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(di Marisa
Uberti)
(Triplice Cinta home)

Dal
novembre 2008, quand'è uscito nelle librerie il saggio "I luoghi delle
Triplici Cinte in Italia. Alla ricerca di un simbolo sacro o di un gioco
senza tempo?", edito dalla Eremon Edizioni, da me scritto insieme
all'amico ricercatore Giulio Coluzzi, di 'passi' in questo mistero ne
sono stati fatti tanti. Il più immediato da esporre è che nel libro
mancavano sette regioni nel censimento (nessuno aveva segnalato esemplari nè
ne avevamo trovati) mentre in questi ultimi due anni, sei regioni le
abbiamo 'rimediate' e oggi sono saldamente inserite nel censimento stesso
(tuttavia manca una ricerca capillare, in esse, che darebbe risultati più
confortanti). Sono trascorsi esattamente due anni e mi pare
doveroso fare un po' il 'punto della situazione', cogliendo l'occasione per
ringraziare coloro che- in questo periodo- hanno continuato a segnalare
nuovi esemplari. Insieme a quelli da noi scoperti (in sopralluoghi o in
letteratura), andranno a costituire il voluminosissimo censimento
aggiornato, a completamento di un secondo saggio che è tutt'ora in fase
di stesura. Rassicuro quindi anche tutti coloro che spero continuino a
mandare segnalazioni, che le vedranno pubblicate, poichè questo Studio non
si fermerà mai, è in continua evoluzione e dinamismo, cresce grazie a nuove
scoperte e dati di fatto, ma anche ad ipotesi e raffronti costruttivi.
Informo anche che nell'attuale
censimento online italiano, ed
estero,
presenti in questo sito, non troverete aggiornamenti, fermi da più di un anno e
mezzo. Ciò si deve a due principali motivi:
a)- preservare la Ricerca
per l'opera cartacea
b)- la lunghezza del
censimento, che si avvicina ai 2.000 esemplari in tutto il mondo.
Un numero ridicolo, se
pensiamo a quanti siano ancora da scoprire, da censire, da verificare. Nel
nostro primo libro, ne avevamo inseriti un centinaio, dedicando delle schede
di approfondimento per ciascuno dei luoghi visitati (circa una quarantina),
nella sola Italia. Il libro è quindi una valida guida per coloro che
vogliono approcciarsi alle tematica ed acquisire gli elementi necessari per
affrontare la Ricerca. Infatti, il ritrovamento della TC in un dato
contesto, è indicativo:perchè proprio lì? Anche valutando il suo innegabile
significato ludico (gioco di pedine), come mai alcuni minuscoli paesi o
grandi città, ne presentano svariati esemplari ed altri (magari vicinissimi)
non ne hanno nemmeno uno? Inoltre, perchè i quadrati e i cerchi concentrici
(che non equipararei a degli schemi di Triplice Cinta ma idealmente o
simbolicamente le sono affini), sono stati incisi su manufatti neolitici,
con ogni probabilità andando oltre il mero intento decorativo? Cosa ha
significato, all'Origine del Pensiero umano, questo 'set geometrico'? Certo,
sappiamo che il quadrato è legato alla Terra (Materia), con i suoi quattro
punti cardinali, e che il cerchio è legato al Cielo e al concetto di Spirito
(perfezione). Ma su queste ed altre questioni filosofiche, ci intratterremo
nel prossimo libro, sul quale vorrei spendere due parole.
Il motivo che mi ha spinto a
scrivere una seconda opera sull'argomento è tra i più semplici: ho raccolto
materiale inedito, innovativo, che può anche scompaginare i 'luoghi comuni'
che noi tutti riteniamo validi per questo soggetto e rimangono degli
interrogativi irrisolti, degli elementi ancora da chiarire
e verificare; per questo motivo attendo di potermi recare quanto prima dove
questa Ricerca mi sta portando, al fine di stabilire se i 'si dice' siano
veritieri o meno. Questo è lo spirito di chi scrive, da sempre, e voi lo
sapete.
Gli sviluppi
L'anno seguente alla
pubblicazione de 'I luoghi delle triplici cinte in Italia', si sono
verificate ottime opportunità per far avanzare questo studio in diverse
direzioni: - la creazione di una scheda apposita per i cortesi 'segnalatori'
(da scaricare qui o da richiedere alla
scrivente) e di facile compilazione, predisposta per ricavare tutte le
informazioni utili da inserire nel censimento (grazie ai numerosi che fino
ad oggi hanno utilizzato questo strumento, in alcuni casi in maniera
eccellente); -l'incontro con brillanti studiosi che dell'argomento si sono
occupati ben prima di noi (cito ad esempio il dr. Carlo Gavazzi, il prof.
