusa che ammorbidisce l'austerità della costruzione

Barga (22).JPG (127573 byte)52

Barga (23).JPG (126584 byte)53.Il leone ha sotto di sè un uomo,che con la mano sinistra lo accarezza o lo ammansisce, così sembra,e con la destra lo pugnala

 

Il borgo di Barga  di origine longobarda,è splendidamente emergente tra le cime delle Alpi Apuane, luogo in cui ci eravamo 'persi' nel lontano 1994, alla ricerca del mitico paesello sommerso di Fabbriche(di Careggine),alla fine felicemente trovato 'riemerso'  in quell'anno per lo svuotamento periodico della diga,dal lago artificiale in cui è sepolto.
Ritornare tra queste strade,dopo undici anni, circondate di borghi antichi,tracciate dagli antichi romani e mantenute attive nel Medioevo dagli Ordini Monastico - Cavallereschi che le proteggevano per difendere i pellegrini in transito dal Nord a Roma o per Gerusalemme(e viceversa), ritornarvi oggi con un maggiore bagaglio di conoscenze in certe tematiche,dicevo, è stato ancora più entusiasmante e interessante.Strette gole,grotte,paesaggi immersi nella nebbia,sopra la quale si transita per l'unica strada carrozzabile dalle auto:una cornice quasi fiabesca o da romanzo medievale.Abbiamo incontrato anche il famoso Ponte del Diavolo(foto1) o della Maddalena(per una icona, rinvenuta nei pressi, che la raffigura),realmente 'suggestivo'. 
Di tanto in tanto,spuntano tranquille cittadine,che conservano dei tesori inestimabili. Barga è situata a 410 m di altitudine e si trova in provincia di Lucca.Tra le Alpi e il Mare, è situato il massiccio/sentinella della catena delle Alpi Apuane,con le loro riserve di marmo pregiato.
Il Duomo di Barga o Collegiata di San Cristoforo, si trova qui  alle nostre spalle.
foto 22.jpg (24101 byte)Questa è la terrazza prospiciente la facciata d'ingresso,da dove stiamo ammirando questo paesaggio mozzafiato,cui si accede tramite una erta salita,come si può vedere dalle immagini(foto2). Pensiamo come abbiano potuto trasportare fin qui il materiale,i costruttori del Duomo,in tempi antichissimi,e incredibilmente assemblarla,e salire su su dove l'occhio umano nemmeno riesce a distinguere i simboli incisi in alto o vedere la cima della torre campanaria! Quegli uomini la sapevano lunga,come diciamo sempre!

"La Cattedrale, collocata nel punto più alto del paese, sovrasta tutto l'abitato circostante e rappresenta un privilegiato punto di osservazione del territorio della Valle del Serchio. La sua posizione la rese in passato un punto di riferimento non solo per la vita religiosa della città, ma anche per quella civile e militare. A conferma di ciò il Duomo, insieme al Palazzo Pretorio, che si erge poco più a nord, costituisce una sorta di cittadella fortificata, protetta da poderosi muraglioni un tempo muniti di merlature e robuste porte d'accesso. L'articolazione stessa dell'edificio e l'imponenza della torre campanaria, conclusa sulla sommità da merli, fa ritenere che l'edificio svolgesse anche una funzione di difesa". Questo lo condividiamo in pieno.

.Sapere poi che qui hanno lavorato i 'miei' Maestri Comacini, che hanno lasciato tracce sublimi, me lo ha fatto osservare con una certa attenzione,e apprezzare ulteriormente frammenti della loro Genialità e umiltà.Vorremmo che,a parlare,fossero le immagini realizzate in loco,perchè non c'è migliore giudice che ciò che i nostri sensi percepiscono di fronte a tanta Arte.
 
                                                  La misteriosa EPIGRAFE (foto  21 e 46)

Sentiamo giusto però aggiungere,alla breve descrizione dell'edificio inserita sotto,che sullo stipite destro della porta d'ingresso attuale,è incisa un'epigrafe indecifrata (foto n.21 e 46),che presenta lettere identiche su tre righe,precedute da una croce  e soltanto l'ultima riga  ha anche una croce finale.Quella che sembra una h,nel terzo rigo,è molto rovinata attualmente. Sapevamo di una seconda,analoga incisione, nel portale laterale che dà sull'Arringo, ma non ne abbiamo rilevato la presenza. Come abbiamo detto in un'altra sezione,la stessa epigrafe è presente sull'architrave della chiesa di San Frediano a PISA, in cui però risulta vergata su un' unica riga orizzontale.