Fabio Gaggia, il dr. Biganzoli, l'ing, Friederich Berger), che ha consentito di mettere in
risalto uno degli aspetti più annosi della discussione: è nato prima il
simbolo o il gioco? Convinta com' ero della prima ipotesi, ho dovuto tornare
sui miei passi (sempre i soliti due...). Da qui è partita un'impegnativa
disamina delle fonti iconografiche e letterarie italiane ed estere (sia nel
web che cartacee), che continua sempre; -il reperimento di fonti letterarie
mai consultate prima mi ha permesso di estendere la visuale oltre l'Italia,
per rendermi conto del valore assunto dal soggetto nell'ambito di altre
culture europee ed extraeuropee; - i sopralluoghi in Italia e all'estero
(ricorderò la memorabile vacanza in
Croazia del 2009,
che ha fruttato quasi un centinaio di esemplari in pochi giorni, quando
fino a quel momento ne conoscevo- tramite la letteratura- soltanto tre o
quattro) hanno arricchito di molto il Censimento. Nel settembre del 2009
Giulio Coluzzi ed io abbiamo presentato ad Iseo (BS) il nostro saggio in
occasione del
VII Meeting di 'Due passi nel mistero'.
E' cominciata quindi
l'organizzazione del materiale raccolto per stendere una bozza preliminare
di un secondo lavoro sulla TC, che è tutt'ora in in corso.
Durante il
2010, oltre a
consolidare le conoscenze acquisite, a migliorarle ed integrarle tramite
nuove letture e contatti, ho svolto diversi sopralluoghi, spesso in
compagnia di altri appassionati*, in particolare per
operare le verifiche di esemplari già noti in letteratura (e che non avevo
mai visto), che hanno ulteriormente ridefinito il censimento italiano,
permettendomi di aggiungere, modificare, correggere od eliminare (nel caso
gli esemplari non esistano più) dati già noti, che sono quindi stati
aggiornati al fine di redigere un elenco più affidabile possibile; - il
confronto e lo scambio di materiale con studiosi che si stanno appassionando
alla stessa materia, è stato determinante al fine di creare un database
unico e fruibile da tutti gli interessati.
Nell'aprile del 2010, in
occasione della Settimana della Cultura, Giulio Coluzzi ed io
abbiamo presentato il nostro saggio ad Alatri (FR),
ricevendo diversi spunti stimolanti dai presenti, come la salvaguardia delle
incisioni ed un riconoscimento a livello nazionale come 'beni culturali',
ambiti in cui c'è ancora tutto da fare.
Uno degli eventi più
significativi di quest'anno è stato recarmi in
Calabria,
l'unica regione che manca al censimento italiano (la Valle d'Aosta ha un
solo esemplare censito, ma da verificare). Infatti, non sono
mai stati segnalati esemplari e ci tenevo particolarmente a verificare
personalmente. Non posso certo dire di aver esplorato l'intera regione ma
certamente il mio breve tour ha spaziato dai paesini di montagna alle città
marinare, non trovando le incisioni sperate. Tuttavia ciò che è stato
raccolto è stato già descritto negli articoli attinenti quel viaggio.
Ricorderò che un paio di esemplari molto
belli ed enigmatici, sicuramente simbolici, e appartenenti a strati
archeologici datati all'epoca romana, si trovano nel sito dell'antica
colonia greca di Sibari (CS), dove -su un mosaico pavimentale - troviamo due
duplici cinte appaiate (ma forse erano quattro, in origine) su fondo scuro,
che recano centralmente uno swastika, noto simbolo solare orientale e
che potenzia il valore del 'centro' dello schema.

Triplice Cinta cercasi:la
situazione italiana
Lo schema della TC (e
includiamo anche il tris e l'alquerque) -da quanto emerge
dall'analisi dei dati raccolti fin'ora- è eurocentrico. Nessun continente ne
ha fornito come l'Europa, forse perchè qui si sono condotti studi mirati in
merito (dedicarsi a questo è un privilegio, quando si hanno ben altri
problemi da risolvere!). Tra le nazioni europee, l'Italia si colloca al
primo posto, seguita da Francia, Spagna, Croazia, Gran Bretagna, e a seguire
tutte le altre (diversi stati mancano al censimento). Il seguente elenco
provvisorio mostra il numero degli esemplari segnalati nelle regioni
italiane (senza distinzione tra TC, Tris ed alquerque, che verrà operata nel
saggio in preparazione, con l'indicazione -ove possibile- del luogo esatto,
del modello e di altri fattori contingenti); invito tutti gli appassionati
che risiedono o frequentano le zone che fino ad oggi hanno dato meno
segnalazioni, a 'guardarsi intorno' e, nel possibile, segnalarci nuovi
esemplari.
 | Valle d'Aosta: 0 TC; sono
stati segnalati due esemplari ma ancora da definire |
 | Piemonte: 140
|
 | Lombardia:105 |
 | Veneto: 97 (segnaliamo
che esiste un 'Corpus' di incisioni rupestri di circa 100 esemplari
depositato dal prof. F. Gaggia presso La S.I. dei Beni Culturali di
Verona, non conteggiato nel censimento) |
 | Friuli Venezia -Giulia:
12 |
 | Trentino-Alto Adige: 16
|
 | Liguria: 74 (si segnala
che nell'area della Lunigiana, tra le prov. di SP e LU, sarebbe stato
raccolto un 'Corpus' di 500 esemplari da parte di altri due ricercatori,
che per il momento lo tengono riservato) |
 | Emilia-Romagna:16 |
 | Toscana: 127 |
 | Umbria: 3 |
 | Marche: 5 |
 | Lazio:185 |
 | Campania: 4 |
 | Abruzzo:10 |
 | Molise:7 |
 | Puglia: 41 |
 | Basilicata:2 |
 | Calabria: incisioni vere
e proprie non segnalate |
 | Sicilia: 4 |
 | Sardegna: 4 |
Considerazioni generali
Studiando nuovi Testi, ho
anche capito come all'estero questo argomento sia stato affrontato da tempo
e con maggiore slancio, coinvolgendo persone di diversa competenza,
accademici e non, e ricevendo un'attenzione -da parte degli archeologi
soprattutto- maggiore di quanto si verifichi nel nostro Paese. Altro
mistero.
Sembra, inoltre, che se si
vuole dedicare tempo ed energie a penetrare questo enigma, si è più
facilitati se lo si presenta come innocua incisione di un gioco a pedine,
che come possibile simbolo rappresentativo di qualcos' altro.
Certamente, però, una Ricerca seria ed onesta deve saper affrontare tutte le
sfaccettature della stessa medaglia ed è doveroso prenderle in
considerazione, nessuna esclusa, cosa che richiede tempo e mente aperta.
Uno dei problemi che sto
anche rilevando in fase di Ricerca è che -con il passare del tempo- numerose
incisioni di TC vanno scomparendo. Presenti in censimenti di dieci o quindi
anni fa, non lo sono più in quello attuale che mi accingo a completare: la
verifica sul posto ha dato in quei casi esiti negativi e i locali,
interrogati, hanno saputo in alcuni casi riferire le modalità di scomparsa.
Rifacimenti di piazzali, di muretti, di sagrati delle chiese, hanno detto
addio per sempre alle 'nostre' incisioni, che erano comunque una traccia del
passato che apparteneva a quella comunità. Attualmente sto assistendo al
fatto che il Comune di Bergamo sta sostituendo le vecchie lastre di
copertura dei parapetti delle Mura Venete, con quelle nuove. Ebbene, ho
fatto in tempo a fotografare, l'anno scorso, delle TC ivi incise, che non
erano state nemmeno messe nel primo libro (non le conoscevo ancora), e non
potranno essere messe neanche nel prossimo, poichè- se non esisteranno più-
darei un'indicazione scorretta. Qualcuno andrebbe a cercarle e non le
troverebbe! In questi casi è comunque doveroso segnalare come stanno le
cose. Perchè non si perda la memoria.
Quindi, un consiglio per
coloro che rilevano la presenza di un'incisione (vale per tutte, non solo
per la TC):essendo un reperto fragile e passibile di deterioramento o
rimozione, fotografatelo, disegnatelo fedelmente, fate un calco
delicatamente, annotatevi il contesto, guardate bene cosa ha intorno, altri
petroglifi, segni, tracce 'artistiche', a quali strutture appartiene o si
trova vicino. Fatelo specialmente per quei luoghi in cui sapete che non
ritornerete molto presto o forse mai più (luoghi remoti o distanti
geograficamente). Oggi la fotografia digitale dà molti risultati, e non si
impiega più di qualche secondo a fare una bella foto. Potreste rendere un
grande servizio alla società, che va sempre più di corsa e tralascia di
badare al 'particolare', alle tracce di coloro che ci hanno preceduto in
quel luogo, siano essi uomini e donne di duemila anni fa o dell'altro ieri.