Si apre, però, un mistero nel mistero.

Se si cerca una BIBLIOGRAFIA su questo argomento,i motori di ricerca in internet conducono a due links,che poi confluiscono nello stesso titolo di libro. Un link è comunque inattivo, non esiste nè la pagina di riferimento nè il link origine (chi ne sa qualcosa, è pregato di dirlo). Il secondo mostra finalmente qualcosa di familiare, cioè la nostra italianissima studiosa Margherita Guarducci, che nel 1959 pubblicò un saggio in merito,dal titolo LA MISTERIOSA ISCRIZIONE MEDIEVALE di PISA, BARGA e LUCCA. Roma, ACCADEMIA Nazionale DEI LINCEI, 1959

[Già ci domandiamo:perchè cita anche Lucca? Non conosciamo il luogo in cui sia presente in detta città, ma sappiamo solo di Pisa e Barga...Primo mistero(nel mistero)]

Questo"LA MISTERIOSA ISCRIZIONE MEDIEVALE DI PISA, BARGA E LUCCA. Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 1959. 
GUARDUCCI Margherita (a cura di). 
Libraire: studio bibliografico pera snc*
(lucca, LU, Italy) Prix: EUR 9.00 
Livraison Italie:
EUR 4.00 

Description du livre: A cura dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Estratto dai "Rendiconti della Classe di Scienze morali, storiche e filologiche", serie VIII, vol.XIV, fasc.5-6, maggio-giugno 1959. 8 ,pg.10. Dedica manoscritta dell'Autore al piatto anteriore. Con quattro tavole fuori testo. N° de réf. du libraire 58517"

*Si fa notare che alla voce Librarie:studio bibliografico pera snc, si ritrova lo stesso studio 'pera' che è  praticamente quello del  link (il primo che abbiamo indicato) che risultava inattivo! 

Non sappiamo se,ordinando il libro(cliccare qui),questo sia disponibile e arrivi, non abbiamo fatto la prova, ma se qualcuno tra i cortesi lettori potesse fornire ulteriori informazioni, sarebbe cosa gradita, tanto più che questo studio della Guarducci sarebbe un piacere leggerlo.Già dal titolo, lei infatti ne dava una collocazione temporale:iscrizione medievale,dunque potrebbe risultare molto interessante una ipotetica correlazione con le maestranze di costruttori che vi lavorarono nei secoli XII-XIII-XIV che-tra l'altro- sono stati anche Comacini.

 Chi ha notizie di questo libro?

QUESTO SCRIVEVAMO NEL 2005/2006. Nel luglio 2007 abbiamo però ricevuto una comunicazione importantissima, che ci permette di dare alcune risposte, grazie alle segnalazioni di uno studioso pisano, Mario Velucchi, che ringraziamo molto. Egli ci ha fornito anzitutto una copia dell'articolo della Guarducci (non si trattava dunque di un libro ma di un articolo) in cui abbiamo trovato le informazioni che cercavamo. Ad esempio ci chiedevamo perchè nel titolo citasse anche Lucca, in cui l'iscrizione non è attestata. Andiamo per gradi. Secondo lo studio della Guarducci, che risale a cinquant'anni fa (1956), l'enigmatica Iscrizione viene attestata: 

-A Pisa,  a sinistra della porta della chiesa di San Frediano (metà dell'XI secolo), scritta su UNA sola riga (possiamo avere oggi la foto grazie a Luca Briganti, consultare Barga Mistery):

Sempre a Pisa, a sinistra della porta del Battistero, datato alla seconda metà del XII secolo. Foto di Luca Briganti (consultare Barga Mistery):

 

A Pisa esisteva anche nella chiesa dei SS:Cosma e Damiano (XI secolo), oggi distrutta, però la pietra su cui era incisa venne salvata e al tempo in cui la Guarducci scriveva (1959) si trovava nel Museo Nazionale di San Matteo, in un deposito: sarebbe vergata su tre righe e si trovava sullo stipite destro della porta,al di sopra di un'altra iscrizione che citava gli artefici Giovanni e Venacio, che aveva lavorato alla porta stessa. Nel luglio 2014 abbiamo ricevuto la conferma che l'epigrafe è ancora nel Museo di San Matteo (foto Pier Carlo Marroni):

                                                      pisamuseo2.jpg (100290 byte)

-A Barga, lo sappiamo, si trova sullo stipite destro della porta della facciata del Duomo (prima metà del XII secolo) , vergata su tre righe,  però la Guarducci conferma, insieme ad altri studiosi, la presenza di un'altra epigrafe sullo stipite destro della porta del lato ovest, che a noi è sfuggita. Ma nel luglio 2009 il dr. Pier Carlo Marroni (autore del libro 'Il duomo di Barga', 2007) ci scrive gentilmente informandoci che la stessa epigrafe, posizionata su tre righe ed esattamente identica a quella della porta Nord, è presente anche su un blocco incassato nel portale  Ovest. Ci fornisce la foto per migliore comprensione e conoscenza. Grazie dr. Marroni:un mistero, almeno, è stato risolto!

                                                             

-A Lucca, ed ecco che veniamo a trovare risposta al nostro quesito, è attestata l'iscrizione tramite un manoscritto della Biblioteca Governativa (ms 896, f.63 r), che segnalò per primo lo studioso locale Anselmo Lettieri (e in seguito il professor Gino Arrighi). Egli trovò un documento che nel '700 aveva scritto Bernardino Baroni, il quale riferiva che detta iscrizione si trovava incisa sulla cassa di piombo contenente le reliquie di San Ponziano (VIII sec.d.C.)  che da Roma erano state trasferite a Lucca, nella chiesa dei SS. Jacopo e Filippo (Badia Vecchia), per poi essere traslate nella Badia Nuova, ossia la chiesa di San Bartolomeo in Silice, detta di San Ponziano perchè a lui dedicata. Ma non si fermarono qui! Da quanto racconta il Baroni, la pietra su cui era incisa l'iscrizione che ci interessa, si trovava fino a trent'anni prima che egli scrivesse quelle note (siamo nel '700, lo ricordo) nella chiesa delle suore Gesuate, davanti all'altare di San Ponziano. Ma poi scomparve. O meglio, potrebbe trovarsi -diceva l'autore- all'interno della cassa esterna che fu realizzata per contenere le reliquie del martire e solo una ricognizione (che auspicava prossima) poteva confermare.

-E siamo a cinque epigrafi. La sesta veniva attestata a Pistoia e, grazie al dr. Pier Carlo Marroni, possiamo anche dire dove si trova, poichè finalmente è stata trovata. Ritenuta a lungo inesistente, è invece realissima e si trova sullo stipite del portale della Chiesa di San Pier Maggiore. E' stata segnalata dal sig. Luca Briganti, che ha svolto un'apposita ricerca in proposito ed è autore anche della foto. 

                                       epigrafe Pistoia.jpg (44750 byte)

Grazie a entrambi! 

- Una settima a Prato,  sullo stipite sinistro del portale del Duomo, ma che la Guarducci stessa di aver verificato e non corrispondere per niente a quella di Barga e compagne. In attesa di reperirla.

 
L'articolo di Margherita Guarducci (PDF) 1959
Articolo di Augusto Mancini "Ancora sull'iscrizione criptografica di Pisa e di Barga" (PDF) 1956

Per quanto riguarda l'interpretazione, il dr. Mario Velucchi sostiene che semplicemente si tratta di una scritta  MASSONICA, dove la chiave e' il primo simbolo dopo la croce, da intendersi come lettera TAN dell'alfabeto GEORGIANO, che secondo la tradizione indica 'the  God of Light - Dio di Luce - Lucifero' ... Non svela di più perchè i risultati suoi e dei suoi collaboratori verranno pubblicati in uno studio apposito.

 

Per onorare la maestria dei suoi artefici superbi ma che non si sono nemmeno firmati,vogliamo portare all'attenzione di chi le apprezza, due meraviglie di questo Duomo:

l'ambone simbolico, di foto 37, per restarne affascinati,ma come si vedrà dalle altre immagini rappresenta uno scrigno di perle per chi le sa e le vuole cogliere.
I plutei duecenteschi in marmi policromi,con decorazioni geometriche e simboli a noi noti,che lasciamo al lettore cercare e osservare in tutta la loro bellezza,nella galleria fotografica.

 

                                                      Descrizione della chiesa, tratta in loco. 

 Per collegare la descrizione all'immagine,si è posta tra parentesi la numerazione fotografica corrispondente.