Se nel Neolitico, come
abbiamo detto, il set geometrico composto da più quadrati o cerchi
concentrici appare su diversi manufatti umani, dobbiamo riconoscere che
ancora oggi l'arte non se ne è disfatta. Facendo attenzione, ora più che
mai, agli apparati 'decorativi' di molte chiese, piccole o grandi, ma anche
in altri edifici, piazzali, cimiteri, stazioni, biblioteche, recinzioni
pubbliche o balconate private, etc. emerge costantemente la forma della TC,
o del Tris (il quadrato con otto raggi), chiamato anche Centro Sacro
nel nostro libro (a voi scoprire perchè, leggendolo!). Come mai non ce ne
eravamo mai accorti prima? E' ciò che sorge spontaneo domandarsi. La
risposta è che finchè non si cerca, non si trova. Ed ecco quindi come questo
'schema' sia assai più importante, specie in ambito sacro, di quanto si
ritiene. Il 'perchè' cercherò di sviscerarlo nel mio secondo saggio.
Decorazioni sacre e
profane
Non parliamo, ora, delle
incisioni, che si trovano a profusione nel nostro libro e anche nei nostri
siti (ricordo che quello di Giulio Coluzzi è
www.angolohermes.com) ma consideriamo adesso
l'aspetto'decorativo', strutturale dello schema a quadrato concentrico
multiplo, che in alcuni casi si avvicina in maniera sorprendentemente
curiosa proprio alla nostra 'amica', con tanto di segmenti perpendicolari
e/o diagonali. Alcuni esempi iconografici che ho raccolto, a titolo di
esempio:
In una miniatura siriaca copiata nel XIX secolo (Manchester, The John
Rylands University Library), è raffiguarato il biblico Giosuè davanti alla
città di Gerico, la quale è rappresentata secondo uno schema a quadrati
concentrici multipli, raccordati da direttrici perpendicolari e diagonali,
proprio come in una Triplice Cinta (in questo caso le 'cinte' sono più di
tre, chiaramente). Inoltre, la prospettiva geometrica che si crea all'occhio
umano, è la stessa che ho avuto osservando l'esemplare ipogeo della
Grotta Simonetti ad Osimo (AN),
nella quale sono ritornata nel giugno di quest'anno, dopo un primo
sopralluogo nel novembre 2007: la sensazione di qualcosa che vada verso
l'interno, che converga verso lo spazio centrale, dirigendo l'attenzione
al centro dello schema. La TC di Osimo (che poi ha più di tre quadrati
concentrici...) non è semplicemente incisa, è scolpita e ricavata dalla
parete tufacea di cui è costituita la Grotta stessa (lo schema non ha
diagonali nè foro centrale, che sono opzionali comunque). Si ricorda che su
di essa stanno indagando il dr. Roberto Mosca e l'ing. Alfonso Rubino.
(giugno 2010)
Sul pavimento della
Stazione Centrale di Milano c'erano -fino a poco tempo fa- degli schemi
molto simili al nostro soggetto:
(inverno
2008)
Mi risulta che, con recenti
lavori di ristrutturazione, li abbiano sostituiti con una nuova
pavimentazione.
Su una delle porte del
cimitero di Garda (VR), si può trovare una variante del nostro soggetto
(TC a croce piena) ripetuto 22 volte su tutta la superficie disponibile:
(sett.2009)
Sul pavimento dell'ingresso
alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, è presente uno schema
che ricorda molto una TC (al centro, vi è una sfera):
(marzo2009)
A Massanzago (PD),
sul Sagrato della Chiesa
Parrocchiale, in p.zza san Pio X, è disegnato un motivo geometrico a tre
quadrati concentrici (privo di segmenti diagonali o perpendicolari, ma con
al centro una 'rosa dei venti'), sul quale ogni due anni si disputa il
Palio della Trja vivente (la Trja è il nome locale dato al
gioco del filetto).
(sett.2010)
Nella
cattedrale di Rossano Calabro (CS), si trova riprodotto-sullo splendido
soffitto a cassettoni delle navate- uno schema che ricorda quello inciso nel
castello di Chinon, dove si trova stilizzato. Tra tanti motivi decorativi,
sceglierne uno così particolare, forse non è un fatto trascurabilissimo. Va
comunque rilevato e segnalato. Sul
sagrato del Santuario di San Francesco a Paola (CS), vi è -sul
pavimento- una serie di schemi geometrici 'a triplice cinta', il primo dei
quali appare sia con i segmenti perpendicolari che con quelli diagonali,
mentre i successivi con i soli segmenti perpendicolari.
lug.2010
A
Cavriana
(MN), nella chiesa
parrocchiale, abbiamo notato che nella fascia pavimentale antistante il
presbiterio, le mattonelle sono state disposte a formare una vera e propria
TC, con segmenti perpendicolari e diagonali. Nel qaudrato più interno, la
parola RESURRECTURIS - contorna una croce, collocata esattamente al centro.
E' verosimile che sotto vi sia una sepoltura, ma stupisce la forma di questo
manufatto, posteriore al resto della pavimentazione in quanto non attinente.
(ott.2010)
Anche le porte secondarie della
chiesa, hanno attirato la nostra attenzione:

La Ricerca continua
Volendo concludere questo
aggiornamento con uno sguardo al resto del mondo, anche per introdurre i
lettori interessati a quanto troveranno nel secondo saggio sul tema (vorrei
svelarvi tutto! Ci sono tantissime cose inedite e sorprendenti! Ma tempo al
tempo...!), è giusto dire che esso coinvolgerà tutti i continenti, e
raccoglierà il censimento mondiale, fino a quel momento pervenuto alla mia
attenzione. Faremo un viaggio spazio-temporale, alla scoperta di dati,
curiosità, interrogativi e novità assolute. Analizzeremo gli esemplari di
un' (im)possibile Età del Bronzo, quelli Egizi (che poi sono copti e quindi
del VII sec. d.C...), Romani (con fondamentali riferimenti al cristianesimo
primitivo), medievali e contemporanei. Andremo in America del Nord e del
Sud, passando per le Isole Canarie e nel Continente Nero, approdando in
Europa e ripartendo per l'Asia. E se chiudendo il volume arriveranno dati
mai trovati prima, che scompagineranno le esigue certezze accumulate...si
ricomincerà daccapo?!
In oriente valuteremo un aspetto interessante che riguarda la struttura del
Mandala, che viene usato nel Buddismo (e Induismo) per le meditazioni, e
che nella sua forma più semplice è strutturato sullo schema di una triplice
cinta. In Sri-Lanka vedremo come la TC venga usata sia come un supporto
magico sia come gioco. Insieme allo schema del ‘tris’ è chiamata 'nerenchi,
niranchi, nerenchi, keliya', cioè il gioco perfetto di Dio. Perché
questo nome? Un bonzo, interrogato da uno studioso che aveva visto le
incisioni, si sentì rispondere che le
tracce simboleggiano le migrazioni successive di anime...
Curioso è anche il fatto che
nell'attuale capitale della Siria, Damasco, le scacchiere siano fatte
di legno pregiato e madreperla. Esternamente hanno il gioco degli scacchi e
all’interno c’è quello del backgammon. Incuriosito che non vi fosse il
‘filetto’, cioè la T.C. come accade invece per le nostre comuni scacchiere
di legno casalinghe, il dr. F. Berger lo chiese ai locali. Essi
risposero che quelli (i filetti) sono disegnati nella sabbia...
H.J.R. Murray
(‘ A history of board-games other than chess”, Oxford at the
Clarendon Press, 1952).
riporta che gli autoctoni del
Ghana (almeno fino al 1952, quand’egli pubblicò la sua opera) giocano al
‘filetto’ tracciato sulle soglie , e lo chiamano “Akidada”. Anche in alcuni
paesini laziali ci è capitato di trovarne incisi sulle soglie e le madri
hanno risposto che si facevano giocare i bambini.
In Somalia il gioco del filetto sarebbe denominato ‘Shah’. Roger Pinon
scrive che sarebbe il gioco nazionale per eccellenza e che è chiamato “fah”.
Si dice che i giovanotti ‘guadagnino ‘ o ‘vincano’ le loro donne al padre di
queste, al quale così non devono pagare il prezzo(!).
In Sud Africa la TC è chiamata gioco solare.
Ora la Ricerca si deve
completare di alcune importanti verifiche, forse cruciali, per ottenere le
risposte cui i Testi consultati non possono rispondere. Chi ci ha preceduto
ha dato molto a questo Studio e lo ha reso fruibile agli intrepidi che -come
noi - l'hanno percepito come una sfida per capire il nostro passato. Siamo
noi, ora, chiamati a fornire chiarezza, ad aggiungere nuova linfa, affinchè
altri arditi- in futuro- la raccolgano e la facciano circolare nel grande
circuito della società umana.
Un progetto ambizioso è anche
quello di realizzare una galleria fotografica di tutti gli esemplari censiti
personalmente da me e da chi sta collaborando a questo studio, da pubblicare
online in questo stesso sito. Non posso dare una scadenza ma il progetto è
in cantiere. Sono
tanti gli stimoli, tanti gli spunti da approfondire. Ricordiamo che, ovunque
si trovi o sia stato fatto, ogni esemplare mantiene in sè la mano e il
pensiero di chi l'ha tracciato. Rispettiamolo. |
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