La chiesa fu costruita in quattro fasi,dal IX secolo al XVII-XVIII,in blocchi di Alberese(A) provenienti dalla cave di Barga. Il primo impianto era costituito da una modesta chiesa castellana eretta intorno all'anno 1000, formata da un unico ambiente di dimensioni assai ridotte. L'edificio fu ampliato nel sec. XII e successivamente nel sec. XIII, in questa fase la facciata principale fu orientata verso nord, contravvenendo al canone che vuole le chiese romaniche disposte con l'asse longitudinale in direzione est-ovest. Solo tra il XVI e il XVII sec. l'edificio assunse la forma attuale, con la realizzazione di due grandi cappelle laterali e del coro. La fronte principale è costituita dal fianco rimaneggiato della chiesa primitiva,ampliata nel secolo XIV. Tra Cinque e Seicento, distrutta l'abside, furono aggiunte due cappelle laterali. La chiesa subì gravi danni per il terremoto del 1929 e dovette essere radicalmente restaurata.
La facciata (foto38), in cui prevalgono gli elementi del romanico lombardo, è decorata in alto da una doppia serie di archetti su mensole,con figure umane,animali fantastici e fregi(uno scorcio in foto 9):il portale preceduto da sei gradini semicircolari in marmo,è fiancheggiato da colonne reggenti due leoni ed è sormontato da un'architrave a bassorilievo(Vendemmia- foto 11; dettaglio foto 22). Sulla sinistra si trova un'iscrizione di Giovanni Pascoli (si tratta dell'ode "L'ORA DI BARGA", n.d.r.)). Nella porta del fianco sinistro (foto 8), presso la quale si eleva la torre campanaria (foto 42), è un rilievo (Agape) del XII secolo (dettaglio in foto n.40),della maniera di Biduino (Comacino, n.d.r.)
L'interno(foto 23), a pianta basilicale, è a tre navate su pilastri:sul primo pilastro a destra è un affresco trecentesco raffigurante Santa Lucia;sulla parte destra si trova una grande tela con San Cristoforo firmata da Nicolao Landucci(XIX sec.)
Nella navata centrale a destra è posto uno splendido ambone (foto 35)  della secondà metà del secolo XII, è ritenuto opera di Guido Bigarelli da Como(o della sua Scuola), è un pregevole esempio dell'arte dei maestri comacini; il sistema di decorazione utilizza sia l'intarsio che il bassorilievo, tra i meglio conservati tra quelli anteriori a Nicola Pisano.La cassa rettangolare è sorretta da quattro colonne di marmo rosso,di cui una posteriore posa sulla schiena di un vecchio barbuto(foto 32) e le due anteriori su leoni(foto 2 e 53);negli specchi dell'arca sono rappresentati:l'Annunciazione e La Natività(foto 24), l'Adorazione dei Magi(foto4 e 33) e il profeta Isaia.
Chiudono l'area presbiteriale plutei marmorei duecenteschi policromi(foto n.5-6-12-da foto n.28 a n.32- e n.52).In una nicchia dell'abside,dietro l'altare maggiore,è posta una grandiosa statua lignea policroma di san Cristoforo(foto 24),della fine del secolo XII e alta 3.50 m..A destra dell'altare maggiore si apre la cappella del Santissimo Sacramento,ornata da majoliche robbiane[...]Di pertinenza della chiesa è il Tesoro,comprendente arredi ed oreficerie sacre.

Nella seguente immagini (per gentile concessione dr. Pier Carlo Marroni), la chiesa e le sue fasi costruttive:

                                                                          

                                                             

Le foto da n.13 a 18 si riferiscono a stemmi e incisioni che abbiamo rilevato,come fossero lì raccolte,su un edificio vicino al Duomo,che era  l'ARRINGO o Palazzo Pretorio, residenza dei Commissari e Podestà,che provenivano dalla Signoria di  Firenze e, arrivando a Barga, erano qui ospitati. Sotto la Loggetta sono murati numerosi stemmi dei Governatori di Barga. Avevamo letto che :"Sul muricciolo della scala che conduce alle sotterranee prigioni, oggi sede del museo Civico, sono visibili le unità di misura di quei tempi: lo staio, il mezzo staio, il braccio barghigiano".Abbiamo trovato queste ultimeBarga2.JPG (128342 byte) e le scale, ma del museo Civico nessuna traccia;la zona pare in restauro,ha una grossa impalcatura coperta con teli sul davanti.(gennaio 2006).
 NOTE:

A) Alberese è  un calcare che acquista tonalità e sfumature diverse a seconda che sia esposto alla pioggia o alla luminosità dei raggi solari

 

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